Nave Ocean Viking salva 33 migranti a Capodanno, ma altri sono stati respinti illegalmente in Tunisia

L'anno si è chiuso con l'ennesima tragedia del mare. Nella giornata di ieri, 31 dicembre, il call center per i migranti in difficoltà nel Mediterraneo, Alarm Phone, ha fatto sapere che ci sono quattordici persone disperse: "Sono partite da Annaba a in Algeria il 28 dicembre su una piccola imbarcazione. Da allora, le loro famiglie non hanno più avuto loro notizie. Le autorità italiane sono state avvisate. Insistiamo affinché venga fatto ogni sforzo per ritrovarle!", È stato l'appello lanciato su X da Alarm Phone. Da allora non si è saputo più nulla della sorte di questi migranti, che potrebbero essere annegati.
Secondo le ultime notizie a disposizione, una sorte migliore potrebbero avere invece altre 33 migranti, che ieri sono salvati dalla Ocean Viking di Sos Mediterranee: la nave ha evacuato le 33 persone, tra cui tre donne (una delle quali incinta) e tre bambini, che erano state precedentemente tratte in salvo dalla nave mercantile Maridrive 703 nella zona di ricerca e soccorso tra Malta e Tunisia, che aveva soccorso complessivamente 108 persone in due differenti interventi in mare. A bordo ci sarebbero due morti e diversi feriti. Molti di loro necessitano di cure mediche dopo aver trascorso una settimana in mare. I migranti salvati hanno riferito che un altro gruppo, che si trovava sul mercantile, è stato respinto verso la Tunisi.
L'intero gruppo rischiava di essere respinto illegalmente in Tunisia, contro la propria volontà, come denunciato da Alarm Phone il 26 dicembre scorso. L'allarme era stato rilanciato anche dalla tedesca Sea Watch: "34 persone, tra cui 3 bambini, rischiano di essere catturate e respinte illegalmente in Tunisia dove le loro vite sarebbero in pericolo. È necessario un intervento immediato da parte delle autorità europee".
La situazione sulla Maridrive 703, prima dell'intervento della nave Ocean Viking, era diventata potenzialmente esplosiva, visto che a bordo del mercantile c'erano in totale 108 persone, e le autorità italiane ed europee per giorni hanno ignorato gli appelli lanciati dalle Ong.
L'operazione di recupero, che si è conclusa ieri positivamente, è stata coordinata dal centro di coordinamento tunisino, "a fronte del silenzio delle autorità maltesi – accusa Sos Medirerranee – venute ancora una volta meno agli obblighi previsti dal diritto marittimo internazionale. Mentre l'anno volge al termine, nel Mediterraneo si continuano a perdere vite umane e le responsabilità non vengono assunte".