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Perché non troverai più bustine di ketchup e maionese nei ristoranti italiani

Le bustine monodose di ketchup, maionese e altri condimenti non spariranno subito né ovunque, ma dal 2030 saranno vietate nei ristoranti per il consumo sul posto. La misura rientra nel nuovo regolamento Ue sugli imballaggi, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti “usa e getta” e l’impatto ambientale della plastica.
A cura di Francesca Moriero
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Negli ultimi mesi si è parlato spesso di un presunto divieto imminente nei ristoranti delle bustine monodose di ketchup, maionese, zucchero e altri condimenti. In realtà le bustine non spariranno domani e non spariranno ovunque.

Il cambiamento in arrivo fa parte di una riforma molto ampia con cui l'Unione europea sta ridisegnando il modo in cui produciamo, utilizziamo e smaltiamo gli imballaggi. Il riferimento normativo è il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), uno dei pilastri della strategia Ue per ridurre l'impatto ambientale dei rifiuti e della plastica monouso. Il PPWR non prende di mira singoli prodotti, né tantomeno abitudini alimentari o condimenti in sé. L'obiettivo è invece strutturale e consiste nel ridurre la quantità di rifiuti prodotti, promuovere il riuso e il riciclo e limitare quegli imballaggi che, per dimensioni e caratteristiche, risultano difficili da recuperare e finiscono spesso dispersi nell'ambiente. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Meno rifiuti significa meno plastica difficile da riciclare

Credit: Azone machinery
Credit: Azone machinery

Come detto il PPWR non riguarda solo il mondo della ristorazione; è un regolamento che copre l'intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione fino allo smaltimento, e fissa un obiettivo chiaro: ridurre del 15% i rifiuti di imballaggio pro capire entro il 2040, rispetto ai livelli del 2018. Per farlo, Bruxelles interviene su tre fronti principali:

  • l'eliminazione degli imballaggi considerati superflui o evitabili;
  • l'aumento dell'uso di materiali riciclati;
  • lo stop graduale agli imballaggi monouso più problematici, soprattutto quelli piccoli, leggerei e più difficili da recuperare. (Le bustine di ketchup e maionese rientrano esattamente in quest'ultima categoria: micro-rifiuti plastici, usati per pochi secondi e destinati quasi sempre all'indifferenziata).

Quando spariranno davvero le bustine nei ristoranti

È importante sapere che il divieto vero e proprio non scatterà nel 2026, ma dal 1° gennaio 2030. È questa la data da tenere in considerazione: nei locali del settore HORECA (cioè hotel, ristornati, bar, caffè) da quel giorno non sarà quindi più consentito l'uso di imballaggi in plastica monouso per:

  • salse e condimenti (quindi appunto ketchup, maionese, senape, ma anche olio, aceto…);
  • zucchero, dolcificanti e prodotti simili;
  • conserve e creme monodose servite al tavolo.

Questo significa che al tavolo del ristorante le bustine spariranno, e verranno sostituite da:

  • dispenser ricaricabili;
  • contenitori comuni;
  • soluzioni riutilizzabili o facilmente lavabili.

L'obiettivo, come anticipato, è quello di ridurre drasticamente la produzione di rifiuti legati al consumo "sul posto" dove l'uso del monouso non è considerato necessario.

Dove le bustine continueranno a esistere

Il regolamento però prevede delle eccezioni precise, pensate per motivi pratici e sanitari. Le bustine continuaranno a essere consentite:

  • per l'asporto e il delivery;
  • in ospedali, case di cura e strutture sanitaria, dove l'igiene, il dosaggio individuale e la sicurezza alimentare sono requisiti essenziali.

Cosa succede prima del 2030: il passaggio del 2026

Il 2026 resta comuqnue una data importante, ma per un altro motivo. Da metà 2026, infatti, entrerà in vigore un divieto sugli imballaggi a contatto con alimenti che contengono PFAS, cioè niente meno che delle sostanze chimiche usate per rendere carta e plastica resistenti a grassi e liquidi. I PFAS sono noti addirittura come "inquinanti eterni": persistono infatti nell'ambiente e si accumulano nel corpo umano. Questo significa che le bustine che continueranno a circolare tra il 2026 e il 2030 dovranno essere prodotte con materiali diversi, privi cioè di queste sostanze. È una trasformazione meno visibile, certo, davvero molto importante però sul piano sanitario.

Non solo ketchup: cosa cambia ancora dal 2030

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Ma il "divieto sulle bustine" rientrerebbe in un pacchetto ben più ampio che, dal 2030, cambierà tantissime altre abitudini. Sempre nei settori della ristorazione e dell'ospitalità, il regolamento prevede infatti:

  • lo stop ai flaconcini monouso di shampoo e bagnoschiuma negli hotel, che verranno sostituiti da dispenser ricaricabili;
  • la fine dell'uso di piatti, bicchieri e tazze monouso in plastica per il servizio al tavolo;
  • e nuove restrizioni anche sugli imballaggi in plastica per piccole quantità di frutta e verdura fresca.

Il filo conduttore è sempre lo stesso: eliminare l'usa e getta ogni volta che esistono alternative riutilizzabili, soprattutto nei contesti in cui il monouso non è considerato necessario. Secondo i dati della Commissione europea, infatti, proprio i piccoli imballaggi monouso sono tra quelli più frequentemente dispersi nell'ambiente e tra i meno riciclati, con una presenza significativa nei mari e, di conseguenza, nella catena alimentare. Dal 2030, quindi, al tavolo del ristorante il ketchup non sparirà. Cambierà però il suo contenitore: non più una bustina di plastica usa e getta, ma soluzioni pensate per ridurre sprechi e rifiuti. Una trasformazione meno visibile di quanto sembri, ma centrale nella strategia europea contro l'inquinamento da imballaggi.

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