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Referendum sulla giustizia 2026

Referendum Giustizia, le ragioni del No raccontato da chi combatte la criminalità in Calabria

Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini sono chiamati alle urne per votare sul Referendum costituzionale sulla giustizia, Referendum che per il governo aiuterà ad evitare la corruzione interna alla magistratura, ma che per l’opposizione è uno strumento di controllo della giustizia. Facciamo chiarezza…
A cura di Redazione
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La puntata di questa sera di Confidential, il programma di inchiesta e approfondimento co-prodotto da Fanpage.it e Deepinto, approfondirà nel dettaglio le tematiche legate al Referendum sulla giustizia, che il 22 e 23 marzo chiama i cittadini a votare per l’attuazione della riforma proposta dal Governo Meloni.

Tra gli ospiti di questa sera: la sostituta procuratrice Chiara Greco della Procura di Reggio Calabria e il cronista autore del reportage Salvatore Garzillo. Interviene anche il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri attraverso un’intervista rilasciata alle telecamere di Confidential nei giorni scorsi.

Si cercherà di fare chiarezza sui punti cardine della riforma, non solo la separazione delle carriere e la formazione dei rispettivi Consigli Superiori della Magistratura (CSM), ma soprattutto la funzione dell’Alta Corte disciplinare e il sorteggio dei componenti laici che faranno parte del CSM. Sorteggi che, secondo il governo, dovrebbero aiutare a evitare raccomandazioni e interferenze tra giudici e pubblici ministeri.

A guidare il pubblico durante la puntata sarà il reportage di Salvatore Garzillo e del videoreporter Davide Arcuri all’interno del Tribunale di Reggio Calabria, che racconterà le difficoltà che i giovani magistrati e procuratori vivono quotidianamente, tra cui anche la decadenza dello stesso palazzo di giustizia: un edificio che, dopo oltre venti anni, non è stato ancora completato, e un luogo in cui, per poter andare in aula di corte, bisogna passare attraverso i bagni.

Si tratta di criticità che accomunano non solo le sedi giudiziarie del Sud Italia, ma dell’intera nazione: edifici perlopiù costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta che d’allora non hanno più visto interventi strutturali.

Ma le difficoltà della giustizia italiana non si fermano qui. L’Italia è tra i primi posti in Europa per la lentezza dei processi: occorrono 500 giorni per una sentenza di primo grado e 1000 giorni per concluderne una di terzo grado, a causa soprattutto della mancanza di finanziamenti da investire in nuove risorse. Finanziamenti pubblici che comunque finiscono per esaurire ogni anno decine di milioni di euro per sostenere le spese processuali di processi dai tempi lunghissimi.

Gli interrogativi sulla riforma sono molti: si tratta di un intervento mirato ad evitare la corruzione della magistratura, o ha come obiettivo quello di rendere la giustizia uno strumento di controllo della politica?

La puntata di Confidential vi aspetta questa sera in diretta alle ore 22:00 sul canale YouTube di Fanpage.it.

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