Un attacco forte e senza mezzi termini: alla Repubblica Popolare Cinese non è piaciuta la conferenza su Hong Kong organizzata da Fratelli d'Italia e dal Partito Radicale, in cui è intervenuto via Skype anche Joshua Wong, uno dei leader delle proteste che da mesi stanno sconvolgendo la città. Il portavoce dell'Ambasciata Cinese in Italia ha attaccato i politici italiani tramite l'account Twitter ufficiale della rappresentanza diplomatica: "Joshua Wong ha distorto la realtà, legittimato la violenza e chiesto l'ingerenza di forze straniere negli affari di Hong Kong. I politici italiani che hanno fatto la videoconferenza con lui hanno tenuto un comportamento irresponsabile".

Ieri il leader delle proteste aveva chiamato in causa il nostro Paese per denunciare l'atteggiamento di indifferenza verso le manifestazioni a Hong Kong, represse duramente da Pechino. Wong, precisamente, aveva attaccato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: "Sono rimasto deluso dal vedere che Luigi Di Maio ha fatto delle dichiarazioni sui diritti umani a Hong Kong, dicendo che non voleva interferire con i fatti di altri paesi, tralasciando completamente le brutalità commesse dalla polizia". Aveva poi puntato il dito contro tutto l'Occidente: "Sono consapevole che gli imprenditori e i leader politici abbiano paura di sollevare preoccupazioni sui diritti umani con Pechino, temendo che questo possa in qualche modo andare contro i loro interessi economici. La mia richiesta umile è che l'Italia rimanga fedele alle promesse fatte all'Unione europea. Un'Ue che ha giurato che i diritti umani sono alla sua base e che non incoraggerà mai le violazioni dei diritti umani. Chiedo all'Unione europea e all'Italia di non chiudere gli occhi dinanzi alla crisi umanitaria Hong Kong".

La replica della Farnesina

"Dichiarazioni quali quelle rese dal portavoce dell'ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma sono del tutto inaccettabili e totalmente irrispettose della sovranità del Parlamento italiano", si sono affrettate a dichiarare alcune fonti della Farnesina. Il ministero degli Esteri ha quindi chiarito che questo stesso punto è stato"rappresentato formalmente dal ministero degli Esteri all'ambasciatore cinese a Roma, cui è stato espresso forte disappunto per quella che è considerata una indebita ingerenza nella dialettica politica e parlamentare italiana".

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, tuttavia ha commentato: "Sempre ottimi rapporti con governo cinese, allo stesso tempo in Parlamento ci sono tante attività che si svolgono ogni giorno ed è giusto rispettarle".

Le affermazioni di Di Maio non sono sfuggite all'ex alleato di governo, la Lega, che ne ha approfittato per lanciare un affondo al leader pentastellato. "Non possiamo permettere che la Cina ci venga a dire cosa dobbiamo fare o non dobbiamo fare. Mi lascia perplesso che il governo non sia intervenuto: silenzio imbarazzante dal nostro ministro degli Esteri", ha affermato l'ex ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio. "La considerazione che stiamo facendo, anche alla luce di quello sta succedendo a Hong Kong e del lavoro che è stato fatto dalla delegazione italiana a Taiwan, è che ci sembra assurdo che la Cina si permetta di entrare a pieno titolo nelle questioni di Stati sovrani, come quello italiano", ha aggiunto l'esponente del Carroccio.

Le reazioni della politica

Le critiche, tuttavia, sono arrivate a 360 gradi dalla politica. Il presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico, ha commentato: "Difendo e difenderò sempre il diritto dei parlamentari di esprimere le proprie opinioni e i propri giudizi politici. Le parole dell'ambasciata cinese rispetto alla conferenza stampa cui hanno preso parte esponenti politici e l'attivista Joshua Wong sono profondamente irrispettose. Il Parlamento ha infatti il diritto e il dovere di ascoltare sempre tutte le posizioni e tutte le parti in causa, anche in relazione ad avvenimenti che si svolgono in altri Paesi".

Dura anche la reazione da parte del Partito democratico: "L'ambasciata cinese definisce irresponsabili i parlamentari italiani che hanno parlato con il leader della protesta di Hong Kong? Una intromissione inaudita! Chiediamo ai Presidenti di Camera e Senato di tutelare con fermezza la dignità del Parlamento italiano", ha affermato il deputato Andrea Romano.

Forti proteste anche da parte di Fratelli d'Italia per cui "la dichiarazione del portavoce dell'Ambasciata cinese in Italia di presunta irresponsabilità dei parlamentari presenti alla conferenza stampa con il leader della rivolta di Hong Kong Joshua Wong rappresenta un tentativo gravissimo di ingerenza nell'attività del Parlamento". Anche FdI ha puntato il dito contro il ministro degli Esteri: "Il premier Conte e il ministro Di Maio cosa dicono? Stanno svendendo la nostra sovranità e la centralità del Parlamento?".

"Intollerabili le dichiarazioni del portavoce dell'Ambasciata cinese in Italia sull'iniziativa organizzata ieri in Senato, anche da Fratelli d'Italia, con Joshua Wong, uno dei leader della protesta di Hong Kong. Siamo allibiti dall'arroganza e dalla sfrontatezza con le quali la rappresentanza diplomatica di Pechino si è permessa di censurare l'iniziativa di alcuni parlamentari italiani definendola irresponsabile", ha poi aggiunto personalmente Giorgia Meloni, chiedendo allo stesso tempo a Di Maio di "convocare immediatamente l'ambasciatore cinese per ricordare che l'Italia è uno Stato democratico, a differenza del regime liberticida cinese".

Infine il senatore Adolfo Urso (FdI), promotore dell'iniziativa ha affermato di aspettarsi "una nota ufficiale del Ministero degli Esteri a tutela delle prerogative del Parlamento italiano", aggiungendo che "se hanno osato tanto è perché pensano che l'Italia sia ormai sottomessa".