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Sanzioni amministrative ridotte da un quinto a un terzo: l’annuncio del governo dopo il Cdm

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera del governo alla riforma delle sanzioni in ambito fiscale.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera in via preliminare al nono dlgs di attuazione della delega fiscale, in materia di sanzioni tributarie. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative, il dlgs prevede che saranno ridotte da un quinto a un terzo.

"Prosegue senza sosta la rivoluzione fiscale del governo, mirata a costruire un sistema più equo e giusto a vantaggio di cittadini e imprese", ha dichiarato in una nota il viceministro dell'Economia e delle Finanze Maurizio Leo, al termine del Cdm, che ha dato l'ok preliminare al decreto sulle sanzioni tributarie. "Con il nono decreto attuativo della delega fiscale, si interviene sulle sanzioni tributarie, sia amministrative che penali".

Leo aggiunge che per quanto riguarda le sanzioni amministrative "verranno ridotte da un quinto a un terzo, avvicinandole ai parametri europei e introducendo un principio di maggiore proporzionalità". Come pure era emerso dalla bozza, le sanzioni sono ispirate al principio della "proporzionalità e offensività". Nella bozza si specifica che la sanzione è "aumentata fino al doppio nei confronti di chi, nei tre anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza che accerta la violazione o alla inoppugnabilità dell'atto, è incorso in altra violazione della stessa indole". Inoltre se concorrono circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra violazione commessa e sanzione applicabile, questa è ridotta fino a un quarto della misura prevista. Se concorrono circostanze di particolare gravità della violazione, la sanzione prevista in misura fissa, proporzionale o variabile può essere aumentata fino alla metà.

"Per quel che concerne invece le sanzioni penali – ha spiegato ancora Leo – verranno adeguate le norme relativa alla non punibilità agli indirizzi emersi dalla giurisprudenza, aiutando chi non può pagare per cause di forza maggiore, chi decide comunque di mettersi in regola, anche attraverso la rateizzazione, pagando l'intera imposta, le sanzioni (ridotte) e gli interessi".

‘Verranno invece colpiti i comportamenti fraudolenti, simulatori ed omissivi a danno del fisco", assicura Leo. "Lo Stato infatti deve venire incontro ai contribuenti onesti, ma non può e non deve abbassare la guardia nei confronti di coloro che fanno i furbi", conclude.

All'ordine del giorno, scrive il Sole 24 Ore, c'era la revisione di tre decreti del 1997 e della legge sulle cosiddette ‘manette agli evasori' (Dlgs 74/2000): il 472 che fissa i principi generali delle sanzioni amministrative introducendo il principio della proporzionalità delle sanzioni; il 471 che rivede le misure amministrative sugli omessi versamenti introducendo la proporzionalità della sanzione senza però modificare le pene per frodi e omesse dichiarazioni; il 473 che riscrive le sanzioni in materia di tributi vari come registro, bollo, imposte ipotecarie e catastali, assicurazioni e concessioni eliminando la sanzione minima e massima e introducendo una misura proporzionale.

Sulla legge sulle ‘manette agli evasori' il governo riscrive la norma sulle indebite compensazioni e crea un paracadute per chi paga a rate rispetto ai reati di omesso versamento di Iva e ritenute.

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