Lo scorso lunedì il ministero del Lavoro ha pubblicato il nuovo modulo di dichiarazione sostitutiva unica (DSU), introducendo importanti cambiamenti per quanto riguarda l'Isee, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente. La novità è il risultato del decreto legge 34/2019, cioè il decreto Crescita: in primo luogo, per le famiglie ci saranno requisiti meno rigidi per richiedere l'Isee corrente, che avrà anche una durata più lunga e un accesso facilitato.

A differenza dell'Isee ordinario, che indica semplicemente la condizione economica, quello corrente viene richiesto in caso di peggioramento o miglioramento dello status economico della famiglia. In genere punta ad un miglioramento della condizione economica del nucleo familiare. Fino al momento questo poteva essere richiesto in caso di una variazione maggiore del 25% dell'indice di reddito corrente rispetto a quello ordinario. Inoltre, si può sollecitare in caso di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa o, in caso di un contratto a tempo indeterminato, se si verifica la risoluzione dello stesso. Può anche essere fatta richiesta in caso di contratto a tempo determinato, con la clausola di aver lavorato almeno di 120 giorni nell'anno precedente alla conclusione del contratto. Per quanto riguarda il lavoro autonomo, invece, è possibile richiedere l'Isee corrente dopo la cessazione di un'attività svolta anche in questo caso per almeno un anno.

Nuovo Isee: cosa cambia

Con le nuove regole introdotte dal decreto Crescita, i requisiti sopra elencati non sono più validi, mentre basterà che risulti una delle seguenti condizioni: la variazione del reddito maggiore del 25%, la fine o la riduzione di un'attività lavorativa, l'interruzione di un contratto nella pubblica amministrazione. Come spiega il Sole 24 Ore, le nuove modalità servono per venire incontro a quei nuclei familiari in cui un membro resta senza lavoro, ma di cui il reddito complessivo non cala più del 25%. Per quanto riguarda l'aumento della durata dell'Isee corrente, si passerà da 2 a 6 mesi dal momento della richiesta.

Cosa cambia per i richiedenti del reddito di cittadinanza

In una nota il ministero del Lavoro ha comunicato che le novità sono volte a "rendere meno rigidi i requisiti per ottenere l'indicatore provvisorio e venire incontro alle esigenze di quei cittadini cui è mutata, in peggio, la situazione economica. In conseguenza di ciò, si allargherà pure la platea dei beneficiari che potranno accedere al Reddito di cittadinanza". I cambiamenti del decreto Crescita, quindi, andrà anche ad interessare coloro che fanno richiesta per la misura del Movimento Cinque Stelle. Sempre secondo il ministero, con le nuove clausole più elastiche, non verranno più esclusi coloro che avevano lavorato nel 2017 e che venivano esclusi dalla misura fino a questo momento, in quanto per ricevere il reddito di cittadinanza si doveva fare riferimento all'Isee dell'anno precedente. Chi era appena rimasto senza un impiego non poteva dunque contare sui benefici del sostegno economico. Con le nuove regole, però anche chi è già recettore di sussidio o disoccupato da oltre 18 mesi, potrà fare domanda per il reddito di cittadinanza.