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Referendum, l’appello di Zingaretti: “Rispettiamo gli accordi, senza trucchi o furbizie”

“Ho grandissimo rispetto per le preoccupazioni per il referendum senza riforme e sto facendo di tutto per andare incontro a queste preoccupazioni. È un tema della maggioranza e del governo Conte”, afferma il leader del Partito democratico, Nicola Zingaretti, sottolineando come la questione della legge elettorale sia una prerogativa dell’esecutivo pronto a sostenere il taglio del numero dei parlamentari. Luigi Di Maio replica: “Votiamo sì, poi metteremo mano alla legge elettorale e ai regolamenti parlamentari come detto”.
A cura di Annalisa Girardi
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"Rinnovo l'appello a rispettare gli accordi e fare, senza furbizie e trucchi, i passi necessari per essere quella parte che vuole cambiare l'Italia. Se le cose non vanno bisogna lavorare per farle andare bene", ha detto il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti. E aggiunge: "Ho grandissimo rispetto per le preoccupazioni per il referendum senza riforme e sto facendo di tutto per andare incontro a queste preoccupazioni. È un tema della maggioranza e del governo Conte". Mentre il leader dem torna a ribadire alla festa dell'Unità a Modena l'importanza di legare la questione della legge elettorale al referendum costituzionale per il taglio del numero dei parlamentari, Luigi Di Maio da Pozzuoli afferma: "Il nostro slogan per il referendum è ‘Ora o mai Più' perché votando per il sì tagliamo 345 parlamentari. Altrimenti rimane tutto com'è". Per poi aggiungere: "Votiamo sì, poi metteremo mano alla legge elettorale e ai regolamenti parlamentari come detto".

Di Maio: "Votiamo sì, poi lavoreremo alla legge elettorale"

Il ministro degli Esteri ed ex capo politico del Movimento Cinque Stelle prosegue: "Non dobbiamo temere il sì. Anche il nostro Movimento perderà parlamentari, ma saremo ripagati di questo atteggiamento. Nel futuro i giovani scopriranno che si lavorerà con più qualità. Con questi numeri ognuno aggiunge la sua norma, ognuno aggiunge il suo emendamento, ognuno aggiunge la sua ‘marchetta' e così si arriva a leggi incomprensibili". E ancora: "Abbiamo un numero elevato di parlamentari per un principio nobile. Uscivamo dal fascismo ed i nostri padri costituenti mancando una solidità delle istituzioni a livello territoriale pensarono che la presenza di un alto numero di parlamentari rappresentasse meglio tutti i cittadini. Ma da allora ad oggi sono nate: le Regioni, le province, i Comuni, i consigli di quartiere, le città metropolitane e le comunità montane che arrivano al mare. Credo che abbiamo abbastanza rappresentanti e quindi possiamo tagliare qualche parlamentare".

Zingaretti: "Pd alternativa alla destra e al populismo"

Intanto questa mattina si riunirà la segreteria del Pd: questa convocherà la direzione che poi si dovrà esprimere in merito alla posizione da prendere il 20 e il 21 settembre. Giorni in cui gli italiani saranno chiamati a votare anche per le elezioni regionali. Zingaretti, con un post su Facebook, afferma: "Il Pd rappresenta la più stabile e forte alternativa alla destra di Salvini ed, eccetto una Regione, ai Cinque Stelle. Chi vuole impedire la vittoria delle destre e i populismi, nella realtà ha un solo strumento: votare Partito Democratico, le alleanze di cui fa parte, le candidature che sostiene. Siamo la forza credibile più alternativa alle destre e ai populismi". E conclude: "Ora combattiamo: possiamo vincere e il Pd può diventare il primo partito italiano".

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