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Niente da fare per il congedo parentale paritario obbligatorio: destra boccia proposta delle opposizioni

La commissione Bilancio della Camera ha bocciato la proposta di legge unitaria delle opposizioni sul congedo parentale paritario. Dopo i rilievi della Ragioneria sulle coperture al provvedimento la commissione ha approvato un parere soppressivo per l’Aula.
A cura di Annalisa Cangemi
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La commissione Bilancio di Montecitorio ha appena bloccato la proposta di legge unitaria sul congedo paritario obbligatorio. Si attendeva per oggi la relazione tecnica della Ragioneria di Stato sulla questione delle coperture, che ha bocciato il testo.

Dopo i rilievi della Ragioneria la commissione della Camera ha approvato un parere soppressivo per l'Aula. Le opposizioni avevano provato a chiedere una riapertura dei termini degli emendamenti per provare a proporre una copertura diversa o una sospensione per approfondire tecnicamente i rilievi arrivati oggi. Pd, M5s, Iv, Azione e Avs avevano già sollevato la questione nei giorni scorsi, temendo che la maggioranza volesse affossare la legge, portandola su un binario morto.

Parliamo di una proposta che introdurrebbe cinque mesi di congedo parentale obbligatorio per madri e padri, non trasferibile. Inoltre il congedo parentale paritario sarebbe non più dell'80 ma del 100%. La legge era approdata in Aula il 20 febbraio senza mandato al relatore, e l'iter era stato stoppato alla discussione generale, in attesa dei chiarimenti sulle coperture.

Sul congedo paritario "noi chiediamo alla maggioranza e al presidente del consiglio Giorgia Meloni, prima donna premier di questo paese, di fermarsi di ripensarci o quantomeno di assumersi la responsabilità di dirci perché no", ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante una conferenza stampa tenuta insieme agli altri rappresentati delle opposizioni. La premier deve spiegare perché si oppone "ad una riforma che potrebbe essere di grande sostegno alle famiglie, alle madri e ai padri, alla redistribuzione del carico di cura che sappiamo tutti grava maggiormente sproporzionatamente sulle spalle delle donne".

Una legge che "potrebbe essere di aiuto alla crescita dei figli". Peraltro, ha aggiunto, è una legge che esiste in altri paesi come la Spagna. "Allora, io penso che questo chieda a tutte le forze politiche, anche alla maggioranza una soluzione di responsabilità".

"Ci siamo battuti molto per questo progetto unitario che ha riunito tutte le opposizioni ma oggi prendiamo atto della chiusura della maggioranza. Ne prendiamo atto, come anche con altri progetti, dal salario minimo alla riduzione dell'orario di lavoro. Meno male che in campagna elettorale Meloni aveva detto di essere pronta a dare un sostegno alle famiglie. Ormai il tasso di natalità è sceso a 1,18 e ci aspettiamo un tasso ancora più basso", ha commentato Giuseppe Conte in collegamento con la conferenza stampa. "Continueremo a insistere, la battaglia non si ferma qui", ha aggiunto.

"Oggi il voto in commissione penso sia stato ordinato dalla presidente Meloni, nulla si muove senza che la presidente Meloni ha deciso e ha deciso la linea della chiusura. È un governo nemico delle politiche per la famiglia, nemico delle donne. Dicono non ci sono i soldi, ma i soldi per le armi o per il Ponte sullo Stretto li trovano, per costruire lo stato sociale no e questo ha la firma di Giorgia Meloni", ha attaccato il coportavoce di Avs Angelo Bonelli.

"Il dato politico è che le opposizioni sono compatte e c'è una coalizione pronta a vincere e a governare", ha detto Maria Elena Boschi in conferenza stampa. "Avevamo individuato delle coperture ma siamo disponibili al confronto per trovarne delle altre. Il congedo parentale è un elemento di parità perché ad oggi sono sempre le donne a sentirsi dire ‘ma hai intenzione di diventare madre?'. Oggi ci concentriamo sui congedi parentali ma c'è anche il discorso che riguarda il lavoro di cura per le persone con disabilità o per gli anziani che ricade sempre sulle donne", ha aggiunti Boschi. "Questa condivisione della responsabilità genitoriale consente di cambiare il modello del rapporto uomo-donna. Consente ai figli di avere entrambi i genitori in quel ruolo. Ci dispiace che si sia persa questa occasione, molti giovani lasciano il nostro Paese anche perché non hanno la possibilità di costruire il proprio futuro. Mi auguro ci sia modo per lavorare insieme alla maggioranza su questi temi", ha affermato Boschi. "Quello che abbiamo visto sul libero consenso, purtroppo, non ci incoraggia ad essere ottimisti".

"Questo stop è grave perché creiamo una disparità nell'ambito familiare ma anche nel mondo del lavoro, perché gli uomini non entrano in campo e le donne restano a casa con i figli. È una cosa che riguarda lo sviluppo economico del Paese. C'è una discriminazione enorme tra le donne e gli uomini nel mondo del lavoro perché il lavoro delle donne costa di più a un'impresa. Speravamo che la maggioranza aprisse a un dialogo ma si sono incaponiti e non hanno voluto fare nulla", ha commentato la presidente di Azione Elena Bonetti, che ha preso parte alla conferenza stampa alla Camera con tutti i leader delle opposizioni. "Azione non fa parte di questa coalizione ma oggi siamo al tavolo nel merito e va dato atto a Schlein che ha costruito una battaglia che è nel merito e non è politica", ha precisato Bonetti.

"Questa è l'arroganza della destra di governo ogni volta che le opposizioni mettono in campo una proposta. Questa volta su un tema che è al centro della retorica e della propaganda di questo Governo, dato che la genitorialità cade sempre sulle spalle delle donne. Il governo si trincera dietro le coperture ma se c'è la priorità politica i soldi saltano fuori, guardate ad esempio per le armi. Noi siamo pronti al confronto ma loro scappano, il meccanismo è sempre quello ed è totalmente inaccettabile", è il commento del coportavoce di Avs Nicola Fratoianni.

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