Matteo Salvini ribadisce la lealtà della Lega al governo Draghi e assicura che il Carroccio non uscirà dalla maggioranza. “La Lega c’è, noi siamo alleati leali, purtroppo dice qualcuno a sinistra. Noi abbiamo accolto l’appello di Mattarella e se qualcuno pensa di buttarci fuori non ha capito. Noi restiamo qui convinti per aiutare il nostro Paese”, afferma Salvini intervenendo in Aula, al Senato, e rivolgendosi poi al presidente del Consiglio, Mario Draghi: “Signor presidente noi ci fidiamo degli italiani e delle imprese. C’è stato un dibattito sul coprifuoco, fidiamoci degli italiani e delle imprese: il diritto alla salute, al lavoro e alla libertà possono e devono convivere. La ringrazio anche per aver superato i ritardi accumulati da qualcuno che per mesi ha sonnecchiato e ora siamo arrivati prima e meglio degli altri. La invito a fidarsi anche di chi ha il coraggio di prendere posizione per difendere le loro idee ma diffidare di chi dice sempre e solo sì non per amor di patria ma per amore di poltrona”.

Salvini ringrazia Draghi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato in Parlamento: “Il fatto che lei abbia alzato il telefono con la presidente della Commissione chiedendo rispetto per l’Italia mi ha reso orgoglioso di essere parlamentare e cittadino di questo Paese. Essere in Europa sì, ma da protagonista e non da comparse. Non siamo gli alunni discoli da bacchettare e accontentare ogni tanto, siamo un Paese fondatore di quello che vorremmo continuare a essere un sogno e non una gabbia da cui volersi liberare”. Anche se a Salvini ha risposto lo stesso Draghi dicendo: “Non ho mai detto garantisco io, non è il mio stile”.

Il leader della Lega parla dei fondi stanziati per le persone con disabilità e per la lotta alla mafia: “Ovunque ci sia un mafioso c’è guerra, perché non c’è next generation e futuro se non ci si ribella al contrasto di ogni mafia”. L’ultimo tema è quello della burocrazia e degli appalti: “I cantieri in Italia durano in media 815 giorni, quasi un anno in più rispetto alla media europea. Siamo penultimi anche per tempi di pagamento delle aziende che vincono un appalto: le aziende devono essere pagate a 30 giorni come previsto dalla direttiva europea. Noi invochiamo la direttiva europea sui pagamenti ritardati e invochiamo anche – e vedremo se Pd e M5s le daranno il sostegno – l’azzeramento e la sospensione della normativa italiana sugli appalti e utilizziamo la normativa europea. Vediamo se dai banchi della sinistra ci sarà ancora questo euro-entusiasmo. Se velocizziamo i tempi sul modello Genova vedrete che rubano di meno e lavorano di più”.