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Renzi rompe con Mondadori: “La libertà ha un prezzo. E io non lo baratto con i soldi di Berlusconi”

In un duro intervento via social, Matteo Renzi reagisce frontalmente all’attacco ricevuto da Pier Silvio Berlusconi, difensore del governo Meloni e azionista di Mediaset e Mondadori. L’ex premier annuncia la fine della sua collaborazione editoriale con il gruppo e rilancia la sfida politica: “Non accetto lezioni da chi si piega al potere”.
A cura di Francesca Moriero
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Matteo Renzi affila le armi contro il sistema di potere che, a suo dire, sta blindando il governo Meloni, e lo fa con un messaggio pubblico durissimo. Il leader di Italia Viva prende di mira Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, reo di aver difeso pubblicamente il governo definendolo "il migliore d'Europa" e, contemporaneamente, di averlo attaccato sul piano personale. Una mossa che Renzi considera ispirata direttamente da Palazzo Chigi. "Oggi Pier Silvio Berlusconi è intervenuto a gamba tesa in difesa di Giorgia Meloni”, scrive Renzi, innescando un lungo elenco delle recenti gaffe o criticità che hanno coinvolto i ministri dell’esecutivo, da Nordio a Tajani, da Piantedosi a Lollobrigida, fino a Salvini e Santanché. In questo contesto, l’endorsement dell’AD Mediaset suona, per l’ex premier, come una forzatura propagandistica, resa ancora più grave dall’invito a Tajani a “smettere di insistere” sullo Ius Scholae: "Da bravo maggiordomo, Tajani obbedisce".

Lo strappo con la Mondadori

Ma è sul piano personale che arriva la reazione più forte: Renzi denuncia infatti apertamente il ruolo di Pier Silvio Berlusconi come editore e ne trae una conseguenza radicale: "Ho comunicato formalmente alla Mondadori […] che interrompo da oggi ogni collaborazione". La motivazione è netta: "Non accetterò mai di scambiare la mia libertà per soldi". Il riferimento sembra diretto ai suoi ultimi libri pubblicati con Piemme, sigla editoriale del gruppo Mondadori, controllato dalla famiglia Berlusconi. La scelta sarebbe anche simbolica: rinunciare alla visibilità e ai proventi di un grande gruppo editoriale per affermare la propria autonomia politica. “Posso rinunciare volentieri ai soldi di Berlusconi e della Mondadori", scrive, "ma non rinuncerò mai alla libertà di difendere la mia dignità e il diritto di dire che questo Governo non è il migliore d’Europa. Ma uno dei più ridicoli e imbarazzanti della storia repubblicana".

Renzi: "Con Silvio il rispetto umano c'era"

Nel finale, Renzi marca una distinzione netta tra padre e figlio. Di Silvio Berlusconi, pur avversato politicamente, riconosce una cifra umana e un senso delle istituzioni che a suo dire oggi mancano completamente: “Con lui ho litigato, ho avuto momenti di scontro durissimo, ho perso Palazzo Chigi. Ma con lui c’è sempre stato un rispetto umano di fondo che oggi manca più che mai”. E se gli attacchi – legislativi, politici e ora editoriali – sono il prezzo da pagare per mantenere la propria autonomia, Renzi conclude senza risentimento ma con determinazione: “La libertà ha un prezzo. E io non resto in un gruppo dove l’azionista mi attacca sul piano personale. […] Andiamo avanti con il sorriso e con la libertà nel cuore”.

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