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Isee precompilato 2026: addio alla burocrazia, più controlli e niente più file agli sportelli

Da quest’anno cittadini e famiglie non dovranno più consegnare manualmente l’ISEE a scuole, comuni o università: sarà infatti la Pubblicia amministrazione a prenderlo direttamente dai database. Tra le novità anche più controlli contro le frodi.
A cura di Francesca Moriero
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Da anni, ottenere agevolazioni economiche come riduzioni delle tasse universitarie o contributi comunali significa dover presentare l'ISEE, l'indicatore della situazione economica delle famiglie; spesso però compilare e consegnare questi documenti è complicato, con lunghe code agli sportelli e rischi di errori. Per esempio, un genitore che vuole la riduzione delle tasse universitarie per un figlio deve consegnare manualmente l'ISEE sia all’università che al Comune, rischiando ritardi o duplicazioni.

Per semplificare questo passaggio, il governo ha deciso di intervenire, con l'obiettivo, almeno sulla carta, di semplificare la vita dei cittadini e allo stesso tempo ridurre le frodi. La novità, prevista in un decreto collegato al Pnrr, prevede che gli enti pubblici acquisiscano automaticamente l'ISEE dai database già esistenti, senza farlo compilare o consegnare più volte ai cittadini.

Come funziona il nuovo sistema

Con il nuovo sistema, una volta ottenuta l'attestazione tramite la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), cittadini e famiglie non dovranno più inviarla ai comuni, alle scuole, università o altri enti. Saranno infatti gli stessi enti a prelevarla direttamente dai database pubblici. In questo modo si evitano duplicazioni e code agli sportelli, rendendo più semplice ottenere riduzioni o servizi modulati sul reddito.

Quando entrerà in vigore il nuovo sistema

Il nuovo sistema dovrebbe partire subito dopo l'approvazione del decreto, attesa in Consiglio dei ministri entro la fine del mese. Una volta approvato, gli enti pubblici inizieranno a collegarsi progressivamente ai database centralizzati della Pdnd, acquisendo automaticamente gli ISEE senza richiederli nuovamente ai cittadini. In pratica, cittadini e famiglie potranno vedere i primi benefici già dai prossimi mesi, con meno code agli sportelli, meno pratiche cartacee e tempi di attesa notevolmente ridotti. Allo stesso tempo, gli enti avranno strumenti più efficaci per effettuare controlli incrociati e verificare che le agevolazioni arrivino davvero a chi ne ha diritto.

Controlli più efficaci contro le frodi

Oltre alla semplificazione, la novità ha l'obiettivo di rafforzare anche i controlli. I dati infatti dicono che nel 2025 sono Tati presentati circa 11, 6 milioni di ISEE e oltre 1,7 milioni di questi contenevano informazioni non corrette, tra errori sui redditi o sulla composizione del nucleo familiare. Spesso si tratta di figli maggiorenni dichiarati come facenti parte del nucleo familiare per ottenere benefici come per esempio tasse universitarie più basse. Con l'accesso ai dati, ora, gli enti potranno individuare subito eventuali discrepanze e ridurre cosi le pratiche irregolari.

La Piattaforma digitale nazionale dati: cos'è e a cosa serve

Tutto questo sarà possibile grazie alla Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), sviluppata con il decreto semplificazioni del 2020 e potenziata con i fondi Pnrr. Una  piattaforma che raccoglie informazioni provenienti da oltre 9mila enti pubblici e più di 12mila servizi digitali, unendo in un unico "catalogo" i dati che fino a oggi erano sparsi tra diversi uffici e amministrazioni. L'obiettivo principale è mettere in pratica il principio del "once only", cioè che un dato fornito dal cittadino una sola volta alla Pubblica amministrazione non debba essere richiesto nuovamente da altri enti. Così, chi ha già comunicato reddito, patrimonio o composizione del nucleo familiare per un servizio non dovrà ripeterlo per accedere ad altri benefici. Ma la Pdnd non serve solo a ridurre la burocrazia. Grazie all'interoperabilità tra database, gli enti possono effettuare controlli incrociati rapidi e precisi, individuando eventuali discrepanze o errori nelle dichiarazioni. In questo modo, come anticipato, si limitano le frodi e si garantisce che i benefici arrivino solo a chi ne ha diritto, senza appesantire i cittadini con ulteriori pratiche.

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