Nicola Zingaretti è il nuovo segretario del Partito Democratico eletto con primarie alle quali hanno preso parte oltre un milione e 700mila elettori e simpatizzanti del PD: il presidente della Regione Lazio ha trionfato incassando circa il 70 per cento dei consensi, una percentuale che gli consentirà di guidare con serenità il partito. "Un risultato straordinario, più votanti delle ultime primarie – ha esultato a caldo Zingaretti -. Viva la democrazia italiana!". E ancora. "Non sarò un capo, ma il leader di una comunità – ha commentato nel primo discorso durante la festa dei suoi sostenitori a Roma -. Grazie all'Italia che non si piega e che vuole arginare un governo illiberale e pericoloso".

Nicola Zingaretti ha dedicato la vittoria a Greta Thunberg, la quindicenne svedese che lotta contro i cambiamenti climatici, ma anche ai poveri e ai giovani disoccupati. Pur non avendo ancora chiarito le prossime decisioni, né la composizione della segreteria, il segretario ha annunciato un Pd inclusivo, "aperto a una nuova alleanza" di centrosinistra. "I delusi sono tornati e torneranno", assicura, parlando degli elettori di centrosinistra che si sono affidati al Movimento 5 Stelle, "stavolta non possiamo deluderli".

La vittoria di Zingaretti è stata riconosciuta da tutti i big del partito, a cominciare dagli altri candidati. Roberto Giachetti, terzo con il 12% (dato anch'esso non ancora ufficiale), ha chiamato Zingaretti per complimentarsi. "Altro che macerie", dice sottolineando l'alta partecipazione. "Buon lavoro Segretario! – ha invece twittato Maurizio Martina, intorno al 18% -. Da oggi sempre più #fiancoafianco nel PD per l'Italia".

Molto atteso anche il commento di Matteo Renzi, ex leader di un partito dal quale ha rassegnato le dimissioni dopo la disfatta alle elezioni politiche di un anno fa: "Quella di Nicola Zingaretti è una vittoria bella e netta. Adesso basta col fuoco amico – ha dichiarato l'ex presidente del Consiglio -: gli avversari politici non sono in casa ma al Governo". Dall'ex Rottamatore la promessa di evitare il "fuoco amico" del quale si è sentito a lungo vittima lui stesso. Ma saranno le decisioni che Zingaretti prenderà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane a chiarire se la pace, nel PD, è stata davvero siglata.