Il Parlamento conferma il sostegno all’Ucraina, Crosetto: “Fiero degli aiuti, qualcuno si vergogna”

Via libera dell'aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sul decreto Ucraina, che proroga l'invio di aiuti ed equipaggiamenti militari a Kiev. I voti a favore sono stati 186, 49 i contrari e 81 gli astenuti. "Sostenere l'Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine dell'ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita", ha dichiarato Crosetto, nella sua informativa.
Anche il Senato ha approvato la risoluzione. Il testo, su cui c'è stata una mediazione che ha portato al sì anche dei leghisti (ma non di alcuni, che hanno votato contro in entrambe le Camere) non cita gli aiuti "militari" se non nelle premesse.
Cosa ha detto il ministro Crosetto in Aula
Per Crosetto "l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione" e "un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione", ha precisato. "Non esistono mezzi buoni e cattivi ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa. Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso", ha ribadito.
Il no dei parlamentari leghisti
Alla fine del suo intervento, tra i banchi della maggioranza si sono alzati ad applaudirlo i deputati di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Non si sono alzati invece quelli della Lega. Segnale di un certo malumore da parte del partito sul rinnovo degli aiuti a Kiev, testimoniato anche dal flash mob di protesta tenuto questa mattina da uno sparuto gruppo di sostenitori del vicesegretario Roberto Vannacci.
Al momento del voto inoltre, alcuni esponenti del Carroccio – i deputati Rossano Sasso e Edoardo Ziello – si sono sfilati dalla maggioranza e hanno votato contro. "Nel decreto legge c'è espressamente il richiamo al sostegno militare all'Ucraina, una scelta politica. Per coerenza siamo passati dalle parole ai fatti", ha spiegato Ziello. "Ho votato no all'invio di soldi e armi a Zelensky. Qual è l'interesse nazionale? Quello di accettare ciò che ci impongono la Von der Leyen e Macron, o quello che vogliono gli Italiani? La maggioranza degli Italiani ritiene che sarebbe meglio fare un passo indietro sulla questione Ucraina", ha scritto sui social Sasso. "Basta armi, basta soldi per Zelensky. Anche perché continuare a inviare armi e soldi non aiuta di certo il processo di pace e la pace ottenuta oggi sarà sempre meglio di quella di domani, perché più passano i giorni più le condizioni per raggiungerla saranno peggiori per gli ucraini. Bene, io la penso come la maggioranza degli Italiani: la politica dell'Unione europea è stata fallimentare e gli ultimi 90 miliardi di euro stanziati per Zelensky non ci faranno certo raggiungere la pace", ha aggiunto.
Anche a Palazzo Madama alcuni senatori della Lega non hanno votato la risoluzione. Al momento del voto, che si è svolto per alzata di mano, risultava assente in aula il capogruppo Massimiliano Romeo, che era intervenuto nel dibattito. Non hanno alzato la mano invece il Claudio Borghi e Erika Stefani, mentre lo hanno fatto gli altri nove senatori e senatrici del Carroccio.
Crosetto: "In Ucraina emergenza come a Gaza"
Crosetto ha ricordato il dramma del popolo ucraino, paragonandolo alla situazione a Gaza. "La popolazione ucraina vive senza il 90% dell'energia, del gas e della luce. Nel 2025 le vittime civili hanno superato le 2.500 unità, i feriti 11.000 con un incremento del 26% rispetto al 2024 e del 70% rispetto al 2023. Gli attacchi da lunga gittata hanno causato il 51% delle vittime civili colpendo soprattutto centri urbani che nulla hanno a che fare col fronte di guerra. L'Ucraina affronta un'emergenza umanitaria paragonabile per intensità alla stessa di Gaza da oltre 1.421 giorni, ormai quattro lunghissimi anni. Il presidente Putin parla di pace e si presenta come chi difficilmente vuole farlo. Oltre il 90% degli attacchi, il 93% degli attacchi russi colpisce, lo ricordo, obiettivi civili."
Il ministro ha anche spiegato che "la Russia non ha mai interrotto guerre e bombardamenti, nemmeno per un solo giorno. Persino Hamas, un'organizzazione terroristica brutale e priva di giustificazioni, a un certo punto ha accettato una tregua, ha sospeso i combattimenti e ha inventato un percorso diverso. La Russia finora no, nessuna pausa, nessun segnale, nessun gesto concreto".
Dall'altra parte, Crosetto ha ribadito il no del governo all'invio di truppe sul territorio, anche nell'eventualità in cui il conflitto finisca, come garanzia di sicurezza. È "surreale discutere oggi di un intervento europeo in Ucraina dopo un'eventuale tregua, senza considerare che qualsiasi cessate il fuoco dovrà essere accettato dalla Russia", ha affermato. Secondo il titolare della Difesa si continua a parlare di ciò che l'Europa dovrebbe fare "il giorno dopo la tregua", ipotizzando una presenza sul terreno, "quando è noto che una delle condizioni che Mosca potrebbe porre sarebbe proprio il rifiuto di qualsiasi presenza militare europea in Ucraina". Secondo il ministro, sarebbe più utile concentrare il dibattito su tutto ciò che può essere costruito politicamente e diplomaticamente. "Perché non parliamo di tutto il resto che possiamo costruire?", ha affermato, richiamando la necessità di riportare il tema all'interno delle Nazioni unite. "Senza un vero multilateralismo il rischio è quello di discutere scenari che non tengono conto delle condizioni reali sul terreno e degli equilibri internazionali", ha concluso.
Cosa prevede la risoluzione di maggioranza sull'Ucraina approvata alla Camera
"Continuare a sostenere l'Ucraina, in coordinamento con la Nato, l'Unione europea, i Paesi G7, e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo". È uno degli impegni indirizzati al governo, contenuto nella risoluzione della maggioranza approvata in Aula.
Il testo impegna, inoltre, l'esecutivo "a proseguire l'azione diplomatica dell'Italia, lavorando per favorire le iniziative volte a un cessate il fuoco ed al compimento del processo negoziale in corso, che conduca a una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto della sovranità dell'Ucraina nel decidere il proprio futuro", "a rafforzare il contributo italiano alle iniziative di resilienza energetica, di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione macro-finanziaria dell'Ucraina, in coordinamento con la piattaforma donatori G7, anche attraverso forme di cooperazione industriale e partenariati strategici, in un'ottica di sicurezza, cooperazione e crescita europea, e facilitando il coinvolgimento del nostro tessuto imprenditoriale, incluso nei programmi Ue in corso di attuazione", "a garantire adeguata informazione nei confronti del Parlamento sull'attuazione del decreto e sugli sviluppi dei negoziati internazionali in corso, assicurando pieno rispetto delle prerogative parlamentari e trasparenza nei limiti imposti dalla necessaria tutela delle informazioni a carattere classificato" e "a valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, rispondendo alle esigenze di protezione della popolazione e delle infrastrutture essenziali, in linea con le sensibilità espresse dal Parlamento nel suo complesso".