"Messaggio agli inconsolabili: il governo Conte non è caduto per intrighi, complotti o incontri segreti (all'autogrill). Semplicemente Draghi è meglio di Conte e l'Italia oggi è più credibile. Tutto qui, si chiama politica". Queste sono le parole scritte su Twitter dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in risposta alle polemiche innescatesi dopo un servizio della trasmissione Report, su Rai 3 che lo vede protagonista. Al centro della puntata, infatti, un incontro risalente allo scorso 23 dicembre nel parcheggio di un autogrill fuori Roma tra Renzi e un dirigente dei servizi segreti, Marco Mancini. Incontro che, a quanto sostiene Report, sarebbe stato ripreso da una passante che si era fermata in una piazzola lungo l'autostrada Roma-Firenze e che ha poi inviato il filmato alla redazione.

I giornalisti di Rai 3 hanno incontrato Renzi per porgli alcune domande a riguardo, vista anche la centralità che ha avuto la questione della delega ai servizi segreti nella crisi di governo e nella caduta di Giuseppe Conte. "Marco Mancini è uno dei dirigenti dei servizi segreti con cui ho avuto incontri riservati. Penso di averlo visto anche all'autogrill, quindi figuriamoci", ha raccontato Renzi.

Per poi sottolineare come fosse strana la presenza di qualcuno in quel parcheggio, pronto a riprendere. "Se non vado errato era a Fiano Romano, le vorrei segnalare che mi pare di ricordare che questo video sia del dicembre o del gennaio del 2020-2021 e mi colpisce molto perché dovevo incontrare il dottor Mancini qui, come incontro altri dirigenti dello Stato. Me ne ero dimenticato, quando lui mi manda un messaggino…'Guardi dottore, il sono già in macchina verso Firenze'. E lui mi ha raggiunto all'autogrill. Quindi è un po' strano che ci fosse proprio lì, casualmente, qualcuno a riprendere. Chissà come mai", ha aggiunto Renzi.

La questione delle nomine ai servizi segreti

Il punto messo in evidenza dai giornalisti di Report riguarda la questione delle nomine ai servizi segreti. Nei mesi scorsi infatti Mancini, già dirigente del Dis, l’agenzia che coordina Aisi e Aise, sarebbe stato un nome papabile per altre nomine dei servizi. Ma Renzi ha sottolineato, sempre nell'intervista con Report: "Il dottor Mancini aveva un ottimo rapporto con il presidente Conte. Quindi, se vuole sapere della vicenda delle nomine ne deve parlare con il professor Conte. Per un motivo molto semplice: che io sulle nomine dei servizi non ho mai messo bocca da un giorno specifico, che è il 4 dicembre 2016, quando ho perso il referendum. Mi sono dimesso il giorno dopo per approvare la legge di bilancio. Dopo di che non ho più messo bocca sui servizi segreti. Sa perché? Perché c'è una legge in Italia che dice che deve decidere il presidente del Consiglio".

Renzi ha anche ribadito di aver parlato di servizi scorsi, nei mesi scorsi che hanno preceduto la caduta del Conte bis, solo per chiedere all'ex presidente del Consiglio "di  lasciare il ruolo di autorità delegata perché ci sono troppe cose che non tornano su un presidente del Consiglio che si tiene l'autorità delegata". E ancora: "La legge prevede che si dia un incarico, Conte l'ha interpretava da un punto di vista giuridico che si possa dare ma che si possa anche non dare. Quando invece Conte ha scelto di tenersi la delega, ha fatto incontri un po' strani a Palazzo Chigi nell'agosto 2019: ha incontrato cioè i vertici inviati dal presidente Trump, su una vicenda di spie abbastanza strana". Alla domanda se qualcuno di Italia Viva avesse sponsorizzato Mancini, sempre per le nomine, Renzi ha replicato: "Se c'era qualcuno che poteva sponsorizzare o meno il dottor Mancini come altri, era il presidente del Consiglio. Il presidente del Consiglio ha scelto un generale che si chiama Vecchione per fare il capo del Dis, ha confermato il dottor Parente che noi avevamo nominato a capo dell'Aisi, e ha scelto prima il generale Carta della guardia di finanza, e poi il generale Caravelli dell'esercito a capo dell'Aise".

L'interrogazione parlamentare di Italia Viva

Lo scontro, però, non è finito con il faccia a faccia tra il giornalista di Report e Renzi. Italia Viva ha infatti presentato un'interrogazione parlamentare per sapere se la trasmissione ha o meno pagato, in un servizio andato in onda precedentemente, una grossa somma a una testimone. Per la precisione, 45 mila euro. Subito è arrivata la replica dal giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione, che ha assicurato: "Italia Viva annuncia un'interrogazione parlamentare dove si ipotizza che Report abbia pagato circa 45 mila euro per realizzare un servizio contro il senatore Renzi. Report in 25 anni non ha mai pagato una fonte".