5 Ottobre 2021
17:58

Referendum eutanasia legale, oltre 1 milione di firme raccolte saranno depositate in Cassazione

La proposta di referendum sull’eutanasia legale ha raccolto oltre un milione di firme e venerdì l’associazione Luca Coscioni depositerà le adesioni in Cassazione: “Per la prima volta dopo dieci anni, venerdì saranno consegnate le firme su un referendum”, fanno sapere i promotori. Dopodiché sarà la Corte Costituzionale ad esprimersi sull’ammissibilità del quesito referendario.
A cura di Giuseppe Pastore

I referenti dell'associazione Luca Coscioni la definiscono una "campagna referendaria da record" quella per la richiesta di un referendum sull'eutanasia legale con cui si propone di depenalizzare parzialmente il reato di omicidio del consenziente. Sono state oltre un milione le firme raccolte, un numero di gran lunga superiore alle 500mila necessarie a proporre il referendum di iniziativa popolare. Adesso, le adesioni attendono di essere depositate in Cassazione prima di passare al vaglio della Corte Costituzionale che dovrà esprimersi sul quesito referendario in cui si chiede l'abrogazione parziale dell'art. 579 del codice penale, rendendo così legale l'eutanasia del consenziente. "Per la prima volta dopo dieci anni, venerdì saranno consegnate le firme su un referendum", fanno sapere il segretario dall'associazione Filomena Gallo e il tesoriere Marco Cappato. C'è già una data e un orario, quindi, per il deposito delle firme: alle ore 9 del prossimo 8 ottobre, infatti, l'associazione Luca Coscioni depositerà le adesioni raccolte in Cassazione e per l'occasione aprirà anche la due giorni del suo XVIII Congresso per discutere non solo della campagna referendaria sul fine vita, ma anche di altri temi su cui l'associazione intende sensibilizzare il dibattito politico come, ad esempio, i diritti delle persone con disabilità.

Un milione di firme raccolte per l'eutanasia legale

"Anche il numero di firme raccolte è senza precedenti", commentano i referenti. Quello per la legalizzazione dell'eutanasia è stato il primo referendum a godere della possibilità di una raccolta firme online, oltre che fisica, introdotta dal decreto semplificazioni che ha consentito di sottoscrivere le richieste di referendum tramite Spid. In questo modo, il referendum sull'eutanasia legale ha ottenuto più di un milione di firme, di cui 400mila online. "Un altro record arriva dalla firma digitale", le parole di Filomena Gallo e di Marco Cappato che spiegano: "È il primo referendum al mondo con valore legalmente vincolante ad essere proposto online". E precisano che "l'Associazione Luca Coscioni si è fatta carico del costo della firma digitale, impegnandosi alla spesa di un totale di circa un milione di euro, finora parzialmente coperti da donazioni volontarie dei firmatari per un totale di 485.000 euro". Le altre adesioni, invece, sono arrivate su carta, grazie ai circa 13mila volontari che hanno promosso la campagna referendaria in tutta Italia coinvolgendo più di mille Comuni.

Le prossime tappe del referendum sull'eutanasia

Una volta che le firme saranno state depositate in Cassazione, toccherà alla Corte Costituzionale esprimersi sul quesito referendario in merito al fine vita con cui si chiede:

Volete voi che sia abrogato l’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, comma 1 limitatamente alle seguenti parole «la reclusione da sei a quindici anni.»; comma 2 integralmente; comma 3 limitatamente alle seguenti parole «Si applicano»?

Il testo dell'attuale articolo 579 del codice penale, invece, prevede che "chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni". Così, con la parziale abrogazione della norma, l'eutanasia diventerebbe legale. In caso di ammissibilità, sarà il Presidente della Repubblica a fissare la data del voto referendario tra il 15 aprile e il 15 giugno 2022. La Costituzione prevede, inoltre, che "la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi".

La previsione non è di poco conto, vista la bassa affluenza registrata alle elezioni comunali. "L'astensionismo record dovrebbe indurre a abolire il quorum del 50% dei votanti, che si applica solo ai referendum e non alle elezioni", ha osservato via tweet il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, Marco Cappato.

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