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News sul caso Daniela Santanchè

Perché la ministra Santanchè ha mentito nell’informativa in Senato: la nuova inchiesta di Report

La nuova puntata di Report andata in onda su Rai3 ha messo in luce diverse incongruenze riscontrate nell’informativa che la ministra Santanchè ha reso in Senato sull’inchiesta Visibilia.
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A cura di Annalisa Cangemi
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News sul caso Daniela Santanchè

"Quello che dovevo dire, l'ho detto in Senato. Non partecipo al processo mediatico". La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha ribadito ieri di non aver ancora ricevuto un avviso di garanzia per l'inchiesta a suo carico, che riguarda il gruppo editoriale, ora in dissesto, che aveva fondato e guidato fino all'anno scorso. Eppure risulta indagata per bancarotta e falso in bilancio dallo scorso ottobre.

Ieri il programma televisivo Report, che lunedì 19 giugno aveva già lanciato un servizio sulla gestione delle aziende Visibilia e Ki Group, ha mandato in onda una nuova puntata dell'inchiesta, un fact-checking, a firma di Giorgio Mottola, che mostra come la versione della ministra meloniana sulla sua attività imprenditoriale non stia in piedi. Dalle testimonianze e dai documenti raccolti dai giornalisti di Report risulta che la titolare del Turismo ha mentito a Palazzo Madama durante l'intervento che ha pronunciato lo scorso 5 luglio, e che l'informativa resa in Aula è piena di incongruenze.

Report ha intervistato in esclusiva anche Federica Bottiglione, la dipendente che ha fatto causa a Visibilia, che ha raccontato come sia stata messa in cassa integrazione a zero ore durante l’emergenza Covid, a sua insaputa, ma di aver continuato a lavorare nello stesso periodo.

Tutto quello che non torna nell'informativa di Santanchè in Senato

Un primo punto toccato dal servizio del programma giornalistico su Rai3 riguarda una delle bugie che Santanchè ha detto in Aula: "Non ho mai avuto nessun controllo o partecipazione di un qualunque rilievo nelle imprese nel settore dell’alimentare biologico come molti media hanno raccontato. La mia partecipazione in Ki Group srl non ha mai – ripeto mai – superato il 5% della mia partecipazione". Questa affermazione è falsa, perché dai documenti di Report emerge che fin dal 2013 la ministra possedeva il 14,9% di Bioera, cioè della società controllante che viveva degli incassi di Ki Group, e aveva sottoscritto un patto parasociale che la poneva direttamente nella governance.

La Ki srl, viene sottolineato dalla trasmissione, "è di proprietà di Ki Group spa che a sua volta è controllata da Bioera, una società finanziaria che, fino al momento in cui l'azienda biologica è stata in salute, guadagnava quasi esclusivamente grazie ai ricavi di Ki Group. Come mostra il bilancio 2013, – si sottolinea – Daniela Santanchè possedeva il 14,9 per cento di Bioera attraverso la D1 Partecipazioni, un'altra holding in cui Daniela Santanchè è socia insieme al suo ex fidanzato Alessandro Sallusti".

La ministra ha poi giurato di non aver avuto alcun ruolo operativo in Ki Group, ma foto e documenti inediti di cui Report è entrato in possesso rivelano l'esatto opposto. "In realtà noi tutte sappiamo che lei con Ki Group c'entrava. Più volte ha dato ordini o compiti ad ognuna di noi. Per quanto mi riguarda, dal punto di vista commerciale lei si è occupata molto, faceva con me riunioni quindicinali con la forza vendita e ci teneva a verificare gli obiettivi, ci teneva a verificare i fatturati", ha spiegato Monica Lasagna, ex direttrice commerciale di Ki Group ai microfoni di Report, sostenendo che l'allora imprenditrice aveva un ruolo attivo nella Srl.

Santanchè poi ha sostenuto che i suoi compensi non abbiano mai superato i 100mila euro lordi annui: "Con riferimento ai compensi milionari che mi sono stati attribuiti, vorrei precisare che da Ki Group nel '19 '20 '21 ho incassato una media di 9mila euro all’anno. Per gli anni precedenti, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018 (…) ho percepito dalla capogruppo mediamente un valore lordo annuo di circa 100mila euro in maniera fortemente decrescente negli ultimi 3 anni", ha detto Santanchè in Senato.

Documenti interni della società dimostrano però che i suoi compensi superano i 400mila euro lordi all'anno anche quando la società perdeva milioni di euro all'anno. Come si evince dall'analisi dei bilanci fatta da Report, la ministra, in meno di 9 anni, solo per le indennità per le cariche sociali, ha incassato circa 2,5 milioni di euro, mentre il suo ex fidanzato e amministratore Canio Mazzaro si è portato a casa 7 milioni.

Gian Gaetano Bellavia, esperto di riciclaggio, intervistato da Report, sostiene che i compensi che Daniela Santanchè e Canio Mazzaro si autoattribuivano non erano proporzionati ai risultati della Ki Group, che nel 2021 ha licenziato la quasi totalità dei suoi 77 dipendenti: "La società ha sempre perso. Più della metà della perdita della società deriva dai loro compensi", ha detto l'esperto.

Il programma aggiunge inoltre che Santanchè ha negato di avere ancora un ruolo in azienda quando i dipendenti di Ki Group sono stati licenziati senza liquidazione, ma documenti interni la smentiscono.

La denuncia dell'ex dipendente Federica Bottiglione

E ancora, la ministra ha detto che la dipendente di Visibilia, Federica Bottiglione, non ha mai lavorato mentre era in cassa integrazione a zero ore, e ha negato che fosse all'oscuro della sua condizione contrattuale. "Di fronte alla contestazione tardiva della dipendente sulla cassa integrazione, pur ritenendo le sue affermazioni infondate e pur essendo io certa che quella dipendente non ha mai messo piede in Visibilia dall’entrata della sua cassa integrazione, la società ha preferito sanare la posizione", ha detto la ministra in Senato lo scorso 5 luglio.

Per la prima volta la lavoratrice, responsabile degli affari societari e dei rapporti con il mercato per Visibilia, ha parlato a volto scoperto davanti alla telecamera: "Non sapevo di essere in cassa integrazione a zero ora perché non mi è mai stato comunicato. Quindi perché dovevo smettere di lavorare?".

L'ex dipendente ha raccontato che fino al 31 dicembre 2020 guadagnava circa 1000 euro al mese, che nel periodo dell'emergenza, quando in teoria si trovava in cassa integrazione a zero ore, le venivano corrisposti a titolo di rimborso spese. Nello stesso periodo le sarebbe stato fatto un contratto di consulenza in Senato come assistente parlamentare sia dell'allora senatrice Santanché che dell'attuale presidente di Palazzo Madama Ignazio La Russa.

Il servizio di Report è tornato poi sul finanziamento a Visibilia da parte del fondo arabo Negma, con un'intervista a Giuseppe Zeno, l'azionista di minoranza di Visibilia da cui parte l'inchiesta. "Che l’intervento del fondo Negma anziché danni abbia portato vantaggi è pacifico – ha detto Santanchè in Aula –. Al termine del processo e con l'ingresso di un nuovo socio di maggioranza, che a sua volta ha provveduto a completare l’operazione, il titolo ha guadagnato in borsa da gennaio oltre il 500 per cento". Eppure, ha fatto notare Report, "prima che si avviasse l’operazione con il fondo arabo il valore del titolo era intorno ai 90 euro ad azione, dopo l’ingresso di Negma sprofonda a 10 centesimi".

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