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Referendum Giustizia, nei sondaggi rischio bassa affluenza al voto: il Sì nuovamente in vantaggio

A meno di due mesi dal voto sulla riforma della giustizia, il sondaggio dell’Istituto Noto mostra un’affluenza ancora sotto la metà degli elettori, ma un orientamento complessivamente favorevole ai principali quesiti. Separazione delle carriere, nuovi Csm e Alta Corte disciplinare raccolgono il consenso della maggioranza, con un’ampia area di indecisi.
A cura di Francesca Moriero
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Manca poco meno di due mesi al referendum sulla riforma della giustizia, ma nonostante ciò il clima tra gli italiani appare ancora molto incerto. Secondo l'ultimo sondaggio dell'Istituto Noto per Porta a Porta, l'affluenza prevista non raggiunge neppure la metà degli elettori: il 45% dei cittadini intervistati dichiara che intende recarsi alle urne il 22 e 23 marzo, mentre il 49% si dice sicuro di non partecipare. Tra questi, un piccolo 6% non sa ancora cosa farà, lasciando aperta la porta a possibili sorprese.

Il Sì verso il 59% contro il 41% del No: i sondaggi sulla separazione delle carriere

Quando si entra nel merito dei quesiti referendari, emerge un orientamento generale favorevole alle riforme. Alla domanda sulla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, così come è stata approvata dal Parlamento, il 59% degli intervistati si dice infatti favorevole, mentre il 41% voterebbe per l'abrogazione. Un dato che indica un consenso maggioritario, seppure non schiacciante.

Le intenzioni di voto sui due consigli superiori della magistratura

Un altro punto cruciale riguarda l'introduzione dei due consigli superiori della magistratura distinti, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. A favore si esprime il 53% degli intervistati, mentre il 24% si dichiara contrario; un buon 23% non ha invece ancora un'opinione precisa. La misura appare quindi ancora sostenuta dalla maggioranza, ma una fetta significativa di cittadini resta indecisa, suggerendo che il dibattito pubblico potrebbe ancora influenzare le scelte.

Cosa dice il sondaggio sull'Alta Corte disciplinare

Il sondaggio affronta poi anche la questione dell'Alta Corte disciplinare, composta da quindici membri con criteri di nomina articolati: tre nominati dal presidente della Repubblica, tre scelti tra professori universitari o avvocati con almeno venti anni di esperienza estratti a sorte e nove magistrati sorteggiati tra pubblici ministeri e giudici. Proprio su questo punto, la maggior parte (il 55%) degli italiani si dichiara favorevole, il 28% contrario e il 22% non sa invece come rispondere. La proposta ottiene quindi un consenso leggermente superiore alla media, a suggerimento  che la combinazione di sorteggio e nomina politica viene vista come una proposta equilibrata, almeno da buona parte dell'opinione pubblica.

55% degli italiani a favore sulla nuova composizione dei consigli superiori

Il sondaggio esplora poi la composizione dei due consigli superiori della magistratura: due terzi di membri sorteggiati tra i magistrati della categoria e un terzo di professori universitari o avvocati con almeno quindici anni di esperienza estratti da un elenco approvato dal Parlamento. Anche su questo aspetto, sempre il 55% degli italiani si dichiara favorevole, il 24% contrario e anche qui una buona fetta, il 21%, non sa invece proprio come pronunciarsi.

Il sondaggio Noto restituisce insomma un quadro ancora molto complesso: da un lato, gli italiani mostrano un consenso chiaro verso la separazione delle carriere e le nuove strutture di controllo, dall'altro l'affluenza incerta e la presenza di un numero significativo di indecisi rendono ancora aperto il risultato finale del referendum. In questo contesto, ogni campagna informativa e dibattito pubblico potrebbe giocare ancora un ruolo decisivo nel determinare il futuro della riforma sulla giustizia.

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