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Ora è ufficiale: il governo ha introdotto il corso di laurea in Osteopatia

Ora ci si potrà laureare anche in osteopatia: il governo ha infatti introdotto un nuovo corso di laurea, inserendolo tra le professioni sanitarie della prevenzione, e ne ha definito l’ordinamento didattico.
A cura di Annalisa Girardi
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Il governo ha introdotto un corso di laurea in osteopatia. Il decreto interministeriale era stato pubblicato dai ministeri dell'Università e della Salute lo scorso 1°dicembre e ieri è stato definito l'ordinamento didattico del nuovo corso, inserito nella classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione. L'osteopatia non è però una pratica medica convenzionale, ma una terapia alternativa di carattere pseudoscientifico.

Le nuove direttive del governo precisano che "il laureato è è quel professionista sanitario che svolge interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie nell'ambito dell'apparto muscolo scheletrico". E ancora: "In riferimento alla diagnosi di competenza medica e all’indicazione al trattamento osteopatico, dopo aver interpretato i dati clinici, il laureato in osteopatia riconosce l’indicazione o la controindicazione al trattamento osteopatico ed effettua la valutazione osteopatica attraverso l’osservazione, la palpazione percettiva e i test osteopatici per individuare la presenza di segni clinici delle disfunzioni somatiche del sistema muscolo scheletrico".

Chi conseguirà il titolo accademico in osteopatia – prosegue la nota del governo -"potrà pianificare il trattamento selezionando approcci e tecniche esclusivamente manuali, non invasive, ed esterne, adeguate al paziente, eseguendole in sicurezza e nel rispetto della dignità e della sensibilità del paziente". Non solo, il laureato in osteopatia "al fine di prevenire alterazioni dell’apparato muscolo scheletrico, promuove azioni educative verso il soggetto in trattamento, verso la famiglia e la collettività; educa il paziente nelle abilità di autogestione dell’organismo e ne pianifica il percorso educativo anche in collaborazione con altri professionisti; a fine trattamento verifica le rispondenze tra metodologia attuata e gli obiettivi di recupero funzionale riabilitativo e psicosociale; reindirizza il paziente al medico inviante quando i sintomi persistono oltre i tempi previsti o peggiorano".

Tra le varie lezioni che potranno seguire gli iscritti a questo corso di laurea ci sono Storia della Medicina, Biongegneria, Medicina Fisica e Riabilitativa, ma anche Scienze tecniche mediche e applicate, Malattie dell'apparato locomotore e Scienze infermieristiche e tecniche neuro-psichiatriche e riabilitative.

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