Referendum, Nordio come Meloni dice che se vince il Sì non ci saranno più “casi Garlasco”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, quando mancano appena dieci giorni al voto sulla riforma della Giustizia, torna a collegare il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere al caso giudiziario legato all'omicidio di Garlasco.
"Ritengo che casi Garlasco, dopo la riforma che faremo a seguito di questa riforma, non ce ne dovrebbero più essere: perché noi attueremo il processo accusatorio. Se dovesse vincere il ‘no', credo che non ci sarebbe più spazio per fare una riforma nel senso voluto da Giuliano Vassalli quaranta anni fa", ha dichiarato il ministro della Giustizia, intervistato a Realpolitik in prima serata su Retequattro.
"Il caso Garlasco è molto complesso. Possiamo solo dire che dopo questa riforma toccheremo il Codice di procedura penale e quindi non accadrà più che una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado venga poi condannata, dopo un giudizio di Cassazione senza aver rifatto completamente il processo, e magari dopo 15 anni si dubiti della sua colpevolezza e si possa immaginare che abbia trascorso parecchi anni in carcere da innocente", ha sottolineato il Guardasigilli.
Non è la prima volta che il governo utilizza la vicenda di Garlasco e dell'omicidio di Chiara Poggi in questa campagna referendaria. Per prima era stata la premier Giorgia Meloni, in occasione della kermesse di Fdi Atreju: "Votate per voi stessi e per il futuro della nazione. Votate perché non ci possa più essere una vergogna come quella di Garlasco". Meloni alludeva a un presunto errore giudiziario, come se il caso fosse chiuso.
Ricordiamo che a seguito della condanna definitiva nel 2015 di Alberto Stasi – assolto in primo e secondo grado e poi condannato nel nuovo processo di appello del 2014 a 16 anni di carcere – la Procura di Pavia a marzo 2025 per la terza volta ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e attualmente unico indagato per concorso nell'omicidio di Chiara Poggi con Stasi o con ignoti. Recentemente una perizia ha stabilito che sulle unghie della vittima sono state trovate tracce di dna compatibili con i familiari maschili della linea paterna di Sempio. Al momento però non esiste una verità giudiziaria alternativa a quella acquisita fino ad ora. E non si capisce perché Meloni e Nordio possano sostenere la tesi dell'errore dei giudici o dell'innocenza di Stasi.
Domani Fdi cercherà di dare uno nuovo sprint al fronte del Sì, con un evento domani a Milano, sul palco del Teatro Franco Parenti, dal titolo ‘La riforma che fa giustizia'. Il blocco del No si prepara invece alla piazza del prossimo 18 marzo, con l'appuntamento a Piazza del Popolo a Roma.
Nordio non chiederà le dimissioni di Bartolozzi
Nordio coglie anche l'occasione per difendere di nuovo la sua capa di gabinetto, Giusi Bartolozzi, che durante una trasmissione in tv ha attaccato i magistrati, chiamandoli "plotone d'esecuzione". Per il Guardasigilli Giusi Bartolozzi "è una capa di gabinetto di grandissima esperienza, che ha accumulato l'esperienza politica con l'esperienza di magistrato, è sempre stata estremamente fedele ed estremamente laboriosa. Quindi le dimissioni si chiedono per ragioni molto più serie di quella che invece può essere stata, come effettivamente è stata, una voce dal sen fuggita. Abbiamo già fatto un comunicato dove davamo atto di questo errore, la stessa dottoressa ha ammesso di avere sbagliato e si è detto molto rammaricata, direi che la cosa dovrebbe finire qui".
Cosa ha detto Nordio sugli ispettori inviati al tribunale dell'Aquila per la famiglia nel bosco
Il ministro Nordio non ha anticipato nulla sul caso della famiglia nel bosco, dopo l'invio di ispettori al tribunale dell'Aquila, all'indomani dell'ordinanza dei giudici che hanno disposto l'allontanamento della madre dei tre bambini dalla casa famiglia: "Gli atti ispettivi si fanno quando a seguito di notizie, che non sono qualificate ma possono essere anche notizie di stampa oppure segnalazioni fatte da cittadini, è opportuno verificare se le procedure siano state rispettate. Se sono state rispettate? Questo non lo so finché non leggo le carte da cima a fondo. Le cose le leggono prima gli ispettori e poi le leggo io, ma sarebbe non solo prematuro, ma addirittura improprio se io anticipassi un giudizio senza avere avuto gli elementi per poterlo dare".