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In Calabria passa la legge sui sottosegretari, Irto (Pd): “Schiaffo alla sanità, servono a moltiplicare le poltrone”

In Calabria il Consiglio regionale approva a maggioranza la norma che introduce due sottosegretari alla Presidenza. A Fanpage.it il segretario regionale del Partito Democratico Nicola Irto dichiara: “Uno schiaffo alla sanità, figure create solo per aumentare le poltrone nel campo del centrodestra”.
Intervista a Nicola Irto
Senatore e Segretario Regionale Partito Democratico Calabria.
A cura di Francesca Moriero
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È arrivato dopo ore di scontro acceso il via libera del Consiglio regionale della Calabria alla legge che introduce la figura dei sottosegretari. Due incarichi nominati direttamente dal presidente della Regione, pensati, secondo la maggioranza, per "rafforzare il coordinamento dell'azione di governo". Il voto è così passato tra le proteste delle opposizioni, che hanno abbandonato l'Aula denunciando una forzatura politica e un provvedimento "costruito su misura per allargare gli equilibri interni al centrodestra e consolidare la maggioranza attraverso nuove nomine". La maggioranza di Roberto Occhiuto respinge le accuse e rivendica la necessità di "rafforzare la macchina amministrativa in una regione complessa come la Calabria". Secondo il centrodestra, infatti, le critiche dell'opposizione sarebbero "strumentali e cariche di populismo".

Cosa prevede la norma: poteri, staff e stipendi

I sottosegretari saranno figure operative, senza diritto di voto in giunta ma con deleghe specifiche, staff dedicato e un trattamento economico significativo: l'indennità si aggira intorno all'84% di quella degli assessori, con cifre che superano i 14mila euro lordi mensili. A questo si aggiungono i costi delle strutture di supporto, che possono arrivare fino a diverse centinaia di migliaia di euro l'anno per ciascun sottosegretario. Una spesa complessiva che, secondo le opposizioni, rischia di superare il milione di euro.

Irto (Pd): "Disgusto e disaccordo, servono solo a moltiplicare le poltrone"

Durissima la posizione del Partito Democratico, affidata a Fanpage.it dal senatore e segretario regionale del Partito Democratico della Calabria Nicola Irto, che non usa mezzi termini: "Disgusto e disaccordo. La verità è che questi sottosegretari non servono affatto. Anzi, sono stati creati solo per aumentare le poltrone nel campo del centrodestra. Infatti, con apposita modifica dello Statuto regionale, i posti in giunta erano già passati da sette a nove", dichiara il segretario regionale. "L'istituzione in tempi record dei sottosegretari è quindi il risultato di un patto politico, risalente alle ultime Regionali, nella maggioranza guidata dal presidente Roberto Occhiuto. Ed è la riprova che le destre sono abituate a spartire postazioni di potere, unite dalla pura brama di occupare postazioni di comando".

Irto respinge anche la narrazione della maggioranza secondo cui "si tratterebbe di strumenti utili": "La giustificazione del centrodestra fa ridere, perché da cinque anni non ci sono segnali di buone pratiche a favore della macchina amministrativa. Si tenga conto che i dipartimenti regionali sono stati rivisti per nomi e competenze, ma senza il benché minimo rinforzo in termini di personale. Basti pensare che il dipartimento regionale per la tutela della salute è pesantemente carente di risorse umane ma ha una sorta di doppione in Azienda Zero, che è un tipico carrozzone. Non c’è alcuna traccia di efficientamento amministrativo in Calabria, tanto più con sottosegretari che servono a creare una giunta regionale di fatto a 11, totalmente prona al suo presidente", dichiarata ancora a Fanpage.it.

Il nodo dei costi e della sanità

Il punto più critico resta quello delle risorse. Secondo il Pd, i fondi destinati alle nuove figure rappresentano "uno schiaffo" rispetto alle condizioni dei servizi pubblici, in particolare della sanità: "È una cifra nel complesso molto grossa, che oltrepassa il mezzo milione all'anno per le strutture dei sottosegretari, i quali portano a casa quasi 350mila euro annui", sottolinea Irto. "È uno scandalo in un periodo difficilissimo, nel quale mancano totalmente le guardie mediche, non ci sono camici bianchi nei Pronto soccorso e nel 118, le liste d'attesa non scorrono e risultano bloccate perfino le vecchie indennità aggiuntive di parte del personale dell'emergenza-urgenza. È vergognoso, soprattutto di fronte a rincari clamorosi della benzina, del gas e degli altri beni di prima necessità. E il messaggio che passa è peggio di quello del Marchese del Grillo. Non c'è niente da aggiungere, se non dire dello sdegno trasversale dei cittadini calabresi".

Al di là delle motivazioni tecniche, la vicenda si inserisce in un quadro politico più ampio. Tra modifiche allo statuto, nuovi equilibri interni e tensioni nella maggioranza, l'introduzione dei sottosegretari appare come un tassello di un riassetto più profondo del potere regionale. E mentre la legge è ormai approvata, lo scontro, politico e simbolico, è tutt'altro che chiuso.

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