Oggi la commissaria ai diritti umani del Consiglio d'Europa Dunja Mijatovic, in una dichiarazione ufficiale, ha parlato della necessità di aprire i porti europei ai barconi di profughi, e dell'urgenza di ragionare mettendo al centro delle politiche migratorie adottate i diritti umani. Nonostante gli Stati abbiano il diritto di controllare i propri confini e garantire la sicurezza, ciò non può mai avvenire in violazione dei diritti umani. "Qualsiasi approccio si adotti sui flussi migratori nel Mediterraneo", ha detto la Mijatovic, deve assicurare "un sistema per salvare vite umane ben finanziato e pienamente operativo". In questo contesto, "le Ong dovrebbero essere libere di usare i porti e altre strutture per le operazioni di salvataggio e per aiutare i migranti". Per la Mijatovic le Ong giocano i questo contesto "un ruolo cruciale".

Dopo il vertice di Bruxelles del 28 giugno, a cui hanno partecipato tutti i 28 Stati membri, dove si è parlato della volontà di riformare l'accordo di Dublino, ma non della possibilità effettiva di suddividere il carico degli arrivi attraverso quote obbligatorie (eliminando il criterio del primo ingresso), la commissaria ai diritti umani del Consiglio d'Europa ha criticato l'operato dei Paesi Ue che stanno "ostacolando il loro lavoro mettendo così a rischio la vita di numerose persone". Per la commissaria"le cooperazioni esterne per la gestione dei flussi migratori devono essere trasparenti e rendicontabili", inclusa "la proposta sulle piattaforme regionali per gli sbarchi". I Paesi Ue, quindi, "devono condurre per tutte le proposte delle analisi approfondite sui potenziali impatti che possono avere sui diritti di migranti" e "pubblicare i risultati" dice Mijatovic: una proposta che comporti seri rischi di violazioni non va perseguita.

Mijatovic ha sottolineato che in qualsiasi luogo di sbarco, che sia dentro o fuori l'Europa, bisogna assicurare il rispetto del diritto al non respingimento, condizioni adeguate d'accoglienza, e che le persone non siano automaticamente private della libertà di movimento. "Le conclusioni del Consiglio europeo, adottate di recente, ma anche le decisioni sui flussi migratori prese a livello nazionale sollevano numerose preoccupazioni che gli stati europei devono risolvere per onorare gli obblighi contenuti nei trattati internazionali sul rispetto dei diritti umani che hanno sottoscritto", ha detto la commissaria ai diritti umani. Mijatovic ha ammonito i Paesi Ue: "È giunto il momento di mettere al centro delle politiche migratorie e d'asilo i diritti umani di migranti, rifugiati e chi chiede protezione, ma anche il principio di condivisione delle responsabilità".