Nuovo calendario scolastico, cosa potrebbe succedere ai giorni di vacanza: pro e contro del piano Santanchè

La proposta di modifica del calendario scolastico, avanzata dalla ministra del Turismo Santanchè, continua a far discutere. Secondo Santanchè, per far crescere il settore del turismo nel territorio italiano lungo tutto l’anno occorre oggi "un allineamento graduale del calendario scolastico, è fondamentale per destagionalizzare il turismo. Dovremmo guardare all'Europa per come ha il calendario scolastico perché credo sia di grande aiuto per la destagionalizzazione e l'undertourism".
Di concreto al momento c'è ben poco, quello della ministra per ora è poco più di un suggerimento al ministro dell'Istruzione Valditara. Sulla riforma del calendario "non c'è ancora nulla di concreto, quando ci sarà qualcosa di concreto ne parleremo", precisa il ministro oggi, rispondendo a una domanda sul tema.
Non esiste insomma alcuna proposta scritta e nessun provvedimento ad oggi è oggetto di valutazione al dicastero di Valditara, per ora concentrato sulle misure per intervenire sul fenomeno delle baby gang, nell'ambito del nuovo pacchetto sicurezza. A partire dalla controversa questione dei metal detector, per ridurre la circolazione di coltelli a scuola. Ricordiamo che eventuali modifiche ai calendari scolastici spettano in ogni caso alle singole Regioni, in virtù dell'autonomia scolastica.
Cambiare il calendario scolastico: di costa stiamo parlando
Quando la ministra chiede di prendere spunto dal turismo europeo, intende dire che bisogna eliminare la lunga pausa estiva per gli studenti, cioè i tre mesi di interruzione delle lezioni, e togliere anche i 15 giorni a Natale, introducendo invece pause più frequenti durante il corso dell'anno. È un tema di cui si dibatte molto in Italia, in considerazione anche del fatto che spesso i genitori che lavorano non sanno dove lasciare i figli durante le lunghe interruzioni delle attività scolastiche. Senza contare che entrano in gioco spesso le disuguaglianze sociali, perché solo le famiglie più ricche hanno le risorse necessarie per offrire ai ragazzi un tempo libero di qualità, da spendere tra viaggi, sport o centri estivi sempre più costosi.
Il problema è che un ragionamento su una eventuale rimodulazione del calendario scolastico deve essere fatto anche tenendo conto delle alte temperature estive: le condizioni meterologiche estreme degli ultimi anni, registrate a giugno, luglio e settembre, da Nord a Sud, rendono difficilmente applicabili alcune proposte allo studio. In alcune Regioni, per esempio in Emilia-Romagna, si è parlato di una pausa più lunga tra primo e secondo quadrimestre, per dare la possibilità ai ragazzi più indietro con i programmi di recuperare, aggiungendo magari una settimana di lezioni a giugno e un'altra a settembre. Ma anche in questo caso le diverse condizioni di partenza dei ragazzi hanno un peso: chi ha una famiglia alle spalle e può essere seguito a casa, ha la possibilità di farsi aiutare da un insegnante privato o dagli stessi familiari; i nuclei familiari meno abbienti non riescono a fornire tutto il supporto necessario ai propri figli, e in molti casi il rischio è che lo studente si trovi a casa isolato, rimanendo ancora più indietro.
Qualche mese fa, interpellata sul punto, la Rete Studenti Medi del Lazio aveva condiviso le sue perplessità: "Per dare a tutti la possibilità di recuperare un’insufficienza non bisognerebbe pensare solo a uno studio individuale, per non rischiare di cadere in un ragionamento un po' classista e discriminatorio. Un conto è avere una famiglia in grado di aiutarti a studiare a casa. Un conto invece sono tutte quelle situazioni, che sono tantissime, in cui non c’è una famiglia a supportarti, e quindi avere dei giorni di stop per poter lavorare su alcune lacune, non porterebbe a nulla", aveva detto Bianca Piregentili a Fanpage.it
Se la proposta di accorciare la pausa estiva incontra il favore delle famiglie, bisogna allo stesso tempo considerare che le strutture scolastiche spesso sono prive di aria condizionata, e non sono idonee a ospitare studenti e insegnanti con alte temperature. Per rendere la scuola un luogo ospitale in estate bisognerebbe pensare prima a un intervento complessivo, partendo proprio dagli istituti, e tenendo conto anche delle differenze e delle specificità dei territori. Frequentare la scuola a giugno o a luglio in Sicilia, con il caldo torrido, sarebbe impensabile senza un intervento sull'edilizia scolastica. Come si vede le questioni in ballo sono tante e semplificare troppo il discorso non aiuta tutti gli attori in campo.
Chi ha criticato la proposta di Santanché sul nuovo calendario scolastico
"Valditara e Santanchè vogliono cambiare il calendario scolastico? Siamo aperti ad ogni discussione ma si ricordino di stanziare le risorse necessarie a ristrutturare le scuole, isolare gli edifici e installare impianti di condizionamento quando servono", fa notare Elisabetta Piccolotti di Avs. "Non è pensabile – prosegue – tenere studenti e docenti in aula in territori dove non è raro assistere ad ondate di calore che portano le temperature sopra i 30 gradi già a giugno e ancora a settembre, in un contesto globale in cui gli ultimi tre anni hanno registrato temperature record dovute a quel cambiamento climatico che per questo Governo di climafreghisti sembra non esistere".
"Un Paese con scuole che cadono a pezzi, stipendi ridicoli e studenti lasciati indietro, di tutto ha bisogno fuorché di una come Daniela Santanchè che trova il tempo di occuparsi del calendario scolastico. Almeno questo risparmiatecelo. I nostri studenti adesso sono al freddo perché in molti istituti non funzionano i riscaldamenti, e d'estate cuocerebbero al caldo in istituti non adeguatamente climatizzati. Insomma parliamo di un tema molto serio, su cui occorre ragionare in maniera organica avviando un dialogo con il corpo docente, il personale scolastico e le famiglie. Serve un investimento importante sull'edilizia scolastica, mentre questo governo ha programmato centinaia di milioni di tagli alla scuola pubblica e senza il PNRR saremmo messi veramente malissimo. Di certo però l'ultima che può intervenire è Daniela Santanchè. Se proprio vuole occuparsi di un calendario pensi al calendario delle prossime udienze che la vedranno protagonista mentre, senza ritegno, continua ad occupare la poltrona di ministra", affermano gli esponenti M5S in commissione Cultura.
"Il tema del calendario scolastico, oggetto di un botta e risposta ieri a distanza tra i ministri Santanchè e Valditara, è estremamente delicato, merita più di un approfondimento, non può essere affrontato per annunci", fa notare Roberta Frisoni, assessora regionale al turismo dell'Emilia-Romagna. "Ogni ragionamento – dice – dovrebbe partire guardando le esigenze del mondo della scuola, cos'è meglio per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Dal punto di vista dell'industria turistica è un tema che ha un impatto significativo sul turismo balneare, che per l'Emilia-Romagna rappresenta oltre il 70% delle presenze. Abbiamo già visto che anche pochi spostamenti di giornate sulla stagionalità estiva hanno prodotto degli effetti molto impattanti, quindi, va bene parlare di distribuire i flussi turistici durante l'anno, di destagionalizzare, ma nello stesso tempo non possiamo dimenticarci la stagionalità da cui viene gran parte del sostegno della nostra industria turistica".
Gilda a Fanpage.it: "Sulla scuola parli solo chi la conosce"
Per il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana, sentito da Fanpage.it, sulla scuola dovrebbe esprimersi chi ha le competenze per farlo e chi conosce davvero il sistema scolastico, "non chi ragiona per sentito dire o per vaghi ricordi di gioventù. È molto grave l'ingerenza della ministra Santanchè. Anche perché la questione del turismo non si risolve semplicemente rimodulando il calendario scolastico, ma ci sono probabilmente altri problemi alla base. Penso ai costi degli alloggi o agli stipendi bassi. Ma su questo non sono competente in materia e non mi permetto di trovare soluzioni".
"Sul calendario scolastico è opportuno dire due cose: siamo una Regione mediterranea, abbiamo estati caldissime e spesso in alcune aree della Penisola, ma direi quasi in tutta Italia ormai, il caldo è insopportabile già da fine maggio. Stessa cosa a settembre, per cui qualcuno ha ipotizzato di far tornare gli studenti in classe a ottobre perché prima le aule sono roventi".
"Inoltre chi parla di calendario scolastico dovrebbe ricordare che l'edilizia scolastica è abbastanza deficitaria, per quanto riguarda la climatizzazione. E ricordo che esiste l'autonomia scolastica: sebbene ci siano dei calendari scolastici regionali, questi sono semplici indicazioni e riguardano soprattuto i giorni rossi e festivi. Ma le date di apertura e chiusura delle scuole spesso possono variare. Anzi sistematicamente ormai le scuole anticipano di una settimana l'avvio delle lezioni rispetto al calendario scolastico regionale, proprio per aver la possibilità di distribuire i giorni di vacanza durante l'anno, utilizzandoli per i ponti delle vacanze di carnale o del 25 aprile. L'importante è raggiunge i 200 giorni di scuola. Quando si parla di calendario scolastico bisogna parlarne con cognizione di causa", sottolinea Castellana a Fanpage.it
"I calendari scolastici sono già oggi materia affidata alla competenza delle regioni, con margini di intervento delle istituzioni scolastiche, come è giusto che sia. È piuttosto singolare che della materia si occupi la Ministra del Turismo", ha detto all'Adnkronos Ivana Barbacci segretaria generale della Cisl Scuola, in merito alla proposta di Daniela Santanché di modificare del calendario scolastico accorciando i tempi delle vacanze estive. "Trovo discutibile che si ragioni di scuola con l'occhio rivolto alle dinamiche dei flussi turistici. – sottolinea Barbacci – Di ben diversa attenzione ha bisogno la scuola, che attende da tempo di vedere riconosciuto più giustamente il proprio valore come presidio di diritti fondamentali per la persona e la comunità sociale".
Moige a favore dell'idea di Santanchè
L'associazione dei genitori Moige – Movimento italiano genitori, molto vicina alla linea del governo Meloni, giudica "Positiva e condivisibile la proposta del Ministro Santanchè di riformare il calendario scolastico mediante la riduzione di dieci giorni dalla pausa estiva, da redistribuire nell'arco dell'anno. L'attuale interruzione estiva italiana, tra le più prolungate in Europa, genera criticità sia sul piano didattico che organizzativo. La discontinuità di quasi tre mesi compromette l'efficacia dell'apprendimento, causando dispersione di competenze e metodi di studio acquisiti. Sul versante familiare, tale estensione impone oneri economici significativi, obbligando le famiglie a ricorrere a soluzioni di assistenza estiva sempre più onerose", dice all'Adnkronos Antonio Affinita, direttore generale del Moige.
"L'allineamento ai modelli europei, attraverso una distribuzione più equilibrata delle pause nel corso dell'anno scolastico, garantirebbe continuità formativa e maggiore sostenibilità per le famiglie. Mantenendo invariati i 200 giorni di lezione previsti e conferendo autonomia regionale nella gestione del calendario, – continua Affinita – si realizzerebbe una riforma efficace e rispettosa delle specificità territoriali. Tale intervento risulta necessario per adeguare il sistema scolastico alle esigenze delle famiglie contemporanee e agli standard educativi europei".