"Pochi clienti nei ristoranti? Aiutiamo gli imprenditori a cambiare attività": è bufera di polemiche per queste parole, pronunciate dalla viceministra dell'economia, la pentastellata Laura Castelli. "Questa crisi ha spostato la domanda e l'offerta. Se una persona decide di non andare più al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare un’altra attività, a non perdere l’occupazione, va sostenuto anche nella sua creatività, magari ha visto un nuovo business nato in questo periodo", ha detto Castelli, scatenando l'indignazione e la rabbia di tante persone.

Anche la politica si è unita alle polemiche. "Massacrati dalla crisi, senza soldi, senza rinvio delle scadenze fiscali e pure sbeffeggiati dalla viceministro grillina all’economia! Non ho più parole…… Abbiamo il governo più vergognoso della storia repubblicana. Prima se ne vanno, meglio sarà per il Paese", ha scritto sulla sua pagina Twitter Matteo Salvini. "Dopo aver massacrato il settore dell'ospitalità con divieti e regole assurde e aver multato gli esercenti che scendevano in piazza perché chiedevano aiuto, l’ultima trovata del governo giallorosso arriva dalla grillina Castelli: i ristoratori che non hanno più clienti devono cambiare lavoro. Sono senza parole. Sarebbe questa la gente che dovrebbe aiutare l’Italia a ripartire?", ha invece commentato Giorgia Meloni.

La viceministra ha poi difeso le sue affermazioni con un lungo post sulla sua pagina social, scrivendo: "Dispiace constatare che, pur di attaccare il Governo, alcuni giornali non facciano altro che inventare e fomentare notizie inesistenti, assumendosi anche la responsabilità di generare conflitti sociali. Non è corretto sfruttare la sofferenza delle persone, per vendere, forse, qualche copia in più. C’è bisogno di responsabilità, da parte di tutti. Ed è quello che, come Governo, stiamo facendo sin dall’inizio". Quindi ha ricordato quanto fatto finora dal governo per i settori più colpiti dal lockdown, come appunto quello della ristorazione.

Poi Castelli ha riportato quanto detto a proposito dei ristoratori, sottolineando che non si è trattato di un attacco alla categoria:

Ps. questo è quello che ho veramente detto sul tema, e la citazione del ristorante, ovviamente, è un esempio e non un attacco alla categoria, come strumentalmente qualcuno ha voluto far intendere: "Questa crisi ha spostato la domanda e l’offerta. Le persone hanno cambiato il modo di vivere e bisogna tenerne conto, bisogna aiutare le imprese e gli imprenditori creativi a muoversi sui nuovi business che sono quelli che sono nati. Ci possiamo dire che sono nati? Sono processi di lungo termine, ma se una persona decide di non andare più a sedersi al ristorante, bisogna aiutare l’imprenditore a fare magari un’altra attività, a non perdere l’occupazione e va sostenuto anche nella sua creatività, che magari ha visto che c’è un nuovo business che può affrontare. Io credo che negare il fatto che questa crisi abbia cambiato la domanda e l’offerta di questo Paese, proprio in termini macroeconomici, sia un errore. Vanno aiutate le imprese".