Nuovo Isee 2026, per ottenere i bonus non servirà più presentarlo: cosa cambia e da quando

La vita potrebbe diventare più semplice per chi deve fare domanda per bonus o altre prestazioni agevolate, almeno per quanto riguarda l'Isee. L'indicatore della situazione economica equivalente serve, a milioni di italiani, per dimostrare che hanno diritto a godere di certe agevolazioni. Il nuovo decreto Pnrr, tra le varie novità, include anche un meccanismo più semplice per verificare se chi fa domanda ha diritto a ottenere il bonus o meno: il Comune, l'università o comunque l'amministrazione competente dovrà prendere i dati relativi direttamente dall'Inps. Ecco cosa cambierà concretamente.
Come cambia la procedura per ottenere i bonus con il nuovo Isee 2026
La bozza del decreto fatta circolare nelle scorse ore riporta che "le scuole, le università, i comuni e le altre amministrazioni pubbliche competenti alla concessione di prestazioni sociali agevolate", quindi tutti gli enti pubblici che si occupano di gestire bonus o agevolazioni, "acquisiscono d’ufficio" i dati Isee, passando dall'Inps. Come spiega la relazione illustrativa, questo significa che "i cittadini non dovranno presentare personalmente l'Isee, ma saranno le amministrazioni ad acquisirlo direttamente".
Oggi, una persona o una famiglia che voglia richiedere un bonus deve prima far disporre l'Isee sul portale Inps, oppure chiederla a un Caf; e poi inviarla direttamente all'Università, il Comune o chiunque sia competente per quella agevolazione. La semplificazione è che quest'ultima parte non sarà più necessario. I tecnici dell'Università, per esempio, dovranno autonomamente recuperare l'Isee dello studente per stabilire se ha diritto o meno alle borse di studio. Così come il Comune dovrà procedere tramite le banche dati esistenti per capire se accettare o meno la richiesta di bonus per libri scolastici.
Perché sarà comunque necessario rispettare requisiti Isee e compilare la Dsu
Attenzione: questo non significa, ovviamente, che non bisognerà più rispettare i requisiti Isee per ottenere i bonus. E neanche che non servirà più fare l'Isee. I dati dovranno essere comunque forniti con all'Inps tramite la Dsu precompilata (che si può completare dal sito Inps o tramite un commercialista), perché l'Istituto non ha in partenza tutti i dati necessari a compilare l'Isee automaticamente. Ma si salterà il passaggio successivo, cioè quello di inviare la dichiarazione Isee personalmente.
L'intenzione è sia di rendere più semplice la vita alle famiglie, sia di facilitare i controlli. Diventerà più complicato – questa è l'idea – presentare attestati Isee falsi se si fa riferimento all'Inps, che a sua volta per stilare l'Isee si rifà in gran parte a dati dell'Agenzia delle Entrate.
Quando entra in vigore il decreto
Non ci sono tempistiche specifiche nel decreto. Dunque, in teoria, l'obbligo entrerà in vigore non appena questo sarà pubblicato dopo l'approvazione in Cdm, quindi nelle prossime settimane. È facile immaginare, però, che nella pratica le amministrazioni avranno bisogno di un periodo di tempo per adeguarsi alle nuove norme. Resta da vedere, quindi, quando le nuove regole inizieranno ad avere effetti concreti per le persone.