Rottamazione quinquies, al via le domande: quali debiti si possono saldare con il Fisco e chi può aderire

Si apre ufficialmente la rottamazione quinquies delle cartelle fiscali. L'Agenzia delle entrate-Riscossione ha reso disponibili sul proprio sito i moduli necessari per fare domanda di adesione: andrà inviata entro il 30 aprile 2026. Sono inclusi tutti i debiti maturati dal 2000 alla fine del 2023. Si potranno saldare in un'unica soluzione, oppure con fino a 54 rate bimestrali in nove anni. Chi rientra nella rottamazione può mettersi in regola pagando interessi molto ridotti, senza sanzioni o altre spese accumulate.
Come fare domanda per la rottamazione quinquies 2026
Si potrà fare domanda per la rottamazione quinquies solamente online. Si può procedere dalla propria area riservata, facendo l'accesso con Spid o con Carta d'identità digitale. In questo caso, dopo aver completato tutti i passaggi si riceverà una mail di presa in carico, con una ricevuta. Questo significa che la domanda è stata completata correttamente.
In alternativa, si può fare domanda dall'area pubblica.Chi sceglie questa soluzione riceverà una mail all'indirizzo che ha indicato, con un link da cliccare entro 72 ore per convalidare il tutto. Solo a quel punto arriverà la mail di conferma di avvenuta domanda, e successivamente (entro cinque giorni) la ricevuta con la ricevuta.
La domanda va presentata tassativamente entro il 30 aprile 2026. Fatto questo passaggio, basterà aspettare. Entro il 30 giugno l'Agenzia delle Entrate risponderà con un piano personalizzato nel dettaglio. Farà sapere quali debiti sono stati ammessi, e quindi qual è la somma complessiva che va pagata, il numero e la scansione delle date. Sarà allegato anche il calendario dei pagamenti, insieme ai bollettini per i versamenti.
Quali debiti si possono rottamare
La rottamazione quinquies è rivolta ad alcune categorie di debiti con il Fisco. C'è un limite temporale, come detto: dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. E ci sono anche dei paletti sulle tipologie di cartella.
Sono incluse le imposte che sono state dichiarate ma non versate: non si possono rottamare, invece, i debiti che non sono mai stati dichiarati. Se un debito emerge a seguito di controlli (a meno che non si tratti di verifiche automatizzate e formali), questo non può essere ammesso alla rottamazione.
Inclusi i tributi e i contributi previdenziali (sempre con l'eccezione di quelli che vengono richiesti dopo un accertamento delle autorità). E si possono sanare anche le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, cioè le multe, che sono state affidate dalle prefetture al Fisco.
È possibile aderire anche per chi aveva già approfittato di altre rottamazioni, ma poi ha smesso di pagare le rate, sempre che i debiti rispettino i requisiti spiegati. Niente da fare, invece, per chi sta ancora versando le rate della rottamazione quater ed era in regola al 30 novembre 2025: non potrà fare il passaggio alla quinquies, che offre condizioni più vantaggiose.
Quali sono i benefici della rottamazione quinquies per i debitori
I debiti che vengono ‘rottamati' si potranno saldare in un'unica soluzione, con scadenza al 31 luglio 2026, oppure in un periodo che potrà andare fino a nove anni, con 54 rate bimestrali. Attenzione, però: l'importo non potrà essere più basso di 100 euro a rata.
Si pagherà solo la somma dovuta, niente interessi e sanzioni, niente interessi di mora e aggio. Ci sarà solamente un interesse annuo del 3%, da quando iniziano i pagamenti. Per di più, da quando si aderisce non sarà possibile subire nuovi fermi amministrativi né ipoteche, e non si potranno avviare nuove procedure esecutive.
Questi benefici, però, si possono anche perdere. La decadenza scatterà se si saltano due rate (anche solo pagando meno del dovuto), oppure se si salta l'ultima. In questo caso, le somme già pagate saranno considerate un acconto, e torneranno possibili tutte le misure punitive del Fisco.