Referendum sulla giustizia 2026

Referendum giustizia, deputato FdI Aldo Mattia: “Dobbiamo vincere, se serve usate il sistema clientelare”

Durante un incontro in Basilicata per il “sì” al referendum sulla giustizia, il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia invita militanti e dirigenti a ricorrere anche al “solito sistema clientelare”. Le sue parole, insieme a un attacco personale contro Elly Schlein, accendono, ancora una volta, la polemica politica.
A cura di Francesca Moriero
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Nel pieno della campagna elettorale per il referendum sulla giustizia, a Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, un passaggio di un intervento politico è bastato a scoperchiare un nervo scoperto della politica italiana: il rapporto tra consenso e potere, tra voto e favori personali. A pronunciarlo è stato Aldo Mattia, deputato di Fratelli d'Italia, intervenuto davanti a dirigenti e simpatizzanti locali riuniti per sostenere il "Sì" al referendum previsto per domenica e lunedì.

L'appello al "sistema clientelare" durante la campagna referendaria

Il parlamentare ha invitato i presenti ad affrontare l'ultima settimana di campagna "con determinazione", assicurando che gli argomenti politici "non mancano". Ma, ha aggiunto, nel caso non bastassero, sarebbe lecito ricorrere anche ad altri strumenti: "Utilizzate anche il solito sistema clientelare", ha detto alla platea, evocando esplicitamente il meccanismo dei favori personali: il cugino a cui chiedere un voto, il conoscente da convincere ricordandogli un favore ricevuto, la rete di relazioni private, insomma, trasformata in leva politica. "Non ci credi? Fammi questo favore", ha spiegato Mattia immaginando il dialogo con l'elettore. "Perché tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore. Aiutami per quest'altra questione perché io te ne ho fatti già tanti". Poi la sintesi, altrettanto esplicita: "Utilizziamo anche questi mezzi. Perché dobbiamo vincere questa battaglia".

Il deputato ha poi insistito sul significato politico della consultazione, chiarendo che "una sconfitta non farebbe cadere il governo guidato da Giorgia Meloni né interromperebbe l'esperienza dell'esecutivo di centrodestra", destinato, secondo lui, a "restare in carica fino alla fine naturale della legislatura". Il punto, però, sarebbe un altro: il segnale politico. Per il deputato, un eventuale risultato negativo rappresenterebbe comunque "una crepa nel racconto di compattezza" della maggioranza: "Non possiamo permetterci il lusso di avere una ferita nel corpo", ha spiegato. Una ferita che, se il referendum dovesse andare male, renderebbe cioè il resto della legislatura "ancora più in salita".

Le polemiche e l'attacco a Schlein

Le parole del deputato hanno immediatamente suscitato nuove reazioni e polemiche, non solo per il riferimento diretto al clientelismo come strumento di mobilitazione elettorale, ma anche per il tono complessivo dell'intervento. Nel corso dell'incontro, infatti, il deputato ha attaccato anche la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, con una battuta sprezzante: "Sarà che è brutta, sarà che è comunista".

Mattia, originario della provincia di Frosinone ma eletto nel collegio plurinominale lucano, prima dell'ingresso in Parlamento è stato a lungo direttore regionale di Coldiretti Basilicata. Un percorso che lo ha portato a costruire negli anni una fitta rete di relazioni sul territorio, proprio quel tessuto locale che nelle sue parole diventa, almeno retoricamente, uno degli strumenti per spingere il consenso.

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