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Plasma "buttato" nelle Marche

Plasma buttato nelle Marche, il caso finisce in Parlamento: il M5s chiama in causa il ministro della Salute

Nelle Marche oltre 1.600 sacche di plasma non sono state trattate in tempo e sono state destinate al macero. Da quando Fanpage.it ha rivelato la notizia dei quasi sei quintali di materiale sprecato, la Regione ha minimizzato la questione. Ora il Movimento 5 stelle ha depositato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per chiedere che intervenga.
A cura di Luca Pons
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Cosa farà il governo per capire di chi è la responsabilità per i quintali di plasma ‘buttato' nelle Marche, e per impedire che casi simili si ripetano? È questa, in sintesi, la domanda che il Movimento 5 stelle ha rivolto al ministro della Salute Orazio Schillaci con un'interrogazione parlamentare.

La vicenda è quella rivelata da Fanpage.it con un'inchiesta che ha portato alla luce come, tra carenze di personale e allarmi ignorati, l'officina trasfusionale di Ancona sia stata obbligata a gettare moltissimo plasma donato dai cittadini marchigiani. Una perdita che ha effetti non solo etici e medici, ma anche economici. E che ha già portato alla mobilitazione dei Carabinieri.

Il deputato marchigiano del M5s Giorgio Fede, nell'interrogazione rivolta a Schillaci, ha denunciato il "grave caso di cattiva gestione del sistema trasfusionale", sottolineando che "alla base della vicenda sembrerebbe esserci una situazione di forte criticità organizzativa". Infatti, come ha ricordato il parlamentare, "tale spreco non sarebbe frutto di una tragica fatalità, bensì di una crisi annunciata e documentata: risulterebbero infatti numerose mail e segnalazioni formali inviate dal personale tecnico e dai vertici del DIRMT (Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale) ai vertici della sanità regionale".

Nonostante i tagli al personale del centro che si occupa del sangue donato, "la Direzione Regionale avrebbe imposto di proseguire a pieno ritmo, determinando il collasso del sistema e la conseguente distruzione di un ingente patrimonio biologico ed economico". Questo, tra le altre cose, costituirebbe "un palese danno erariale, costringendo la Regione ad acquistare farmaci plasmaderivati sul mercato internazionale a costi elevatissimi". E non solo: "Il caso mette in luce un fallimento gestionale significativo, dovuto a carenze strutturali e a una mancata programmazione, con effetti negativi sia sul piano sanitario sia su quello della fiducia dei cittadini nelle istituzioni".

Il M5s chiede al ministro Schillaci di intervenire

Finora la risposta della politica è stata di minimizzare. Il presidente di Regione Francesco Acquaroli da subito ha chiesto di "non strumentalizzare" il caso, e oggi ha detto che "la gestione appartiene ai dipartimenti, alle aziende che gestiscono la sanità", mentre la politica si occupa di "indirizzo e controllo". Ha aggiunto che il caso "se accertato, è grave e inaccettabile" e ha detto che c'è una "commissione di verifica interna" che entro trenta giorni stilerà una relazione. L'assessore alla Sanità Calcinaro ha detto che sarebbero state buttate solo 300 sacche (le altre sarebbero state donate alla ricerca immunologica, anche se non ci sono prove solide che sia così).

Il M5s chiede al ministro della Salute di fare un passo in più. Fede vuole sapere "quali iniziative di competenza intenda intraprendere" Schillaci "per accertare le responsabilità gestionali e organizzative che hanno portato alla distruzione di centinaia di sacche di plasma". Ma anche si intenda "attivare i propri poteri ispettivi per verificare se il polo unico di produzione di Ancona rispetti gli standard di sicurezza e operatività previsti dalla normativa nazionale, al fine di garantire che simili sprechi di risorse biologiche salvavita non si ripetano". E infine di intervenire sulla carenza di personale nelle officine trasfusionali.

Fede (M5s) a Fanpage: "Fatti gravissimi, dopo sei anni di governo della destra"

"Quanto accaduto nelle Marche" è "un fatto gravissimo e inaccettabile", ha dichiarato il primo firmatario Giorgio Fede a Fanpage.it. "Parliamo di un bene prezioso, frutto della generosità dei donatori, che merita il massimo rispetto e una gestione impeccabile. Da parlamentare marchigiano ho ritenuto doveroso portare immediatamente la vicenda all’attenzione del ministro della Salute".

Inevitabilmente, la vicenda porta con sé un attacco politico: "Ancora più grave è che tutto questo avvenga dopo sei anni di gestione della sanità regionale da parte dell’attuale governo. Di fronte a criticità note da tempo, legate all’organizzazione del servizio e alla carenza di personale, non si può restare immobili o arrivare impreparati: chi governa ha il dovere di prevenire e risolvere, non di rincorrere le emergenze. Colpisce inoltre il silenzio e l’atteggiamento di chi, in passato, si ergeva a giudice inflessibile, dispensando lezioni e invocando commissioni d’inchiesta su ogni aspetto della gestione sanitaria. Oggi, di fronte a un fatto così grave, serve la stessa trasparenza e lo stesso senso di responsabilità", ha aggiunto.

Fede ha concluso: "È una vicenda che ferisce profondamente la fiducia dei cittadini e il valore del dono. Per questo chiediamo chiarezza immediata, accertamento delle responsabilità e interventi concreti affinché episodi simili non si ripetano mai più".

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