Alle 10.35 di oggi, 14 gennaio 2015, Giorgio Napolitano ha ufficializzato il suo addio al Quirinale dopo quasi  nove anni di mandato. Il Capo dello Stato ha lasciato il palazzo, salutato dal picchetto d'onore, dopo la consegna della sua lettera di dimissioni ai presidenti delle Camere e al premier. L'ormai ex Presidente ha quindi potuto far ritorno si è nella sua casa in via dei Serpenti, rione Monti, nel centro storico di Roma.

12.25 – Salvini: "Il prossimo capo dello Stato non sia rottame di sinistra" – Il prossimo Presidente della Repubblica? "Non un altro di sinistra, per favore. Una personalità libera e indipendente, non un vecchio rottame di sinistra". Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, dialogando con i cronisti a Montecitorio.

12.20 – Standing ovation per Napolitano alla Camera – Una lungo applauso della maggioranza, con tutti i deputati in piedi, si è levato dopo che la presidente Laura Boldrini ha letto la lettera di dimissioni di Giorgio Napolitano. Mentre ciò avveniva Daniela Santanchè (Fi) ha avviato un applauso che però non ha avuto seguito nemmeno tra i suoi colleghi di partito. Impassibili i deputati del M5S e della Lega.

12.10 – Napolitano ha lasciato il Quirinale ed è tornato nella sua casa in Rione Monti – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è uscito nel cortile del Quirinale a braccetto della signora Clio per ricevere il saluto del picchetto d'onore composto da rappresentanti delle diversi armi in alta uniforme. Quindi si è recato a via dei Serpenti, rione Monti, nel centro storico di Roma, dove tornerà ad abitare.

12.00 – Il comunicato ufficiale sul sito del Quirinale:

11.50 – M5S: "Napolitano, tra i peggiori presidenti: rinunci a carica di Senatore a vita" – "Napolitano è stato purtroppo uno dei peggiori presidenti della Repubblica. Abbiamo più volte denunciato il suo interventismo politico decisamente poco super partes e, di contro, lui non ha mai nascosto la sua palese ostilità nei confronti del MoVimento 5 Stelle. Dalle intercettazioni della trattativa Stato-mafia a tutte le leggi che ha firmato – la riforma Fornero su tutte – alcune delle quali risultate poi incostituzionali, Napolitano non è stato il garante che la Costituzione aveva previsto. Per questo non lo rimpiangeremo". Lo dichiarano i capigruppo M5S di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola.

11.45 – Votazione decisiva il 2 febbraio? – Prima votazione per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica il 29/01 secondo l'Ansa. L'ipotesi a cui si starebbe lavorando è quella di fissare due votazioni il venerdì 30 gennaio, con uno stop il sabato e la domenica. La quarta votazione, quella in cui Matteo Renzi ha scommesso per l'elezione del nuovo capo dello Stato, potrebbe tenersi il 2 febbraio.

11.30 – Quirinale, fonti parlamentari: primo voto per il Colle il 29 gennaio – La prima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai rappresentanti delle Regioni per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica dovrebbe tenersi alle ore 15 del prossimo 29 gennaio: è quanto scrive l'ANSA, citando "qualificate" fonti parlamentari di maggioranza.

11.15 – Il segretario generale del Quirinale ha lasciato Palazzo GIustiniani per recarsi a Montecitorio e consegnare a Laura Boldrini la lettera di dimissioni di Napolitano.

11.00 – Il tweet di Renzi: "Grazie Presidente".

10.45 – NAPOLITANO SI E' DIMESSO – Giorgio Napolitano ha firmato la lettera di dimissioni da presidente della Repubblica. La missiva sarà consegnata a breve dal segretario generale del Quirinale Donato Marra ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio. Napolitano è atteso nel cortile del Palazzo per il commiato dal picchetto d'onore.

10.35 – Alfano: "Difficile trovare un successore all'altezza di Napolitano" – "Giudico Giorgio Napolitano un grande Presidente. Abbiamo apprezzato moltissimo il sacrificio da lui fatto due anni fa quando è stato rieletto e so che la sua fatica era sincera, non un modo ipocrita per sottrarsi. Si è posto sempre come punto di equilibrio, sarà difficile succedergli e reggere il livello unanime di correttezza e terzietà che lo ha contraddistinto". Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a Radio Anch'io.

10.20 – L'obiettivo del Pd: Nuovo Presidente al massimo al quinto scrutinio – L'obiettivo del Pd è arrivare all'elezione del futuro presidente della Repubblica "in tempi ragionevoli, al quarto o quinto scrutinio anche se non vogliamo dare numeri". Così il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani, al termine della segreteria, conferma il timing per riuscire a mettere a segno la partita del Colle

10.15 – Non sarà Mario Draghi il nuovo Capo dello Stato – Mario Draghi alla Zeit: "La presidenza della Repubblica? Non è il mio lavoroì. Un onore essere preso in considerazione ma continuo in Bce".

Ore 10.00 – Renzi chiede "larga condivisione" sulla scelta del nuovo capo dello Stato – Cercare "una larga condivisione" sul nome del futuro presidente della Repubblica a partire dalla Direzione del Pd di venerdì prossimo. E' la strada che Matteo Renzi ha indicato alla segreteria del Pd aggiungendo che dopo aver individuato "un profilo dentro il Pd lo proporremo agli alleati e a tutti coloro che vorranno sostenerlo".

Ore 9.50 – Ammainata la bandiera del Presidente della Repubblica al Quirinale. Intanto stanno facendo il loro ingresso al Quirinale i militari delle vari Armi che faranno parte del picchetto d'onore per il commiato a Giorgio Napolitano nel cortile del palazzo.

Lo si sapeva già da qualche mese, ma la conferma è arrivata solo qualche settimana fa, ufficializzata poi nel consueto messaggio di fine anno: tra qualche ora, intorno alle 11, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firmerà la lettera di dimissioni, consegnata dal segretario generale Donato Marra, ai presidenti di Camera e Senato e alla presidenza del Consiglio, e lascerà il Colle dopo quasi 9 anni di mandato (il  più lungo e l’unico bis della storia della Repubblica). A quel punto partir la corsa al suo successore, mentre il presidente del Senato Piero Grasso svolgerà per il periodo necessario le funzioni di capo dello Stato. Napolitano non ha mai nascosto il peso dell'età e le difficoltà crescenti a portare avanti i "gravosi" compiti richiesti dalla guida del Quirinale. “Certo che sono contento di tornare a casa”: è stata l’ammissione dal tono quasi liberatorio che il Presidente ha consegnato con sincerità ad una bambina che in piazza del Quirinale gli chiede se non gli dispiacesse un po’ lasciare un così “bel palazzo”. “Qui si sta bene, è tutto molto bello ma è un po’ una prigione. A casa starò bene e passeggerò”, ha aggiunto facendo riferimento all’amatissima casa al rione Monti dove rientrerà finalmente oggi.