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Referendum sulla giustizia 2026

La lettera di Marina Berlusconi per il referendum: “Se passa il Sì non vince mio padre ma gli italiani”

In una lettera Marina Berlusconi ha difeso il Sì alla riforma e ha invitato maggioranza e opposizioni a evitare di ridurre il dibattito a un “derby tra tifoserie”. FI applaude, Bonelli (Avs): “È un segnale politico, prepara la sua discesa in campo”.
A cura di Giulia Casula
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A due settimane dal voto Marina Berlusconi scende in campo a sostegno del Sì al referendum giustizia 2026. In una lettera a Repubblica ha difeso la riforma e ha invitato maggioranza e opposizioni a evitare di ridurre il dibattito a un "derby tra tifoserie".

Cosa dice la lettera di Marina Berlusconi sulla riforma della giustizia

"Credo che la partita del referendum sia decisiva. E tocca a ciascuno di noi valutarne con serietà i pro e contro, senza usare i rispettivi schieramenti politici come scorciatoia e senza lasciarci distogliere da slogan che poco c'entrano. Dobbiamo assolutamente riportare il dibattito sull'unica domanda che ha senso porsi: la riforma può davvero cambiarci meglio? Può davvero rendere la nostra giustizia più libera e credibile? Solo se riusciremo a interrogarci sul merito, potremo dare una risposta responsabile", ha scritto la presidente di Fininvest.

La figlia dell'ex premier sostiene con forza la riforma: "Come voterò, io penso sia chiaro. Quale sarà l'idea prevalente nel paese lo vedremo tra pochi giorni".  Un eventuale vittoria del sì, dice, non sarà una vittoria del padre ma di tutti gli italiani. "Di una cosa, però sono certa – prosegue la lettera – se dovesse vincere il sì, non si tratterà di una vittoria del governo o di Forza Italia, ne' di una vittoria postuma di mio padre. Io penso semplicemente che sarà una grande vittoria degli italiani".

Secondo Marina Berlusconi "la giustizia dovrebbe essere un patrimonio comune, non una logora bandiere identitaria da sventolare contro l'avversario politico. Sembra, invece, che buona parte del dibattito ruoti attorno a una sola domanda, tanto semplice quanto fuorviante: e cioè se vogliamo una giustizia ‘di destra' o ‘di sinistra'. Così il confronto finisce per irrigidirsi in contrapposizioni polarizzate, che impediscono di valutare in modo obiettivo il merito della riforma", ha aggiunto, invitando gli schieramenti ad abbassare i toni del dibattito e a evitare di personalizzare lo scontro.

"Il rischio – prosegue – è quello di votare più con la pancia che con la testa, perdendo di vista ciò che conta davvero: i valori dell'equità davanti alla legge e del giusto equilibrio tra i poteri, la credibilità delle istituzioni e la qualità della nostra stessa democrazia. Personalità molto autorevoli hanno correttamente invitato  alla misura e alla responsabilità. Più modestamente, io invocherei un po' di sano buon senso, per non lasciarci condizionare dal frastuono di un derby tra tifoserie", ha concluso.

Forza Italia applaude, Bonelli: "Così prepara la sua discesa in campo"

L'intervento è stato accolto con grande entusiasmo dagli esponenti di Forza Italia, come il deputato Alessandro Cattaneo che ha parlato di una "riflessione quantomai opportuna per contenuti, tono e tempismo". "Restare nel merito della riforma, con buon senso, mette in crisi qualsiasi argomento o interlocutore fazioso ed è il modo più efficace per smontare la fake news dei detrattori, convincere gli indecisi e mobilitare per il Sì".

Il capogruppo degli azzurri al Senato, Maurizio Gasparri ha definito la lettera di Marina Berlusconi un'analisi "lucida e precisa". "Gli italiani devono riflettere su una riforma fondamentale, che non può essere travolta dalle bugie che la sinistra sta mettendo in campo. Separazione delle carriere e fine della politicizzazione del CSM sono obiettivi storici per il Paese. Marina Berlusconi li ha descritti con chiarezza e compiutezza. Invitiamo tutti a riflettere su quello che il referendum vuole cambiare e non sulle bugie che la sinistra sta diffondendo, non avendo argomenti concreti per confutare tesi che Marina Berlusconi ha ribadito in una analisi assolutamente utile e preziosa", ha aggiunto.

Secondo Angelo Bonelli invece, la lettera è un chiaro segnale politico da parte della presidente di Fininvest che starebbe preparando la sua discesa in campo. "Al suo appello rispondiamo nel merito. Forse dimentica che l'attuale leader di Forza Italia, Antonio Tajani, non più tardi di due settimane fa ha dichiarato che, dopo l'eventuale vittoria del sì al referendum, la riforma successiva sarà quella di togliere la polizia giudiziaria dalle dipendenze dei pubblici ministeri", ha commentato il co-portavoce di Europa Verde. "È esattamente così che il governo intende mettere mano all'autonomia della magistratura: modificando l'articolo 109 della Costituzione, che stabilisce che la Polizia giudiziaria è alle dipendenze dell'autorità giudiziaria. In questo modo l'esecutivo potrebbe condizionare l'azione della magistratura. Per questo la lettera di Marina Berlusconi non è soltanto un intervento nel dibattito pubblico, ma anche un segnale politico che può essere letto come l'annuncio di una sua imminente discesa in campo", ha detto.

Anche il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha voluto replicare alle lettera. "Il referendum sulla magistratura non è condizionato solo dalle ‘gabbie ideologiche' ma anche dall'azione di governo sulla giustizia che è in tutto e per tutto illiberale e antigarantista. E che contraddice intimamente il senso stesso e la finalità della separazione delle carriere. In questo senso, se posso permettermi, Marina Berlusconi dovrebbe scrivere prima di tutto a Palazzo Chigi invitando alla moderazione e a governare con la testa anziché con la pancia", ha detto. "La separazione delle carriere  è un principio che condividiamo e uno strumento utile a garantire il giusto processo ma la destra di governo sembra disinteressata al giusto processo preferendo la gogna televisiva a cui anche le reti Mediaset contribuiscono non poco. Mentre lo stesso governo appare insofferente ai limiti della giurisdizione all'azione di governo. Separazione delle carriere e separazione dei poteri non possono essere messe in contrapposizione", ha concluso.

Per la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga "l'invito alla moderazione è lodevole, ma non scioglie il dubbio fondamentale: Marina Berlusconi, anche come imprenditrice, è convinta che la riforma risolverà i ritardi cronici e le lacune del sistema giustizia per chi fa impresa e per i cittadini? Purtroppo, la risposta è negativa", ha sottolineato. "Anziché sciogliere i nodi strutturali, l'impianto legislativo rischia di minare l'autonomia della magistratura, pilastro del nostro equilibrio democratico. Ricordiamo che una magistratura libera non è una prerogativa corporativa, ma lo scudo principale a difesa dei diritti di tutti, specialmente dei più fragili".

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