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Renzi dice al centrosinistra di attaccare Meloni sulla sicurezza: “È governo di sciacalli senza soluzioni”

“È il governo degli sciacalli. Sfruttano tutti i casi di cronaca per aumentare i reati e tengono cinquecento poliziotti in Albania anche se sa che non servono a nulla”. Matteo Renzi ha attaccato il governi e indicato la direzione per le prossime elezioni al centrosinistra. Chiamando anche chi “non riesce più a stare in questo Pd”.
A cura di Luca Pons
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"Caro centrosinistra, sulla sicurezza non è il momento di essere timidi. Adesso il centrodestra ci spieghi perché, dopo quattro anni di governo Meloni, ci sono coltelli a scuola a La Spezia, non ci sono poliziotti a Bologna, a Palermo ai ammazzano e a Milano non arrivano gli agenti". Lo ha detto Matteo Renzi all'assemblea nazionale del suo partito, Italia viva, in cui ha lanciato il progetto di una ‘Casa riformista' che unisca più forze centriste alle elezioni.

Sulla sicurezza "il governo Meloni è il governo degli sciacalli. Sfruttano tutti i casi di cronaca per aumentare i reati e tengono cinquecento poliziotti in Albania anche se sa che non servono a nulla", ha aggiunto Renzi. Anche perché "Meloni continua a ripetere che è lì da quattro anni, che nessuno mai come loro, ma diventerà la loro condanna essere lì, non la loro forza. Perché alla fine qualcuno gli dirà ‘Sono quattro anni che sei lì, che hai fatto?'. Meloni dà la colpa ai burocrati europei, ma sei tu l'Europa…".

L'invito di Renzi al centrosinistra è arrivato in vista delle prossime elezioni, che saranno "nella primavera del 2027", dato che probabilmente Meloni sceglierà di anticiparle per non fare un'altra campagna elettorale durante l'estate, come avvenne nel 2022. "Abbiamo circa un anno per capire cosa vogliamo fare e chi vogliamo essere".

A questo proposito, "Italia viva punta a restare in coalizione nel 2027, anche contemplando la possibilità di aprire, senza veti eventualmente ai Cinque Stelle", ha insistito l'ex premier a margine. "Questo tema dei veti è ampiamente passato. Nel 2027 si vota per le elezioni politiche: o vince la Meloni o vince il centrosinistra'. Non c'è nessuno nel centrosinistra, né tra i centristi né tra la sinistra radicale, che si può permettere il lusso di mettersi a litigare per perdere"

La partita è "aperta", ha continuato, "i numeri sono alla nostra portata". Per questo, ha detto, serve "costruire una casa riformista in grado di accogliere storie diverse e l'intelligenza politica di far partire un processo senza pensare di governarlo in maniera esclusiva". Renzi ha deciso di posizionarsi all'interno di una coalizione di centrosinistra (a differenza di quanto fatto, per esempio, da Carlo Calenda con Azione), e punta a unire i partiti centristi per dargli un peso maggiore.

"La comunità di Italia Viva è pronta ad allargare lo spazio senza pretendere di governarlo", ha aggiunto Renzi, che ha fatto appello al "protagonismo dei sindaci, di altre forze e chi non riesce più a stare in questo Pd". All'evento erano presenti, tra gli altri, +Europa e il sindaco di Milano Beppe Sala. "Questa è la casa riformista che fa vincere o perdere le elezioni, e decide se al Quirinale ci va una persona normale o no. L'opposizione smetta di piangersi addosso, parli di contenuti: cultura, sicurezza, economia".

Un aiuto, pensa Renzi, potrebbe arrivare da politici estremisti. "La destra i voti rischiano di perderli quando c'è qualcosa che nasce all'estrema destra". Cosa che secondo lui succederà: "Non sottovalutate Vannacci, perché nel momento in cui il generale rompe con la Lega…". O anche con Riccardo Szumski, "il no vax che in Veneto prende il 5%". Insomma, "quel mondo di destra che dice Meloni non ha fatto niente. Non lo so cosa, ma qualcosa parte, e se parte porta via almeno 3 punti".

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