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L'arresto e il processo di Patrick Zaki in Egitto
16 Giugno 2021
15:39

Patrick Zaki, Montevecchi presenta interrogazione a Di Maio e Draghi: “Il tempo stringe, agire ora”

La senatrice Michela Montevecchi ha depositato due interrogazioni, rispettivamente al ministro degli Esteri Luigi di Maio e al presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedere quali azioni si intenda intraprendere e quali valutazioni siano state fatte al fine di utilizzare gli strumenti contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura confluita nell’Ordine del giorno approvato dal Senato il 14 aprile scorso: “Ogni giorno che facciamo passare, è un giorno di reclusione in più per Patrick”.
A cura di Ida Artiaco
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L'arresto e il processo di Patrick Zaki in Egitto

"Il tempo stringe e anche noi dobbiamo agire. Per questo sto depositando due interrogazioni, rispettivamente al ministro degli Esteri Luigi di Maio e al presidente del Consiglio Mario Draghi, per chiedere quali azioni si intenda intraprendere e quali valutazioni siano state fatte al fine di utilizzare gli strumenti contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984″. Così Michela Montevecchi, capogruppo M5s in commissione Diritti Umani e prima firmataria della mozione per la richiesta di attivazione della Convenzione confluita nell'Ordine del giorno approvato dal Senato il 14 aprile scorso, ha fatto sapere di aver presentato due interrogazioni, rispettivamente al ministro Di Maio e al premier Mario Draghi, per sapere a che punto è il governo con gli impegni presi due mesi fa a favore di Patrick Zaki, lo studente del master internazionale sugli studi di genere all'Università di Bologna, in carcere in Egitto dal 7 febbraio 2020.

L'annuncio arriva nel giorno del compleanno di Patrick. "È il secondo compleanno che Patrick trascorre in carcere – ha sottolineato Montevecchi – e ci avviciniamo allo scadere dei due anni consentiti per la detenzione preventiva in Egitto. A lui oggi ho voluto fare un regalo simbolico: dei volumi che potrebbero servirgli per il corso dell'anno prossimo al master dell’Università di Bologna, che gli ricordino di tenere duro perché tornerà a studiare e a combattere le sue battaglie. E per ricordargli che anche se fisicamente recluse, nessuna mente può essere imprigionata". La senatrice, nel presentare l'interrogazione, ha aggiunto che "l'impegno a perseguire questa strada – l'unica giuridicamente percorribile per cercare di sbloccare pacificamente la situazione e arrivare alla liberazione di Zaki – è stato preso dal Governo il 14 aprile scorso. Nel frattempo anche i lavori dell'Osservatorio permanente per la detenzione di Patrick Zaki in commissione Diritti umani, della quale sono diventata capogruppo, sono fortunatamente ripresi. Ma ricordiamoci che ogni giorno che facciamo passare, è un giorno di reclusione in più per Patrick".

Montevecchi è firmataria della mozione sull'applicazione della Convenzione Onu contro la tortura, confluito in un unico ordine del giorno insieme alla mozione di cittadinanza a Patrick Zaki votato a metà aprile in Parlamento, e impegnata in prima linea per la battaglia per la liberazione dello studente egiziano attualmente detenuto nel carcere del Cairo, dopo essere stato arrestato nel 2020, mentre tornava dall'Italia, dove era impegnato in un progetto di ricerca all'Università di Bologna, con l'accusa di terrorismo e diffusione di notizie false tramite social. "Il governo era in aula e ha dato parere positivo all’ordine del giorno – aveva detto la senatrice in una intervista a Fanpage.it – assumendo degli impegni. Io ritengo per l’importanza che ha la libertà accademica e la mobilità studentesca dei nostri ricercatori non ci si possa non occupare del caso di Patrick, che è in qualche modo anche legato alla tragica vicenda di Giulio Regeni. Le due cose non si sovrappongono ma sono tangenti".

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