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Il diplomatico Sannino si dimette: perché Federica Mogherini è indagata, cosa c’è nell’inchiesta per frode

L’ex Alta rappresentate dell’Ue per gli Affari esteri, Federica Mogherini, è stata fermata e interrogata ieri dalla Procura europea: è indagata in un caso che riguarda fondi milionari vinti dal Collegio d’Europa, l’istituzione che guida dal 2020. Secondo gli inquirenti, sarebbe stata informata in anticipo dei requisiti richiesti per vincere un bando. Il diplomatico Stefano Sannino, attuale direttore generale nella Direzione Mena in Commissione europea, coinvolto nell’inchiesta, ha lasciato il suo incarico.
A cura di Luca Pons
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AGGIORNAMENTO:

Il diplomatico Stefano Sannino ha annunciato che si ritirerà anticipatamente dal suo attuale incarico di direttore generale per il Medio Oriente, il Nord Africa e il Golfo, a seguito del suo coinvolgimento nell'indagine sul sospetto uso improprio di fondi Ue.

In un messaggio interno al personale, Sannino ha confermato di essere stato interrogato in relazione a un progetto svolto durante il suo mandato di segretario generale del Seae e ha affermato di non ritenere più "appropriata" la prosecuzione del suo ruolo. L'ambasciatore si è detto "fiducioso" circa "il lavoro dei magistrati e che tutto verrà chiarito". Il suo ritiro avverrà a fine mese per tutelare il lavoro della direzione generale.

Martedì 2 dicembre la polizia belga e gli agenti della Procura europea (Eppo) hanno perquisito le abitazioni di tre persone, fermate per essere interrogate: tra di loro c'era anche Federica Mogherini, 52 anni, ex ministra degli Esteri italiana e Alta rappresentate dell'Ue per gli Affari esteri, dal 2020 rettrice del Collegio d'Europa. Le altre due persone erano appunto il diplomatico italiano Stefano Sannino e l'italo-belga Cesare Zegretti. I tre sono stati rilasciati nella notte dopo gli interrogatori, perché non ritenuti a rischio di fuga, e sono stati informati delle accuse a loro carico: frode negli appalti pubblici e corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.

A collegarli sarebbe il coinvolgimento in un bando del Servizio per l'azione esterna dell'Ue (Seae), vinto dal Collegio d'Europa nel 2022. Ma la competizione, in quel bando, non sarebbe stata trasparente. Ci sarebbe stata "concorrenza sleale", perché le informazioni sul bando sarebbero state condivise "con uno dei candidati", ovvero proprio il Collegio.

Il Collegio d'Europa esiste dal 1949, ed è una delle istituzioni più prestigiose per la formazione di politici e amministratori europei. È formalmente indipendente dall'Unione europea, anche se riceve spesso finanziamenti pubblici.

Su cosa si concentra l'inchiesta che ha portato al fermo di Mogherini

L'indagine riguarda in particolare un bando che prometteva alcune centinaia di migliaia di euro per l'assegnazione di un nuovo progetto sperimentale: l'Accademia diplomatica dell'Unione europea. Si tratta di un corso di nove mesi, dedicato specificamente ai futuri diplomatici. Il bando fu lanciato a marzo del 2022. Parteciparono sei istituti di alto livello, ma alla fine vinse il Collegio d'Europa. Arrivarono 130mila euro subito, e poi oltre 600mila euro per il vitto e l'alloggio degli studenti.

L'anno successivo, per il rinnovo della sperimentazione dell'Accademia, il Collegio vinse di nuovo il bando: circa 960mila euro. Dal 2024, l'Accademia è stata resa permanente. Il Servizio per l'azione esterna dell'Ue le ha erogato 1,7 milioni di euro quell'anno, e altri 1,7 milioni per il 2025-2026.

Il punto è come venne vinto quel primo bando. Per gli investigatori c'è il "forte sospetto" che il Collegio d'Europa sia stato favorito. In particolare, Mogherini o altri rappresentanti sarebbero stati messi a conoscenza dei requisiti prima degli altri partecipanti.

Il palazzo acquistato a Bruges giusto in tempo per il bando

La cosa che più ha attirato l'attenzione della Procura è l'acquisto di un immobile a Bruges, dove il Collegio ha la sua sede principale. L'edificio, costato 3,2 milioni di euro, fu acquistato a marzo del 2022, quasi in contemporanea con l'apertura del bando, e fu poi trasformato in un dormitorio per gli studenti dell'Accademia. Ma, secondo fonti informate, il Collegio avrebbe iniziato a valutarlo già nei mesi precedenti.

Il punto è che l'acquisto sarebbe avvenuto in un periodo di difficoltà economica, per l'istituto. Ma sarebbe stato provvidenziale: il bando per l'Accademia, infatti, richiedeva di inserire nella candidatura anche le informazioni sulle "infrastrutture" per l'accoglienza degli studenti. Cosa che, grazie al nuovo dormitorio appena comprato, il Collegio potè fare, battendo la concorrenza.

In quel periodo, come detto, Mogherini era rettrice del Collegio d'Europa. Sannino, che aveva lavorato per lei quando era ministra degli Esteri in Italia, occupava invece una posizione nel Servizio per l'azione esterna dell'Ue, che gestiva il bando.

La difesa di Mogherini

"Per quanto riguarda la procedura di istituzione dell'Accademia diplomatica dell'Ue, ho chiarito la mia posizione con gli inquirenti che agiscono per conto della Procura europea. Nella sua lunga tradizione, l'Accademia ha sempre applicato e continuerà ad applicare i più elevati standard di integrità ed equità", ha dichiarato Federica Mogherini. "Da tre anni l'Accademia diplomatica dell'Ue offre ai suoi partecipanti la massima qualità di insegnamento. Ho piena fiducia nel sistema giudiziario e confido che la correttezza delle azioni del College verrà accertata. Continuerò ovviamente a offrire la mia piena collaborazione alle autorità".

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