Referendum sulla giustizia 2026

La consigliera del Csm Eccher: “Non ci sarà controllo politico su pm, è vietato dalla Costituzione”

Avvocata e membro laico del Csm – eletta dal parlamento in quota centrodestra nel 2023 – Claudia Eccher è tra i fondatori del “Comitato Sì Riforma”, che promuove il voto favorevole al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Con Fanpage.it ha discusso le ragioni a sostegno della riforma della giustizia e le principali contestazioni che arrivano dal fronte dei contrari.
A cura di Marco Billeci
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Avvocata e membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura – eletta dal parlamento in quota centrodestra nel 2023 – Claudia Eccher è tra i fondatori del Comitato "Sì Riforma", che promuove il voto favorevole alreferendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Con Fanpage.it ha discusso le ragioni a sostegno della riforma della giustizia e le principali contestazioni che arrivano dal fronte dei contrari

Prima di tutto, qual è il motivo principale, secondo lei, per votare sì a questa riforma?

Questo Paese aspetta questa riforma da oltre 40 anni, finalmente l'Italia si allineerà alla maggior parte dei Paesi europei e finalmente ci sarà una equidistanza tra il pm, l'avvocato e il giudice. Questo non è un referendum politico, è un referendum per cui si chiede a tutti i cittadini lo sforzo di informarsi. Io dico di ascoltare tutte le voci, anche quelle dissenzienti, però poi andare a votare, perché la partecipazione sarà la vera vittoria di questo referendum.

La riforma prevede tra le altre uno spacchettamento dell'attuale Consiglio Superiore della Magistratura in tre: un Csm per i magistrati, uno per i pm e l'Alta Corte disciplinare. Questo vuol dire che il Csm dove lei siede oggi non funziona?

Non è uno spacchettamento, ma un allineamento. Ci sarà l'obbligo che un magistrato fin dall'inizio scelga se fare il pubblico ministero o il giudicante, quindi tra giudici e pm non ci sarà più una condivisione del ruolo. Oggi tante volte il pubblico ministero ha fatto lo stesso concorso e lo stesso percorso anche formativo alla Scuola superiore di Magistratura del giudice, con cui quindi c'è un rapporto. Di contro, l'avvocato  se deve difendere un imputato deve avere le stesse garanzie. Ma voglio sgombrare subito il campo: non c'è nessuna possibilità – perché è vietato dalla Costituzione – che il pubblico ministero o il giudice vengano sottoposti all'esecutivo.

Volevo rimanere un attimo sulla questione del metodo di elezione del Csm, cioè il sorteggio. Perché il metodo elettivo classico che si usa per la grandissima maggioranza delle cariche pubbliche di questo Paese, per il Consiglio Superiore della Magistratura non va bene?

È  ovvio ed evidente che se io e lei facciamo parte della stessa corrente e lei viene eletto al Csm, nel caso di  una valutazione di professionalità o di un procedimento disciplinare, avrà nei miei confronti un atteggiamento più favorevole. Questo non deve più succedere. Il sorteggio permette a tutti i magistrati di questo Paese un domani di sedere nell'organo di autogoverno della magistratura. Quindi daremo voce anche a quei magistrati che  – pur non facendo parte delle correnti – potranno avere le stesse opportunità di venire eletti nei due Csm. Ricordo che il sorteggio non è una cosa così drammatica: esiste per la Corte costituzionale, quando si riunisce per per vagliare delle ipotesi di reato del Presidente della Repubblica. C'è anche nelle Corti d'Assise e le Corti d'Assise d'appello, per la giuria popolare.

Per i consiglieri laici del Csm si parla invece di un sorteggio temperato, perché il Parlamento farà una lista all'interno della quale verranno sorteggiati i membri. Una contestazione che viene fatta su questo metodo è che se la lista che verrà composta sarà più o meno corta, alla fine la politica riuscirà a mantenere il controllo sulle nomine. Vede questo rischio?

No, io non lo vedo questo rischio. Poi in corso d'opera tutto potrà essere migliorabile e verificabile, però ricordo che oggi per entrare al Csm come componente laico, ognuno presenta una domanda che poi viene vagliata: all'interno di una rosa di candidati possibili, viene fatta una sorta di selezione curriculare. Perché dovrebbe esserci un controllo della politica? Ognuno farà una domanda, poi verranno vagliati i curricula e si sarà inseriti nella lista, come succede sempre, ad esempio in un consiglio d'amministrazione, per tutte le cariche.

L'altro punto punto fortemente contestato da i sostenitori del no è la separazione delle carriere. È  vero che non sta scritto nella riforma che dopo la separazione, il pm verrà in qualche modo assoggettato al potere politico. Ma è anche vero che se pure l'obiettivo della politica fosse veramente mettere le mani sulla magistratura, non sarebbe ammesso nero su bianco nella riforma.  Il ragionamento fatto dal fronte dei contrari è che se il pm non sarà più una figura neutrale  al pari del giudice, sarà naturale che poi possa ricevere direttive da parte della politica.

Io vorrei che voi pubblicaste il testo a fronte della riforma, come si faceva una volta, il testo prima e il testo dopo. Nulla di quello che viene detto dal fronte del no è neanche minimamente ipotizzabile, voglio rassicurare l'elettore e il cittadino. E vorrei che in questo Paese finalmente ci fosse un'operazione verità: leggiamo la riforma insieme. Io ricordo a me stessa e a tutti noi che i magistrati sono pubblici ufficiali e come tali hanno l'obbligo della verità. Questo rischio catastrofale del controllo del potere politico sul pubblico ministero non può avvenire, è vietato dalla Costituzione. Non è in discussione l'indipendenza e l'imparzialità del giudice e l'autonomia della magistratura, non è in discussione la struttura costituzionale. Finalmente invece ci sarà una giustizia che vedrà l'equidistanza tra l'avvocato e il pubblico ministero rispetto al giudice. Le dico questo: se domani lei fosse imputato e sedesse con me in un'aula di giustizia e io la difendessi, lei cosa vorrebbe? Che dall'altra parte del bancone, dove c'è scritto "la legge uguale per tutti", ci fosse il giudice migliore, il più bravo, oppure quello che è stato premiato da una corrente perché amico di qualcuno?

Io vorrei anche però che ci fosse un pm il più possibile imparziale nella ricerca della verità e non impegnato nel sostenere una tesi piuttosto che un'altra. Con la separazione delle carriere c'è il rischio che il pm diventi un superpoliziotto, come si dice, un avvocato dell'accusa?

Assolutamente no. Io vorrei che qualcuno mi spiegasse da dove si può trarre un'indicazione e una preoccupazione del genere. Due magistrati che fanno due percorsi professionali diversi permettono la miglior preparazione ciascuno nel proprio settore. Ci sarà una scuola di magistratura che farà dei corsi specifici per chi fa il giudicante e una per chi fa il requirente. Il massimo della garanzia della tranquillità per tutti i cittadini di questo Paese.

C'è poi una critica più generale, cioè che questa riforma la verità che non interviene su quelli che sono i veri problemi della magistratura. Penso alla velocità dei processi.

Questa è una riforma per efficientare la giustizia, non per velocizzare il processo. Ci sarà una giustizia più equa, più giusta più calibrata. Ci sarà la possibilità di avere con l'Alta Corte, una sezione disciplinare che finalmente fuoriesce dal Consiglio Superiore della Magistratura e ha una sua identità specifica. Ci sarà più responsabilizzazione da parte dei giudici e tutto questo aumenterà l'efficientamento della giustizia, non la velocità dei processi. Questo non è compito della riforma costituzionale, ma sta nelle coscienze e nella diligenza di ciascun magistrato.

Un motivo – al di là che sia per il sì o per il no – per cui secondo lei è importante che ogni cittadino vada a votare?

È  importante occuparsi di giustizia. Io cerco di fare nel mio piccolo quello che dovrebbero fare tutti, spiegare semplicemente i contenuti della riforma. Capisco che sia complicato, che sia difficile però io vedo tanti ragazzi giovani che ci avvicinano per curiosità, perché vogliono capire. E a quelli meno giovani dico: ricordatevi che la giustizia è una partita importante per questo Paese, anche perché avere una giustizia che funziona aumenta anche l'appetibilità di questo Paese nei confronti degli investitori esteri. E migliorare l'economia di questo Paese, migliora la vita di tutti. La giustizia è una partita davvero importante.

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