Paragon Solutions offre (di nuovo) il suo aiuto alle autorità italiane per scoprire chi ha spiato Cancellato

Qualche giorno fa le procure di Napoli e Roma hanno confermato lo spionaggio dei telefoni del direttore Francesco Cancellato, Beppe Caccia e Luca Casarini attraverso lo spyware Graphite, il software dell'azienda israeliana Paragon Solutions. L'infiltrazione ai danni dei tre è avvenuta nella notte del 14 dicembre 2004, secondo quanto emerso da approfondimenti tecnici.
Dopo una sospensione temporanea a seguito dello scandalo, l'azienda e il governo italiano da tempo hanno interrotto il contratto, come confermato a inizio giugno il Copasir nella sua relazione sull'uso dello spyware da parte dell'intelligence.
Negli stessi giorni è emerso che l'azienda israeliana, che vende il suo prodotto esclusivamente alle forze dell'ordine e ai servizi di intelligence di Paesi democratici, aveva proposto alle autorità italiane il suo aiuto, per capire se Graphite "fosse stato utilizzato contro il giornalista" Cancellato "in violazione della legge italiana e dei termini contrattuali".
Poiché le autorità italiane hanno rifiutato la richiesta di collaborazione, "Paragon ha risolto i suoi contratti in Italia", secondo quanto ricostruito dalla società che produce Graphite. L'intelligence italiana ha spiegato poi di aver rifiutato la collaborazione della società israelina non ritenendo accettabile "la proposta di Paragon di effettuare una verifica sui log di sistema delle piattaforme Graphite in uso ad Aise e Aisi, in quanto pratiche invasive, non verificabili nell’ampiezza, nei risultati e nel metodo e, pertanto, non conformi alle esigenze di sicurezza nazionale. Ove tali verifiche fossero state realizzate da un soggetto privato e straniero, avrebbero severamente compromesso la reputazione delle Agenzie italiane nella comunità intelligence internazionale ed esposto dati per loro natura riservati".
I rilievi tecnici portati avanti dai consulenti della procura hanno rintracciato senza ombra di dubbio lo spyware nello smartphone del direttore di Fanpage.it, presumibilmente nell'ambito della stessa campagna di infezione, ai danni di Caccia e Casarini, intercettati, legalmente, dai Servizi.
Paragon Solutions pronta a collaborare con le indagini italiane
Secondo quanto scrive oggi il giornale israeliano Haaretz, l'azienda israeliana rinnova la proposta di partecipare alle indagini in corso, che proseguono, come hanno specificato nei giorni scorsi le due procure, per risalire all'origine dell'infiltrazione nel telefono di Cancellato. Ad oggi, infatti, non è stato possibile individuare una traccia sul dispositivo che possa collegare l'attività svolta da Aisi all'infiltrazione nello smartphone del direttore di Fanpage.it. Nonostante la tempistica sospetta, e la concomitanza con l'attività di intercettazione sui dispositivi di Casarini e Caccia – sono proprio le procure che indagano ad affermare che i telefoni sono stati hackerati in modo sumultaneo – nei server dell'Aisi non si troverebbe alcuna operazione riferibile a Francesco Cancellato. Fonti di Paragon hanno confermato ad Haaretz che la società è pronta a collaborare con qualsiasi indagine italiana, come si è offerta di fare fin dall'inizio del caso.