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Ricciardi (M5s): “Mancano pediatri, molti bambini resteranno senza medico e il governo non fa nulla”

In Italia servono almeno 827 pediatri di libera scelta in più, secondo le stime della Fondazione Gimbe. Marianna Ricciardi, deputata del M5s, ha spiegato la sua proposta a Fanpage: spostando una scadenza burocratica di poche settimane, si potrebbero avere già nel 2025 circa 600 nuovi pediatri specializzati. Ma il governo “non è intervenuto per rimediare a questa situazione assurda”.
A cura di Luca Pons
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La carenza di pediatri in Italia è un problema di cui il governo è a conoscenza da mesi, che si potrebbe tamponare con un provvedimento piuttosto semplice, ma sui cui l'esecutivo non interviene – forse per tutelare "alcune associazioni di pediatri che vogliono che si mantenga lo status quo". Così, "tantissimi genitori e bambini si ritroveranno senza pediatra per un mero problema burocratico". Questa è l'accusa rivolta da Marianna Ricciardi, deputata del Movimento 5 stelle e medica, al governo Meloni. L'ultimo report della Fondazione Gimbe ha ricordato ancora una volta che servirebbero almeno 827 pediatri a libera scelta in più in Italia, per fare in modo che ciascun pediatra avesse 800 pazienti: la carenza è soprattutto in Lombardia, Piemonte e Veneto, ma si registra anche in altre Regioni.

La legge prevede che ogni bambino fino sei anni abbia un pediatra, mentre dai sette ai tredici si può scegliere se far seguire il figlio da un pediatra o da un medico di medicina generale. La mancanza di personale sanitario colpisce anche questo settore: il massimo di pazienti dovrebbe essere di 880 per ogni pediatra, ma in molte Regioni la media supera i mille pazienti a testa. Come detto, se si volesse riportare la situazione a una media di 800 pazienti servirebbero 827 professionisti in più, secondo le stime di Gimbe.

Qui si inserisce la proposta di Ricciardi, che a marzo aveva presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo se il governo fosse a conoscenza della situazione e se intendesse intervenire. Un'idea sarebbe stata quella di mettere subito al lavoro gli specializzandi che completeranno il loro percorso di formazione a ottobre 2024. Tuttavia, come ha spiegato Ricciardi a Fanpage, "oggi per poter iscriversi nelle graduatorie regionali per la pediatria di libera scelta valide per il 2025, il medico specialista in pediatria deve aver acquisito il titolo di specializzazione entro il 15 settembre 2024. A ottobre 2024 si stima che acquisiranno tale titolo circa 600 pediatri che, per circa venti giorni, resteranno esclusi dalle graduatorie fino al 2026 per un vincolo irrazionale. E aspettare il 2026, in un momento di forte carenza, mi sembra decisamente troppo".

Di fonte a questa proposta, il governo non aveva fatto avere risposte, mentre il presidente della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) Antonio D'Avino si era detto contrario, citando tra le motivazioni la crisi della natalità: "La necessità di pediatri, solo per la pediatria di libera scelta, si ridurrà di oltre mille unità rispetto al numero attuale [da qui al 2036, ndr] e sarebbe un gravissimo errore di programmazione sanitaria inserire nel territorio una pletora di giovani medici che lavorerebbero in condizioni non dignitose rispetto alla professionalità di un laureato e specializzato che ha studiato per tanti anni, né consone ad una necessaria esperienza clinica", aveva scritto D'Avino su Quotidiano sanità.

Ricciardi, che aveva definito "non ragionevole" guardare alla futura riduzione del fabbisogno "per impedire a medici specialisti nel 2024 di lavorare nel 2025", parlando con Fanpage ha riconosciuto che la sua sarebbe una "soluzione tampone" – anche perché tra il 2023 e il 2026 sono andati o andranno in pensione circa 1.700 pediatri – ma sarebbe comunque meglio di nulla: "Tantissimi genitori e bambini si ritroveranno senza pediatra per un mero problema burocratico, di cui il ministero è a conoscenza almeno da quando io l’ho fatto presente, e non è intervenuto per rimediare a questa situazione assurda. Forse perché tiene di più ad alcune associazioni di pediatri, che vogliono che si mantenga lo status quo, piuttosto che ai cittadini italiani".

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