Sul caso Gregoretti il segretario della Lega Matteo Salvini cambia la linea difensiva: ora sostiene che la maggioranza ha chiesto il rinvio del voto sul processo che lo vede imputato a dopo le elezioni regionali in Calabria ed Emilia-Romagna, perché temono di uscirne sconfitti. "Hanno pausa di perdere la faccia, sono senza onore e senza dignità", ha twittato il leader del Carroccio, allegando un collage che ritrae sopra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il segretario del Pd Nicola Zingaretti, il capo politico M5s Luigi Di Maio, e il ministro della Sanità Roberto Speranza, che rappresenta la componente di Leu al governo, e sotto un primo piano di Zingaretti con il candidato del Pd in Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Nella foto campeggia la scritta: "Il terrore di perdere in Emilia-Romagna". "È Salvini che deve avere paura è lui l'inquisito", ha replicato Elvira Evangelista, capogruppo M5S in Giunta delle Immunità del Senato.

Fino ad ora Salvini però aveva fatto intendere che la clava del processo a suo carico sarebbe stata utilizzata dalla maggioranza proprio per ostacolare la sua vittoria: "Non processeranno me, ma milioni di italiani che vogliono un Paese ordinato e sicuro. Io festeggio con voi il 27 gennaio", ha detto durante un comizio, "e voi venite con me in Tribunale a febbraio. Proveremo a resistere insieme alla giustizia italiana e vedremo chi ha la testa più dura".

Questa mattina Iv, Pd, M5s e Leu hanno proposto in modo compatto lo slittamento del voto sull'eventuale processo. Di un'ipotesi di rinvio si stava discutendo già ieri, mentre si svolgeva la riunione della Giunta per le immunità del Senato. Il voto, atteso il 20 gennaio, e che cadrebbe quindi a ridosso delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria del 26 gennaio, secondo alcuni potrebbe trasformasi in un'arma elettorale per Salvini. Nessuno dei 23 senatori della Giunta l'ha chiesto (serve una richiesta motivata) e Gasparri, il presidente della Giunta, che questa mattina ha presentato la sua relazione con cui ha fatto sapere che chiederà il ‘no' al processo, ha allontanato l'eventualità di uno slittamento: "È inesistente, nessuno ne ha parlato", ha tagliato corto, aggiungendo che il calendario deciso in ufficio di presidenza non subirà variazioni.

Ma c'è anche da considerare che i lavori di Palazzo Madama si fermeranno nella settimana che va dal 20 al 24 gennaio in vista delle elezioni regionali. Il tribunale dei ministri di Catania ha accusato Salvini di sequestro di persona per il mancato sbarco di 131 migranti a bordo della nave militare, la scorsa estate. Da qui la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti, su cui dovrà esprimersi la Giunta con il voto del 20 gennaio, e successivamente sarà chiamata a esprimersi l'Aula per il voto definitivo. Ma visto lo stop previsto per Palazzo Madama per la tornata elettorale il voto in Senato potrebbe essere calendarizzato più avanti. La conferenza dei capigruppo del Senato ieri ha stabilito il blocco dei lavori delle delle commissioni, con un’unica eccezione, quella riguardante l’esame dei decreti legge in scadenza. Non ha fatto riferimento quindi alla possibilità di esentare dal fermo la Giunta per le immunità.

"Parti del Movimento 5 Stelle e parti del Governo provano con il caso Gregoretti a colpire Matteo Salvini. Le carte parlano chiaro: tutti nel governo sapevano e tutti erano direttamente coinvolti. Sul caso Gregoretti ci vuole responsabilità istituzionale, per questo è necessario un dibattito corretto e – lo diciamo con chiarezza – senza rinvii. La maggioranza è interessata a fare chiarezza sul caso Gregoretti o pensa solo alle elezioni regionali?", ha attaccato la senatrice Erika Stefani a nome di tutti i componenti della Lega presenti nella giunta per le immunità.