Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, da una conferenza stampa da Milano Marittima si trova faccia a faccia con il videomaker di Repubblica che ha ripreso suo figlio fare un giro su una moto d'acqua della polizia. Un video che ha suscitato molte polemiche, specialmente da parte dell'opposizione che ha accusato il vicepresidente del Consiglio leghista di uso improprio di mezzi delle forze dell'ordine. Il ministro stava parlando delle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna quando il giornalista interviene sul video al centro delle controversie. "Non parlo di bambini, figli e minori che non fanno parte della polemica politica e dovrebbero esserne tenuti fuori. Mi vergogno a nome di chi coinvolge i figli o i bambini nella polemica politica", afferma subito Salvini senza ascoltare la domanda.

"Attaccate me, ma lasciate fuori i figli e i bambini. Con questo le ho detto tutto". Il videomaker tenta comunque di porre la sua domanda, venendo ripetutamente interrotto dal ministro che infine afferma: "Vada a riprendere i bambini, lei che è specializzato". Alla domanda se il ministro non ritenga di dover chiarire chi fossero gli uomini che hanno impedito al giornalista di riprendere, Salvini taglia corto: "A chi coinvolge i bambini nella polemica politica io non ho niente da dire. Attaccate me, ma lasciate perdere i miei figli. Vada a riprendere i bambini in spiaggia visto che le piace tanto".

Più tardi, durante un'intervista con Sky Tg24, il ministro è di nuovo intervenuto sulla questione, affermando: "Fortunatamente ci sono tanti bimbi e bimbe che possono salire sulle moto e le macchine della polizia e dei vigili del fuoco, forse da grandi diventeranno proprio vigili del fuoco. Detto questo penso che la politica debba tener fuori i figli e i bambini dalle polemiche. Se qualcuno vuole se la prenda con me, lasciate fuori i miei figli".

Un principio condiviso anche da Matteo Renzi, che ha commentato: "Lasciamo in pace il figlio di Salvini. Suo padre ha commesso un errore pazzesco: ha messo in difficoltà in un colpo solo la Polizia, il figlio e la reputazione del Viminale. Ha trasformato dei professionisti della sicurezza in baby sitter e ha costretto agenti della Polizia a fare una pessima figura con la stampa libera e democratica di questo Paese. Ma quel ragazzo è un minorenne che ha diritto di vivere la sua vita e non pagare per le idiozie del padre". Poi ha aggiunto: "Chiediamo le dimissioni di Salvini non per suo figlio, ma per i russi, per i 49 milioni, per l’odio social e per la lacerazione sociale, per l’insicurezza che produce ogni suo intervento, perché non è un ministro ma un influencer. Noi chiediamo le dimissioni di Salvini per questi motivi. Ma lasciamo stare suo figlio. Dimostriamo ai populisti che noi siamo civili, che noi non educhiamo all’odio, che noi semplicemente non siamo come loro".