Perché non troverai più bustine di ketchup e maionese nei ristoranti italiani

Negli ultimi mesi si è parlato spesso di un presunto divieto imminente nei ristoranti delle bustine monodose di ketchup, maionese, zucchero e altri condimenti. In realtà le bustine non spariranno domani e non spariranno ovunque.
Il cambiamento in arrivo fa parte di una riforma molto ampia con cui l'Unione europea sta ridisegnando il modo in cui produciamo, utilizziamo e smaltiamo gli imballaggi. Il riferimento normativo è il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), uno dei pilastri della strategia Ue per ridurre l'impatto ambientale dei rifiuti e della plastica monouso. Il PPWR non prende di mira singoli prodotti, né tantomeno abitudini alimentari o condimenti in sé. L'obiettivo è invece strutturale e consiste nel ridurre la quantità di rifiuti prodotti, promuovere il riuso e il riciclo e limitare quegli imballaggi che, per dimensioni e caratteristiche, risultano difficili da recuperare e finiscono spesso dispersi nell'ambiente. Ecco tutto quello che c'è da sapere.
Meno rifiuti significa meno plastica difficile da riciclare

Come detto il PPWR non riguarda solo il mondo della ristorazione; è un regolamento che copre l'intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione fino allo smaltimento, e fissa un obiettivo chiaro: ridurre del 15% i rifiuti di imballaggio pro capire entro il 2040, rispetto ai livelli del 2018. Per farlo, Bruxelles interviene su tre fronti principali:
- l'eliminazione degli imballaggi considerati superflui o evitabili;
- l'aumento dell'uso di materiali riciclati;
- lo stop graduale agli imballaggi monouso più problematici, soprattutto quelli piccoli, leggerei e più difficili da recuperare. (Le bustine di ketchup e maionese rientrano esattamente in quest'ultima categoria: micro-rifiuti plastici, usati per pochi secondi e destinati quasi sempre all'indifferenziata).
Quando spariranno davvero le bustine nei ristoranti
È importante sapere che il divieto vero e proprio non scatterà nel 2026, ma dal 1° gennaio 2030. È questa la data da tenere in considerazione: nei locali del settore HORECA (cioè hotel, ristornati, bar, caffè) da quel giorno non sarà quindi più consentito l'uso di imballaggi in plastica monouso per:
- salse e condimenti (quindi appunto ketchup, maionese, senape, ma anche olio, aceto…);
- zucchero, dolcificanti e prodotti simili;
- conserve e creme monodose servite al tavolo.
Questo significa che al tavolo del ristorante le bustine spariranno, e verranno sostituite da:
- dispenser ricaricabili;
- contenitori comuni;
- soluzioni riutilizzabili o facilmente lavabili.
L'obiettivo, come anticipato, è quello di ridurre drasticamente la produzione di rifiuti legati al consumo "sul posto" dove l'uso del monouso non è considerato necessario.
Dove le bustine continueranno a esistere
Il regolamento però prevede delle eccezioni precise, pensate per motivi pratici e sanitari. Le bustine continuaranno a essere consentite:
- per l'asporto e il delivery;
- in ospedali, case di cura e strutture sanitaria, dove l'igiene, il dosaggio individuale e la sicurezza alimentare sono requisiti essenziali.
Cosa succede prima del 2030: il passaggio del 2026
Il 2026 resta comuqnue una data importante, ma per un altro motivo. Da metà 2026, infatti, entrerà in vigore un divieto sugli imballaggi a contatto con alimenti che contengono PFAS, cioè niente meno che delle sostanze chimiche usate per rendere carta e plastica resistenti a grassi e liquidi. I PFAS sono noti addirittura come "inquinanti eterni": persistono infatti nell'ambiente e si accumulano nel corpo umano. Questo significa che le bustine che continueranno a circolare tra il 2026 e il 2030 dovranno essere prodotte con materiali diversi, privi cioè di queste sostanze. È una trasformazione meno visibile, certo, davvero molto importante però sul piano sanitario.
Non solo ketchup: cosa cambia ancora dal 2030

Ma il "divieto sulle bustine" rientrerebbe in un pacchetto ben più ampio che, dal 2030, cambierà tantissime altre abitudini. Sempre nei settori della ristorazione e dell'ospitalità, il regolamento prevede infatti:
- lo stop ai flaconcini monouso di shampoo e bagnoschiuma negli hotel, che verranno sostituiti da dispenser ricaricabili;
- la fine dell'uso di piatti, bicchieri e tazze monouso in plastica per il servizio al tavolo;
- e nuove restrizioni anche sugli imballaggi in plastica per piccole quantità di frutta e verdura fresca.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: eliminare l'usa e getta ogni volta che esistono alternative riutilizzabili, soprattutto nei contesti in cui il monouso non è considerato necessario. Secondo i dati della Commissione europea, infatti, proprio i piccoli imballaggi monouso sono tra quelli più frequentemente dispersi nell'ambiente e tra i meno riciclati, con una presenza significativa nei mari e, di conseguenza, nella catena alimentare. Dal 2030, quindi, al tavolo del ristorante il ketchup non sparirà. Cambierà però il suo contenitore: non più una bustina di plastica usa e getta, ma soluzioni pensate per ridurre sprechi e rifiuti. Una trasformazione meno visibile di quanto sembri, ma centrale nella strategia europea contro l'inquinamento da imballaggi.