Per Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, sul piano vaccinale "non c’è stata una svista in termini di priorità", in quanto queste sono state assicurate agli "80enni ospiti delle Rsa e ai fragili" e "poi il criterio dell'età era già previsto". Lo ha detto in un'intervista con Sky Tg24, facendo riferimento all'attacco del presidente del Consiglio, Mario Draghi, che in conferenza stampa ha puntato il dito contro le persone più giovani che si sono fatte vaccinare parlando di "platee di operatori sanitari che si allargano" e di "psicologi di 35 anni che si fanno vaccinare", nonostante queste categoria abbiano ricevuto il vaccino perché così era previsto dal Piano vaccinale del governo.

Locatelli nega che ci siano state delle sviste nel Piano vaccinale

Delle frasi, quelle di Draghi, che hanno suscitato qualche polemica. Locatelli è allora intervenuto per chiarire: "Il messaggio forte del presidente Draghi è di fare appello alla sensibilità, alla coscienza e allo spirito civico di ognuno per dare la priorità a chi rischia di più", negando comunque che ci siano stati degli errori nell'organizzazione delle priorità. Locatelli ha anche parlato dell'andamento dell'epidemia di coronavirus nel nostro Paese, sottolineando come i contagi siano in calo e che con ogni probabilità ci saranno delle Regioni che passeranno a breve dalla zona rossa a quella arancione.

L'andamento dell'epidemia in Italia

"È indubitabile che abbiamo avuto una riduzione significativa nel numero dei contagiati. Rispetto alla metà del mese di marzo, possiamo dire che siamo scesi del 40% più o meno, e tutto questo  indica l'efficacia delle misure", ha spiegato il presidente del Css, sottolineando che "il difficile equilibrismo è quello di cercare di mantenere sotto controllo la curva epidemica, andando a incrementare il numero delle vaccinazioni e cercando di attenuare tutti quelli che sono i riverberi, in termini di crisi economica e sociale".

Cosa cambia per il vaccino Pfizer

Per quanto riguarda il vaccino Pfizer, Locatelli ha anche detto che "ci sono dati che indicano che è possibile allungare l’intervallo da 21 a 42 giorni" del richiamo per il vaccino "senza perdere l’efficacia della copertura vaccinale". Una novità che potrebbe consentire di "incrementare il numero delle persone che possono ricevere la prima dose".