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Meloni dice che il governo ha concluso il suo ruolo in MPS e il titolo crolla in Borsa

Il ruolo del governo all’interno di Monte dei Paschi di Siena è “finito” ha detto a Bloomberg Giorgia Meloni. Le sue dichiarazioni, rilasciate a borse aperte, si sono fatte sentire sui mercati. Il titolo di Mps è crollato ai minimi (-6,7%) e anche Mediobanca ha chiuso in calo.
A cura di Giulia Casula
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Il ruolo del governo all'interno di Monte dei Paschi di Siena è "finito" ha detto a Bloomberg Giorgia Meloni, definendolo un "dossier complesso, ereditato da altri e gestito con successo". Le sue dichiarazioni, rilasciate a borse aperte, hanno attirato le critiche delle opposizioni che hanno contestato la scelta della premier di trattare un tema così delicato, che coinvolge i risparmiatori italiani. E infatti, gli effetti sul mercato non si sono fatti attendere. Mps è crollata ai minimi, 8,30 euro (-6,7%). mentre Mediobanca ha chiuso in calo del 6,24% a 18,47 euro. 

Oggi il governo detiene il 4,863% del capitale di Mps, una quota che "chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare alcuna influenza sulla governance", ha spiegato Meloni, aggiungendo che Roma «non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza".

Le sue affermazioni dunque, lasciano preludere una definitiva uscita del Mef, che potrebbe decidere di cedere quel che resta della sua quota. Il governo si era "impegnato i un'opera di salvataggio e di risanamento di questa banca molto ambizioso", ha ricordato Meloni. "Lo abbiamo fatto non solo con Monte dei Paschi, che oggi è una realtà solida, ma è anche una realtà così solida che ha potuto fare delle importanti operazioni di mercato", ha aggiunto.

La premier ha minimizzato l'intervento di Palazzo Chigi nei confronti di Mps, sottolineando che non sarà coinvolta nella futura governance, né nelle decisioni strategiche. "Quando noi abbiamo concluso il nostro compito abbiamo ceduto la quota di controllo di Monte dei Paschi. Abbiamo mantenuto una quota residuale che oggi si attesta intorno al 4,9% che chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare influenza sulla governance", ha detto.

Dichiarazioni che arrivano in un momento delicato, a ridosso del rinnovo del consiglio di amministrazione dell’istituto senese. "Quindi io direi di sì, cioè il ruolo del governo è terminato, tanto che noi abbiamo anche annunciato che non parteciperemo alle nomine dei nuovi organismi di amministrazione e di controllo, e questo ovviamente riguarda anche la questione del terzo polo, perché io ho sempre dichiarato di essere favorevole al terzo polo bancario. Ma non dipende da noi", ha ribadito.

Il dossier si intreccia inoltre con quello di Mediobanca, acquisita da Mps lo scorso anno. Un'operazione orientata ad assumere il controllo di Generali su cui indaga oggi la procura di Milano. Sul risiko bancario e sul futuro di Generli, Meloni si è limitata a dire che "gli italiani sono un popolo di risparmiatori. Quindi chiaramente la gestione di questo risparmio è un asset fondamentale della ricchezza che qui viene prodotta". "Pur senza avere noi l’intenzione di mettere vincoli impropri, penso che il nostro compito debba essere quello di capire la strategia che ha chi gestisce queste risorse e l’auspicio che ho io, ovviamente, è che queste risorse vengano destinate a rafforzare un'economia che sta dando buona prova di se. Perché sono risorse raccolte in Italia dai risparmiatori italiani e per noi è importante che quelle risorse possano essere investite per contribuire a rafforzare l’economia italiana, in un circolo virtuoso che è positivo per tutti", ha concluso.

Pd e M5s: "Folle parlare a mercati aperti"

Fortemente critiche le opposizioni, che hanno giudicato imprudente la scelta di Meloni di parlare a mercati aperti.  "Il governo è allo sbando. La vicenda Mps lo dimostra plasticamente: dichiarazioni a borse aperte, titoli che crollano, messaggi contraddittori ai mercati. Un danno dopo l’altro su un dossier delicatissimo che riguarda risparmiatori, lavoratori e credibilità internazionale dell’Italia. Le partite finanziarie non si gestiscono come un talk show", ha dichiarato il capogruppo dei senatori Pd Francesco Boccia. 

Per il senatore M5s Stefano Patuanelli l'intervento di Meloni è "sbagliato, direi quasi folle", ha dichiarato. "Se davvero lo Stato esce, lo si fa con un piano chiaro, con tempi certi, con una strategia industriale. Non con una dichiarazione a ‘Bloomberg' mentre Piazza Affari è aperta. Qui non è questione di destra o sinistra. È questione di responsabilità istituzionale", ha concluso.

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