23 Marzo 2012
18:26

Riforma del lavoro approvata dal Consiglio dei Ministri “salvo intese”

Dopo cinque ore di Consiglio dei Ministri il Governo ha approvato il disegno di legge sulla riforma del lavoro che sarà presentato in Parlamento.
A cura di Antonio Palma

Dopo un Consiglio dei Ministri fiume durato più di cinque ore il Governo ha dato il via libera alla proposta di riforma del lavoro da presentare in Parlamento. L'approvazione secondo una formula attesa è stata proclamata "salvo intese" cioè salve successive e probabili modifiche parlamentari, per evitare di essere ridiscussa in CdM. Il Governo come già annunciato ha preferito optare per il disegno di legge ordinario e non per un decreto per evitare altri strappi dopo il mancato accordo sulle modifiche dell'articolo 18.

Quattro obiettivi principali – Il disegno di legge approntato dal Governo, come si legge nella nota stampa di Palazzo Chigi, "è il frutto del confronto con le parti sociali" che ha portato ad una proposta del lavoro complessa e che introdurrà cambiamenti importanti nel mercato del lavoro italiano. Sono quattro gli obiettivi da raggiungere, una "distribuzione più equa delle tutele dell’impiego", ovviamente attraverso una sistemazione dei contratti flessibili e l'introduzione dei licenziamenti individuali, una maggior efficienza degli ammortizzatori sociali, favorire contratti stabili attraversò incentivi alle imprese e, infine, un maggiore "contrasto agli usi elusivi degli obblighi contributivi e fiscali".

Sette macro aree di intervento – Per raggiungere gli scopi della riforma del lavoro il Governo ha approntato sette macro-aree di intervento che vanno dai contratti alle tutele dei lavoratori, dalla flessibilità alle coperture assicurative, dai fondi di solidarietà alle politiche di equità. Per quanto riguarda i contratti "massimo valore all’apprendistato" garantiscono da Palazzo Chigi, che sarà la forma favorita per l'ingresso nel mercato del lavoro e che dovrà avere un reale valore formativo.

Rito processuale abbreviato per le controversie sul lavoro – Sulla materia più controversa, quella dei licenziamenti, nuove regole per le imprese che nel caso di licenziamento illegittimo e risarcimento al lavoratore avranno un costo "svincolato dalla durata del procedimento e dalle inefficienze del sistema giudiziario". Saranno introdotte delimitazioni precise all’entità dell’indennità, ma soprattutto un rito procedurale abbreviato per le controversie in materia di licenziamenti che ha lo scopo di ridurre i costi delle lungaggini processuali.

Ammortizzatori sociali e Cig – Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali ci sarà l’estensione della Cassa integrazione guadagni anche ai settori fin qui non coperti dalla Cigs e ci sarà un potenziamento e un'estensione anche ad altri lavoratori fin qui esclusi dell’istituto dell’assicurazione contro la disoccupazione. Maggiori tutele normative anche per i lavoratori anziani con possibilità di accordi sindacali a parte per l'esodo anticipato di questi lavoratori a carico delle aziende.

Lotta alle discriminazioni di genere – Nella nuova proposta di riforma del lavoro anche la lotta alle discriminazioni di genere con norme di contrasto alla pratica delle dimissioni in bianco e congedo di paternità obbligatorio, ma anche con le quote rosa nelle società controllate dallo Stato. Infine il Governo si impegna a politiche attive di inserimento o reinserimento dei lavoratori svantaggiati nel mercato del lavoro sopratutto attraverso un'intesa  tra Stato e Regioni.

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