Il deputato di Forza Italia, Gianfranco Rotondi, è stato aggredito a Pescara da alcuni sostenitori di Matteo Salvini. A comunicarlo è proprio il politico e giornalista, che nel bel mezzo della vicenda scrive su Twitter: "Cronache della Terza Repubblica: io e un giornalista siamo chiusi al caffè Berardo di Pescara in attesa del 113 perché alcuni fans di Matteo Salvini ci hanno aggredito mentre realizzavamo l'intervista". Contattato da Fanpage.it, Rotondi spiega che sono arrivate le forze dell'Ordine sul posto, ora alla ricerca degli aggressori, e racconta quello che è successo puntando il dito contro un clima politico sempre più pesante.

Rotondi spiega che stava realizzando un'intervista in cui faceva il punto della situazione sul centrodestra quando si è verificata l'aggressione: "Stavo parlando con un giornalista di Notizie d’Abruzzo che mi aveva chiesto di fare un’intervista. Ci siamo dati appuntamento al caffè Berardo, che si trova al centro di Pescara. Stavamo facendo quest’intervista in cui si è citato anche Salvini. Ma fra le altre cose, perché era un’intervista politica su Altra Italia e Berlusconi. Mentre facevamo l’intervista due persone, due uomini, si sono avvicinate. Stavo guardando in camera e pensavo fossero solo due curiosi, come spesso succede. Poi ho sentito che rumoreggiavano, ma ho continuato con l’intervista non dandogli retta". In quel momento, però, la situazione ha rischiato di degenerare in quanto i due hanno iniziato a insultare Rotondi e il giornalista, celebrando invece il leader leghista.

L'aggressione

"Poi ho visto che si avvicinavano minacciosi e hanno cominciato a urlare: ‘Porci, porci! Vi dobbiamo fare il culo perché voi andate contro Salvini che è l’unico che lotta contro gli immigrati, questi extracomunitari. Sta salvando l’Italia, porci!’. Allora il giornalista mi ha fatto segno di finire di parlare altrimenti si metteva male. Così ci siamo rifugiati nel caffè Berardo. Hanno visto che chiamavo il 113 e si sono allontanati". Un attacco su questioni migratorie dunque. "Poi sono arrivati i poliziotti e abbiamo dato l’identificazione fisica. Onestamente uno mi sembrava anche potessero essere sotto l’effetto di qualche bicchiere perché era particolarmente aggressivo e cercava lo scontro fisico. Inneggiava a Salvini, dicendo che gli extracomunitari erano porci e noi andavamo picchiati perché andavamo contro di lui".

"Bisogna dire basta a questo clima"

Rotondi, al centro della politica da molti anni, sottolinea un clima che si fa sempre più pesante, in cui le espressioni di odio sono ormai normalizzate: "Io sono abituato alle contestazioni, l’Italia è divisa e non è che chiamo il 113 tutte le volte. Ma è evidente che in questo caso c’era una situazione particolare. Io lo voglio dire con franchezza: sono ostile alle politiche di Salvini e questo è ovvio, ma nemmeno lo demonizzo. Dico solo che si deve dare una calmata, perché se lui dice zingaraccia, chi lo sente cosa deve pensare? Ci insegnavano nella Dc che la politica ha un’intrinseca funzione pedagogica. Il responsabile della sicurezza del Paese non può dire zingaraccia perché se no il suo fan si sente autorizzato a fare di più".

L'incidente è quindi solo un altro risultato della retorica degli ultimi tempi? "A questo arriviamo, non c’è nulla da fare", conclude Rotondi: "Se la vogliamo dire violenta, possiamo dire che nemmeno Mussolini forse voleva far fuori gli avversari politici, ma quelle sono dinamiche che si innescano. È un clima che si crea. Bisogna dire basta a questo clima".