Il Rapporto Unicef mostra che il Belpaese occupa il 22esimo posto su 29 Paesi avanzati quando si parla di benessere dei bambini. Il 17% dei minori è sotto la soglia di povertà, molti giovani (l’11%) non sono iscritti a scuola, non lavorano né frequentano corsi di formazione.

L’idea è partita dal ministro per la Famiglia, Elena Bonetti. Poi è stata rilanciata e si è trasformata in quella che è stata definita come una sorta di “ora d’aria per i bambini”. Una soluzione per i più piccoli che sono chiusi in casa da ormai un mese e che rischiano di non uscire ancora a lungo. Bonetti ieri ha lanciato il tema con un post su Facebook: “La salute è il bene primario che dobbiamo tutelare, per tutti. Anche i bambini e i ragazzi lo stanno imparando nel rispetto delle regole. Con il prolungarsi dell’emergenza dobbiamo però organizzare modi e tempi, limitati, in cui anche a loro sia consentito uscire di casa in piena sicurezza sanitaria. Non sarà facile, chiederà ancora più responsabilità, ma siamo chiamati a prenderci cura dei nostri figli e del loro futuro sotto ogni aspetto”.

La proposta del ministro Bonetti per far uscire i bambini

L’ipotesi di un’ora d’aria per i bambini potrebbe essere introdotta gradualmente, secondo il ministro, che in un’intervista spiega ancora: “C’è una salute integrale della persona, anche psico-motoria, per queste generazioni e siccome non sarà domani che potranno tornare a giocare in modo normale, dobbiamo permettere loro, in modo graduale sicuro, tutelato, per la loro salute e la salute della collettività di uscire, di poter iniziare a fare un’attività psicomotoria ovviamente non in gruppo ma da soli che abbia nel pieno rispetto delle regole del contenimento e del contrasto al virus”.

Le difficoltà dell'ora d'aria per i più piccoli

Il problema è come mettere in campo una misura che vada in questa direzione. I problemi sono tanti, a partire dal fatto che i più piccoli devono essere accompagnati da un adulto per uscire. Il che vuol dire più difficoltà di evitare assembramenti e di mantenere le distanze di sicurezza. In più servirebbero i dispositivi, come le mascherine, anche per i bimbi. E reperirli non è affatto facile. Il governo, comunque, starebbe pensando anche di introdurre, attraverso il prossimo decreto, una norma che consista in una eccezione per i più piccoli rispetto alle restrizioni in vigore. Il problema, inoltre, si presenterà in maniera sempre più evidente in estate, quando farà più caldo e quando i bambini, molto spesso, partono per le case estive, per andare a svolgere attività di gruppo o semplicemente per andare dai nonni. La soluzione, quindi, deve arrivare al più presto. Come sottolineano anche psicologi, genitori ed educatori che chiedono al governo di permettere ai più piccoli di usufruire di un’ora d’aria.