“Le donne trans sono donne”: la destra italiana si spacca sulla risoluzione Ue. Vannacci: “Siamo alla follia”

Qualche giorno fa, il 12 febbraio, il Parlamento europeo ha approvato un'importante risoluzione, in vista della 70esima sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, prevista per marzo 2026, che contiene tra le altre cose il pieno riconoscimento delle donne trans come donne.
Nel testo della ‘raccomandazione', che è stata approvata in Parlamento con 340 voti favorevoli, 141 contrari e 68 astenuti, vengono affrontati diversi aspetti. Per esempio si raccomanda al Consiglio di "ribadire il forte impegno dell'UE a favore della parità di genere e garantire la piena attuazione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutti gli aspetti dell'azione esterna dell'UE, compresi lo sviluppo, il commercio e la politica estera, attraverso un approccio adeguatamente finanziato, inclusivo e intersezionale che metta in discussione gli stereotipi di genere e si basi sul principio di non discriminazione, al fine di promuovere rapidamente la parità di genere"; oppure di "assumere un ruolo guida nella lotta globale contro il regresso della parità di genere e condannare fermamente gli attacchi dei movimenti anti-gender e anti-diritti, che diffondono menzogne, minano la democrazia e prendono di mira i diritti delle donne e delle persone LGBTIQ+";
Il passaggio più discusso è quello in cui si raccomanda al Consiglio di sottolineare all'Onu "l'importanza del pieno riconoscimento delle donne trans come donne, osservando che la loro inclusione è essenziale per l'efficacia di qualsiasi politica di parità di genere e antiviolenza; chiedere il riconoscimento e la parità di accesso delle donne trans ai servizi di protezione e sostegno;
Su questa risoluzione il centrodestra italiano si è spaccato, come ha messo in evidenza il partito dell'ex generale Vannacci, Futuro Nazionale. Se infatti l'ex vicesegretario leghista Roberto Vannacci ha votato contro la risoluzione, gli eurodeputati del centrodestra, che appartengono a diverse famiglie in Europa, non hanno votato in modo unitario per il no.
Chi ha votato a favore e chi contro la risoluzione che riconosce le donne trans come donne
Gli europarlamentari della sinistra, Pd, M5s, Avs hanno votato compattamente per il sì alla risoluzione. Ma tra gli eurodeputati della destra si sono registrate posizione differenti. Hanno votato no tutti gli europarlamentari di Fdi, che appartengono al gruppo Ecr, ovvero: Sergio Berlato, Carlo Ciccioli, Giovanni Crosetto, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Chiara Gemma, Paolo Inselvini, Lara Magoni, Mario Mantovani, Denis Nesci, Michele Picaro, Daniele Polato, Ruggero Razza, Francesco Torselli, Franceso Ventola, Mariateresa Vivaldini.
Per quanto riguarda i leghisti, c'è stato il voto contrario di Paolo Borchia, Susanna Ceccardi, Anna Maria Cisint, Aldo Patriciello, Silvia Sardone, Isabella Tovaglieri. Tra i no del Ppe c'è quello del forzista Salini. Tra i non iscritti c'è l'ex generale Vannacci, uscito dalla Lega, che ha votato contro la risoluzione. Hanno votato a favore invece alcuni europarlamentari di Forza Italia, cioè De Meo, Falcone, Princi e Tosi, discostandosi dal resto della maggioranza e allineandosi alla gran parte degli eurodeputati del Partito Popolare Europeo.
L'attacco del partito di Vannacci
"Per il Parlamento europeo i trans sono donne. Donne a tutti gli effetti, come quelle che lo sono dalla nascita. È quanto contenuto in una Risoluzione approvata la settimana scorsa a Bruxelles e con cui si adottano raccomandazioni sulle priorità dell'Unione europea per la 70° sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, che si terrà il mese prossimo a New York. In pratica il Parlamento Europeo dice all'Onu che qui da noi i trans sono considerate donne e dovrebbe essere così ovunque", attaccano in una nota i deputati di Futuro Nazionale con Vannacci, Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.
"A votare a favore ovviamente le sinistre ma, udite udite, anche buona parte del partito popolare europeo e tra questi diversi esponenti di Forza Italia. Siamo alla follia. Uomini che possono restare incinti, uomini che si percepiscono donne e pretendono di essere considerati tali e il Parlamento Europeo che li asseconda. Che a sinistra fossero ubriachi di ideologia gender lo sapevamo, ma che avessero perso il lume della ragione anche esponenti del centrodestra non ne avevamo piena contezza. Futuro Nazionale non è disposta a cedere un millimetro nella difesa della tradizione, al centrodestra del passato chiediamo chiarezza. Se alcuni dei propri eurodeputati ritengono i trans donne a tutti gli effetti e addirittura che gli uomini potrebbero restare "incinti", perchè non se ne vanno con Zan e Fratoianni, che professano queste fandonie da sempre? Futuro Nazionale è l'unica vera destra che si scaglia contro questa deriva progressista che ha colpito l'Europa e parte del centrodestra italiano. Stupisce ma non troppo il silenzio di Fdi e Lega, gli Italiani lo tengano bene a mente. Basta ideologia gender, basta follie di Bruxelles".