"Le chiusure da sole non bastano, ormai è evidente, dobbiamo moltiplicare gli sforzi per i vaccini, cominciando a produrli anche in Italia, e prepararci ad usare anche altri farmaci se funzionano, come lo Sputnik": lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, che in un'intervista con Il Giornale fa il punto sulla gestione dell'emergenza coronavirus e sull'andamento della campagna vaccinale. Ripetendo quello che ribadisce ormai da settimane, Salvini spinge affinché nel governo si cominci a parlare di riaperture e dell'allentamento delle misure restrittive "nelle città in cui la situazione sanitaria sia sotto controllo e in miglioramento da giorni". E precisa: "Ne ho parlato personalmente col presidente del Consiglio", che avrebbe condiviso "la necessità di tornare il prima possibile ad una vita, ad una scuola, ad un lavoro normali".

Salvini insiste per produrre i vaccini anti-Covid in Italia

Il leader del Carroccio commenta anche la gestione a livello europeo delle forniture dei vaccini. Il giudizio sul commissario straordinario per l'emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, è positivo, ma Salvini punta il dito contro "i ritardi dell'Unione europea e i troppi errori delle case farmaceutiche". Per questo il ministro leghista per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sta portando avanti "l'intenzione di produrre farmaci anti-Covid direttamente in Italia". In generale, comunque, Salvini esprime un parere positivo sul nuovo governo di Mario Draghi: "Il governo è partito da poco, ma vedo il bicchiere mezzo pieno: certo, non basta. Mi aspetto per aprile un nuovo decreto, scritto ad hoc per le imprese, che non potrà essere inferiore ai 50 miliardi", afferma.

Cosa ha detto Salvini sulla riforma della Giustizia

Infine, Salvini parla di giustizia e della richiesta del pm di non luogo a procedere per il caso Gregoretti. "Sono soddisfatto che il pm, invece di chiedere il processo contro di me, lette le carte, abbia ribadito che non ho commesso alcun reato: difendere i confini dell'Italia non è un diritto, è un dovere di un ministro", commenta. Per poi concludere: "Quando ci sarà un governo di centrodestra, scelto dalla maggioranza degli italiani, metteremo mano alla giustizia. La stragrande maggioranza dei magistrati è composta da donne e uomini di valore e liberi, che non ne possono più di correnti, favori e raccomandazioni. Senza una profonda riforma della Giustizia l'Italia, che ha più di 5 milioni di processi arretrati, non sarà mai un Paese davvero libero e moderno".