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Manovra 2024

Pensioni, sottosegretario Freni a Fanpage.it: “Lega voleva Quota 41, ma non abbiamo bacchetta magica”

“Quota 103 è un buon punto di caduta sulle pensioni, ma non è la riforma previdenziale della Lega – dice il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, in un’intervista a Fanpage.it – Noi siamo per Quota 41, purtroppo la bacchetta magica non la ha nessuno”. E sulla legge mancia per i parlamentari annuncia: “In manovra c’è un fondo da 100 milioni per il territorio”.
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A cura di Tommaso Coluzzi
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"Bisogna fare il pane con la farina che ci sta", commenta il sottosegretario all'Economia, Federico Freni, parlando della manovra del governo Meloni appena approdata in Parlamento. Intervistato da Fanpage.it, il deputato della Lega sottolinea che Quota 103 è un buon punto di caduta sulle pensioni, con obiettivo Quota 41 di legislatura, e conferma l'apertura dei cantieri del Ponte sullo Stretto per la prossima estate.

Sottosegretario Freni, cominciamo da un suo giudizio generale sulla manovra. Le chiedo di fare un'analisi critica: cosa è stato fatto di importante e cosa invece si poteva fare meglio?

Non è una manovra semplice. Viene in tempi complicati, con congiunture internazionali molto complesse e una situazione economica influenzata soprattutto da fuori. Mai come per questa manovra vale quello che diceva mia nonna: il pane va fatto con la farina che ci sta. Il giudizio, tracciato il contesto, è molto positivo, perché riesce a dare sostegno alle classi di reddito medio-basse, che sono quelle che hanno perso di più il proprio potere d'acquisto con l'inflazione. È anche una manovra identitaria, perché questo è un governo politico e la legge di Bilancio rispecchia il centrodestra. È ovvio, avremmo voluto poter fare di più in tanti settori, ma dobbiamo fare i conti con le risorse che abbiamo e con la tenuta del Paese.

Allora andiamo sui temi e partiamo dalle pensioni, che è una delle bandiere della Lega. Alla fine è arrivata la conferma di Quota 103, pur con una penalizzazione pesante, e la stima è che potranno usufruirne 17mila persone. La soddisfa questo risultato? Il numero non scenderà viste le penalizzazioni?

Le stime previdenziali si fanno con il coefficiente di previsione, cioè quante persone vorranno aderire a un determinato meccanismo di prepensionamento, ma sono sempre aleatorie. Non sappiamo quali saranno i numeri, ma quella stima è ragionevole. Così come è ragionevole la nuova Quota 103, un buon punto di caduta rispetto alla situazione attuale. L'abbassamento dei coefficienti e l'aumento delle finestre garantisce comunque la possibilità di avere spazi di prepensionamento. Ovviamente non è la riforma previdenziale della Lega. Noi siamo per Quota 41 con il contributivo pieno, ma come abbiamo detto tante volte è un obiettivo di legislatura. Già questo è un notevole passo avanti. Purtroppo la bacchetta magica non la ha nessuno.

Però per raggiungere anche quest'anno Quota 103 sono stati fatti diversi tagli, penso ad esempio alla rivalutazione delle pensioni nel 2024. Non crede che abbiate pagato l'idea di dover inseguire a tutti i costi il cartello elettorale dell'addio alla legge Fornero, forzando un po' la mano per approvare uno scivolo penalizzante?

Non credo. Così come non credo che l’addio alla legge Fornero sia un cartello elettorale. È un punto qualificante del programma. Abbiamo sempre ritenuto che, con quelle sbarratoie al prepensionamento, creasse dei problemi al sistema previdenziale e all'ingresso delle nuove risorse nel mondo del lavoro. Non credo ci sia una forzatura e anzi, penso che la gestione complessiva del capitolo pensionistico abbia una forte impronta della Lega, che non vuol dire inseguire un totem elettorale, ma andare verso l'obiettivo politico che è Quota 41.

Sulla questione dei medici, invece, si è parlato di un maxi-emendamento del governo per provare a sanare la situazione. C'è un taglio importante delle pensioni per centinaia di migliaia di dipendenti pubblici…

Comprendo le perplessità dei medici, però dico anche che per il governo la sanità è un asset fondamentale e lo dimostrano i fondi stanziati nella legge di Bilancio. A saldi invariati, quindi senza toccare gli equilibri della manovra, si può ragionare su un correttivo per evitare le penalizzazioni per i medici. Ovviamente è presto per dirlo, la legge di Bilancio è arrivata martedì in Parlamento.

Il Ponte sullo Stretto, nella manovra, c'è. Su questo la Lega ha mantenuto la promessa. I fondi però sono spalmati su quasi dieci anni, ci spiega quale sarà l'iter economico e di realizzazione?

Il Ponte ha un finanziamento simile a tutte le altre opere pubbliche, progressivo e per step, perché i soldi non servono tutti e subito. Perciò si va dal 2024 al 2032, che è la data in cui termineranno i lavori. Per il prossimo anno abbiamo messo 786 milioni, che è la cifra necessaria per cominciare. Considerato che siamo già molto avanti e che attendiamo in tempi ragionevolmente brevi le ultime autorizzazioni ambientali e il progetto esecutivo, credo che per l'estate del 2024 potranno partire i cantieri.

Nel frattempo si sta parlando di una legge mancia per il Parlamento, visto che il governo ha chiesto alla maggioranza di non presentare emendamenti. Ci sarà? E quale sarà la portata economica?

La legge di Bilancio prevede un fondo di dotazione parlamentare di 100 milioni, come successo anche gli altri anni con importi diversi. Si vedrà più avanti se verrà speso con una legge mancia o direttamente in sede parlamentare. Certamente la maggioranza non presenterà emendamenti, ma è una scelta politica e, ci tengo a dire, nessuno chiede all'opposizione di fare altrettanto. Ci mancherebbe altro. Sulla legge mancia, però, abbandoniamo il connotato di disvalore. È una legge per il territorio, significa parchi, rotonde, strade. Non è la mancia data a un cugino. Serve per opere piccole, anche da 20/30mila euro, che migliorano il territorio. Serve alla politica perché la politica, non ce lo scordiamo mai, risponde sempre al territorio.

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