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L’amichettismo di Fdi anche in Sicilia: l’evento Ars in un hotel della famiglia di Musumeci

Il presidente Galvagno ha scelto quest’anno di organizzare un evento istituzionale, la presentazione della relazione del terzo anno di presidenza dell’Assemblea regionale siciliana e il tradizionale scambio di auguri natalizi, nell’hotel catanese di proprietà della famiglia della nuora del ministro Musumeci, ex governatore della Regione. Il tutto a spese dei cittadini siciliani.
A cura di Annalisa Cangemi
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A sinistra il ministro Nello Musumeci (Fdi), a destra il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno (Fdi)
A sinistra il ministro Nello Musumeci (Fdi), a destra il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno (Fdi)

Una storia di amichettismo che coinvolge ancora una volta Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, quella che lega il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno e la famiglia dell'ex governatore della Sicilia e ministro della Protezione civile e del mare Nello Musumeci. Al centro della vicenda c'è un hotel a 4 stelle alle porte di Catania, una gestione poco trasparente di soldi pubblici e un ‘regalo' che il presidente dell'Ars ha fatto alla sorella della nuora di Musumeci, Francesca Firetto Carlino, moglie di Salvo Musumeci. Vecchie pratiche di favoritismo clientelare, dure a morire.

Il 24 dicembre avevamo scritto di un appuntamento istituzionale organizzato da Gaetano Galvagno (Fdi) lo scorso 22 dicembre all'Airone City Hotel, per il consueto scambio di auguri natalizi, ma soprattutto allo scopo di presentare la relazione del terzo anno di presidenza dell'Assemblea regionale siciliana. Nell'invito era ben visibile il logo dell'Ars, a conferma del fatto che l'evento avesse un carattere ufficiale e formale. Ci eravamo chiesti perché quell'incontro non si fosse svolto in un locale pubblico, per esempio in una delle sale di rappresentanza disponibili a Palazzo dei Normanni a Palermo (dove ha sede l'Ars). E ci eravamo anche domandati perché Gaetano Galvagno – già coinvolto in una indagine sui finanziamenti regionali, indagato per corruzione e peculato, oltre che di falso e truffa – avesse optato per quella struttura ricettiva, programmando proprio lì l'allestimento dell'evento istituzionale a Catania, suo bacino elettorale (Galvagno è originario di Paternò).

Il caso dell'evento natalizio organizzato dalla presidenza dell'Ars in un hotel a Catania

Come avevamo ricostruito, la struttura alberghiera si era aggiudicata in data 27 novembre l'affidamento diretto del servizio, cioè la "Locazione spazi e servizi connessi alla presentazione dell'attività svolta dalla presidenza dell'Ars nella XVIII legislatura", con importo di aggiudicazione di 12.500 euro. Un affidamento diretto, senza gara, per somme di lieve entità è comunque consentito dalla legge. Siamo in presenza di una procedura legittima, visto che il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) fissa la soglia per l'affidamento diretto di servizi e forniture a 140mila euro. Sotto questo tetto, le stazioni appaltanti possono procedere senza gara, in modo diretto e autonomo, indicando naturalmente operatori con pregresse esperienze. Non siamo quindi davanti a un fatto illecito, ma siamo nel campo dell'opportunità politica e dell'etica istituzionale.

Il prossimo 21 gennaio l'esponente di Fdi dovrà presentarsi davanti al Gip che deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio, per lui e per altre cinque persone, tra cui la sua ex portavoce, Sabrina De Capitani, l'imprenditrice Marcella Cannariato, moglie del patron di Sicily by car Tommaso Dragotto. Ma avevamo già avuto modo di sottolineare come l'inchiesta su Galvagno non avesse nulla a che vedere con il caso dell'affidamento diretto per l'organizzazione dell'appuntamento natalizio, che diventa problematico non perché presenti profili di illegalità, ma perché denuncia, ancora una volta, una gestione personalistica della cosa pubblica.

Sul caso che avevamo sollevato a Natale, si era espresso anche il parlamentare regionale di Controcorrente, Ismaele La Vardera, annunciando l'intenzione di presentare una richiesta di accesso all'agli atti per verificare le spese della Presidenza dell'Ars.

I soldi pubblici gestiti da Fdi: il regalo da Galvagno a Musumeci

A nostro avviso l'esponente meloniano avrebbe potuto tranquillamente pagare di tasca propria l'incontro, invece di sprecare soldi dei cittadini siciliani. Ma la scelta del luogo non è stata casuale. L'Airone City Hotel è infatti di proprietà di Raffaello Longo e della moglie, Maria Luigia Firetto Carlino, sorella di Francesca, moglie dell'ex presidente della Regione Musumeci e ministro. In pratica Galvagno, deputato Fdi eletto presidente dell'Ars nel 2022, ha probabilmente pensato di fare un favore al collega di partito Musumeci, coinvolgendo la famiglia di sua nuora nella gestione dell'evento. Una scelta che di certo è politicamente inopportuna dal punto di vista della trasparenza e del rigore istituzionale.

Anche perché l'attuale moglie del figlio di Nello Musumeci nella struttura di famiglia in passato ci ha anche lavorato, almeno dal 2005 al 2006, come si evince dal suo curriculum vitae, reperibile online: tra le mansioni indicate la gestione del pacchetto clienti, e poi "studio, analisi e sviluppo del mercato per l'implementazione della congressistica, banqueting e ricevimenti".

Tra l'altro il nome di Francesca Firetto Carlino era già finito sui giornali qualche anno fa, quando Nello Musumeci era ancora governatore. Era apparso già fuori luogo l'ingresso dell'allora compagna di Salvo Musumeci (il matrimonio poi è stato celebrato nel 2022) all'interno dello staff del presidente del Collegio dei questori Giorgio Assenza, deputato di Diventerà Bellissima, movimento dell'ex presidente della Regione. Il caso, che aveva generato polemiche, era stato scoperchiato da LiveSicilia, che aveva dato conto dell'incarico per attività di segreteria da 1.350 euro lordi mensili. Allora il presidente Musumeci aveva minimizzato i fatti: "Non mi sono mai occupato e non mi occupo dei collaboratori scelti dai deputati. Per quanto mi riguarda, so solo che i miei figli sono ancora disoccupati, perché il papà non li ha mai raccomandati". Magari il ministro di Fratelli d'Italia non avrà mai agevolato le carriere dei figli, ma è pur vero che un piccolo aiutino alla famiglia è sempre gradito.

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