"Lunedì sarò in piazza a Montecitorio. Sarà una piazza senza bandiere di partito e senza simboli dove ci sono uomini e donne. Poi domenica prossima saremo a Pontida e il 19 ottobre ci sarà un fiume umano a Roma. Quindi le bandiere di partito possono fare un passo indietro. Chi c'è è libero di esserci". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un comizio a Caorso, nel Piacentino, rilanciando la la manifestazione prevista per domani a Roma in concomitanza con il voto di fiducia alla Camera per il governo Conte bis. Martedì toccherà poi al Senato esprimersi sul neonato governo Pd-5Stelle. Ma il segretario della Lega promette battaglia.

"La nostra è una piazza pacifica, democratica, a volto scoperto, dove i poliziotti stanno tranquilli, non quella dei centri sociali. Non vedo – ha aggiunto l'ex ministro dell'Interno – dove stia il problema rispetto a gente che sta in Parlamento e in piazza". 

"Noi facciamo il nostro lavoro in Parlamento, nei Comuni e nelle Regioni però rappresentiamo i milioni di italiani che sono indignati per un governo che non sta né in cielo né in terra e per un Partito democratico che ha perso tutte le elezioni possibili negli ultimi due anni e si ritrova al governo con le operazioni dei Renzi, dei Lotti, delle Boschi, dei Franceshini, degli Zingaretti", ha detto ancora parlando della protesta contro l'esecutivo giallo rosso.

"A Berlino, a Bruxelles e a Parigi stanno stappando spumante perché evidentemente pensano che l'Italia sia tornata un Paese servo o di serie B e quindi danno qualche mancetta o qualche elemosina. Io non voglio crescere i miei figli in un Paese servo che dipende dalle scelte di Parigi o di Berlino. Quindi ci prepariamo a tornare a governare. Questi possono stare attaccati alla poltrona per qualche mese non non all'infinito", ha detto in merito alle aperture dell'Ue al nuovo governo Conte bis.

"Quindi noi stiamo a fare il nostro lavoro dove la gente ci paga per farlo ma lo dicono tutti i sondaggi: questo – ha sottolineato ancora Salvini  – è il governo che nasce con la minor popolarità e la minor fiducia nella storia degli ultimi governi. È una truffa, è una manovra di palazzo. L'Italia vera – ha concluso l'ex vicepremier – fa bene a chiedere altro: le elezioni, taglio delle tasse, e sicurezza, non la riapertura dei porti o la legge Fornero".

Salvini replica a Berlusconi

"Berlusconi? Starà parlando del Milan!". Così Salvini ha risposto scherzosamente a Silvio Berlusconi, che ha detto di non capire più il leader della Lega. "Anch'io come milanista da qualche anno ho dei dubbi su come viene portata avanti la società – ha aggiunto – scherzi a parte dobbiamo preoccuparci del fatto che qui c'è una sinistra che rientra dalla finestra dopo che l'hanno buttata fuori dalla porta e ci sono da liberare intere regioni italiane che da decenni sono mal governate, quindi ciascuno faccia un passo indietro per le sue ambizioni personali e di partito e mettiamo davanti la squadra".