Perché il generale Vannacci ha lasciato la Lega: i motivi dietro la separazione dal partito di Salvini

Non è stata indubbiamente una separazione indolore quella tra l'ex generale e il segretario del Carroccio. Per Matteo Salvini è "un capitolo chiuso" e assicura: "Non porto rancore". Eppure non si trattiene dal lanciare una stoccata a Vannacci, definito "un ingrato" per aver abbandonato il partito che tanto gli ha dato. L'eurodeputato non mostra riconoscenza: "Semmai è la Lega che deve essermi grata" per le 500mila preferenze alle europee.
L'ormai vicesegretario della Lega ha spiegato i motivi del suo strappo con il partito: dal dietrofront sulle armi in Ucraina, alle posizioni troppo morbide sulla famiglia, fino alla giravolta sulle pensioni. Salvini aveva promesso l'abolizione della Fornero, che non solo non è mai arrivata, ma anzi è stata completamente tradita nell'ultima manovra.
"Per anni ha detto che andava demolita, invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma", ha sottolineato Vannacci. Secondo l'eurodeputato Salvini ha tradito i veri valori della Lega per piegarsi alla volontà dei suoi alleati e di una certa "destra moderata". Destra a cui ha voluto dare un avvertimento ora che si appresta a lanciare la sua creazione politica, Futuro Nazionale, che nei sondaggiè già data al 4%. "Possiamo essere una sveglia l’adunata del mattina" per riconoscere di "aver preso una direzione sbagliata" e "torniamo sui nostri passi".
Mentre in via Bellerio c'è chi ha esultato per l'uscita del generale – dal Doge Luca Zaia al governatore del Veneto, Massimiliano Fedriga – l'europarlamentare ha fatto capire di non esseri sentito compreso all'interno della Lega. "Mi è stato assegnato un incarico di vicesegretario, ma non avevo nessuna autorità o responsabilità. Era un incarico ad honoris causa", ha detto.
Una versione diversa da quella di Salvini che ha raccontato di aver glorificato l'ex generale con lodi, poltrone e responsabilità sin da subito, nonostante i malumori interni e le perplessità del resto del centrodestra. "Mi fidavo e ci credevo. Non tollero quando tutti si accaniscono contro uno e per questo gli avevamo spalancato le porte di casa, mentre il resto del mondo lo attaccava", ha spiegato. "Era candidato della Lega, ho fatto io campagna elettorale per lui, l'abbiamo accolto quando tutti lo attaccavano, l'abbiamo candidato in tutti i collegi, eletto, proposto vicepresidente del gruppo e nominato vicesegretario", ha ricordato.
Secondo Vannacci invece, il Carroccio non gli ha mai dato la possibilità di "essere di incisivo da un punto di vista politico". E a tal proposito ha citato le tensioni legate alle regionali in Toscana, dove si è registrato il tracollo della Lega dopo che all'ex generale era stato affidato l'incarico di gestire la campagna elettorale. "Mi remavano contro e tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri che gran parte dei dirigenti della Lega mi hanno fatto", ha detto.