L'ex presidente della Basilicata, Marcello Pittella, è stato rinviato oggi a giudizio nell'ambito dell'inchiesta che aveva investito la sanità lucana. Il processo avrà inizio il prossimo 22 aprile. L'esponente del Partito democratico era finito ai domiciliari lo scorso 6 luglio 2018 e aveva dato le dimissioni nel gennaio dell'anno successivo. Due società e 34 persone finirono al centro delle indagini su appalti e concorsi truccati. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup di Matera, Angelo Onorati, che ha descritto l'ex presidente dem come il "deus ex machina di questa distorsione istituzionale" in cui a vincere i concorsi sono i raccomandati e non i più meritevoli.

Pittella, secondo il giudice, avrebbe influenzato le "scelte gestionali delle aziende sanitarie e ospedaliere interfacciandosi direttamente con i direttori generali che sono stati nominati con validità triennale dalla sua giunta". Inoltre, il fatto che fosse vicino a una rinnovata candidatura per la presidenze della Regione Basilicata "fa ritenere he continuerà a garantire i suoi favori e imporre i suoi ‘placet‘ ai suoi accoliti pur di consolidare il suo bacino clientelare, potendo contare su appoggi locali, in uno scambio di utilità vicendevoli".

Pittella non è stato l'unico coinvolto nell'inchiesta a essere stato rinviato a giudizio oggi. Inoltre, due degli imputati hanno patteggiato (10 mesi di reclusione ciascuno), altri due sono stati assolti e per altri otto il giudice ha deciso di non procedere. Inizialmente per l'ex governatore erano stati previsti i domiciliari, ma questi aveva poi presentato ricorso. Un'istanza accolta dalla Cassazione, secondo cui non ci sarebbero stati "elementi indiziari dai quai desumere che Pittella abbia rafforzato il proposito criminoso nei coindagati". Per questo a settembre la misura era stata sostituita dal divieto di dimora.