Salvini a Zelensky: “Amico mio, stai perdendo la guerra: devi scegliere tra sconfitta e disfatta”

È dal palco di Idee in Movimento, la manifestazione della Lega in corso a Rivisondoli, che Matteo Salvini sceglie di intervenire senza mediazioni sulla guerra in corso in Ucraina, rivolgendosi direttamente, seppure idealmente, al presidente Volodymyr Zelensky. Secondo il vicepremier e leader del Carroccio, dopo gli aiuti economici, militari e politici ricevuti dall'Occidente il presidente ucraino avrebbe "persino il coraggio di lamentarsi", nonostante una situazione che Salvini descrive ormai come "compromessa".
Nel suo intervento, Salvini ha dichiarato poi che Kiev "sta perdendo non solo il conflitto, ma anche uomini, credibilità e dignità", dipingendo uno scenario di progressivo logoramento militare e politico. Da qui l'ultimatum rivolto direttamente a Zelensky: firmare un accordo il prima possibile oppure andare incontro a una disfatta totale. "Amico mio, stai perdendo la guerra. Firma l'accordo di pace prima possibile. Devi scegliere fra una sconfitta e una disfatta". Parole che, di fatto, invitano l'Ucraina ad accettare un compromesso rapido, anche a costo di pesanti concessioni, pur di porre fine al conflitto.
Sanzioni e bollette
Nel suo discorso, Salvini è tornato anche sul tema delle sanzioni contro la Russia e sulle loro conseguenze economiche. Ha ricordato come nel 2022 fosse stato sostenuto che Mosca sarebbe stata messa in ginocchio nel giro di poche settimane, una previsione che, a suo dire, si sarebbe rivelata errata. Al contrario, il peso maggiore delle misure restrittive sarebbe ricaduto sui cittadini europei, con un aumento generalizzato del costo della vita, in particolare sul fronte dell'energia e delle bollette.
Un argomento ricorrente nella narrazione leghista, che collega la politica estera alle difficoltà quotidiane di famiglie e imprese, e che mira a rafforzare l'idea di un'Europa penalizzata dalle proprie scelte strategiche.
Le reazioni
Le parole di Salvini non sono pero rimaste senza risposta. Dal Partito democratico è arrivata una dura replica del senatore Filippo Sensi, che ha accusato il vicepremier di intimare la resa a un Paese aggredito, parlando "al calduccio" mentre gli ucraini continuano a vivere sotto le bombe. Una critica che mette in discussione il ruolo dell'Italia come alleato europeo e anche il messaggio politico trasmesso da un esponente di primo piano del governo.
Nel frattempo, lo scontro sullo scenario ucraino si inserisce in un contesto diplomatico già fortemente deteriorato. Da Mosca, infatti, il Cremlino continua ad alzare i toni contro l'Unione europea, definendone la leadership incompetente e chiudendo ogni canale di interlocuzione con l'Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas. Un clima che rende insomma sempre più complessa qualsiasi prospettiva di dialogo e che accentua le divisioni politiche all'interno del fronte occidentale.